La casa di Ninetta – Interno napoletano: vera cucina del cuore sul lungomare

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Anna Sastri
Anna Sastri

di Gennaro Miele

La casa di Ninetta. Creare un luogo è dare vita ad un filo che lega il nostro essere interiore al mondo che lo circonda coi suoi rumori e con la sua quotidianità, crearlo significa dare forma a quell’esigenza dei nostri desideri e sogni di avere uno spazio fisico.

La casa di Ninetta è uno di quei luoghi nato dalla nostalgia di altri tempi, quelli rinchiusi nel cuore di Carmine Sastri, uomo gentile e profondo conoscitore della storia di Napoli che a lungo ha viaggiato e che in ogni suo ritorno a casa ricercava quei sapori e quegli aromi che erano parte della sua infanzia, la cucina di mamma Anna, detta Ninetta.

La casa di Ninetta, Incontrarsi
La casa di Ninetta, Incontrarsi

Quella ricerca di sensazioni gastronomiche ha spinto Carmine, nel 2009, nella creazione di un ambiente in cui si ha la sensazione di rivivere il ricordo delle antiche case di una Napoli nobile e dimenticata nelle foto ingiallite, qui tra giochi di luci ed ombre sembra d’essere sospesi in un luogo lontano dai rumori della vicina galleria e dai bisbigli notturni del mare, un luogo che è come il cardine su cui l’altalena di sensazioni cui ci abitua la città è in un equilibrio quasi magico.

La casa di Ninetta, Sala
La casa di Ninetta, Sala

Il nome del locale origina dalla pièce teatrale di Lina Sastri, sorella di Carmine, che rese omaggio al ricordo della madre ed alla sua anima napoletana dandole dimensione teatrale, e attraversando l’ingresso i passi calpestano lunghe assi di legno scuro, quelle stesse assi su cui nei teatri si racconta la vita con le sue maschere, quelle maschere che nella cucina della casa cadono per dare spazio alla sincerità del gusto.

La casa di Ninetta, Che cucenat mamma'
La casa di Ninetta, Che cucenat mamma’

Qui si parla la lingua della cucina povera napoletana, quella povertà che ha creato l’esigenza dell’incontro di prodotti che erano di facile reperibilità in tempi difficili, un po’ come ritrovare le cose essenziali dentro se  stessi ed usarle per ottenere il meglio, come facevano le mamme di una volta per i propri scugnizzi.

La Casa di Ninetta è definibile come uno spiraglio tra due epoche del modo di cucinare, quello di oggi fatto di messaggi ed immagini e quello tenero di una volta fatto di voci di dirimpettaie nei vicoli e di visi che a tavola si guardavano, chissà quanti di quegli sguardi tra Carmine e la madre hanno attraversato il vapore della pasta appena messa a tavola.

La casa di Ninetta, Genovese
La casa di Ninetta, Genovese

I piatti raccontano dei colori che si perdono in Napoli dalle sfumature autunnali degli alberi di Mergellina nella genovese con ziti spettati alla solarità della pasta e patate con provola, la passione del rosso ragù che si scioglie nel candore della ricotta per incontrare i manfredi, ed è forse per invidia che i Pulcinella dipinti alle pareti sono lontani dalla comicità popolare ma più intimi, come se osservassero con malinconia questa cucina che significa incontrarsi, rappresentato in quel posare una mano sull’altra, riconfermando l’affetto di una vita, fra Lina ed il fratello.

Oggi ad affiancarsi all’esperienza dei maestri ci sono Francesco ed Anna, figli di Carmine, che custodiscono questo confine in cui anche gli attori si rifugiano, allontanandosi dal rumore del mondo dopo aver combattuto con il loro personaggio e con il pubblico, nelle ore in cui il silenzio si impadronisce delle strade qui possono ritrovare la pace con un calice di vino che parla di Sud.

Seguendo i profumi della cucina si arriva a scale che sfiorano una vecchia libreria e portano alla sala sottostante in cui la voce di Roberto Murolo carezza lenta come lo sciogliersi della cera sui candelabri mentre il personale porta al tavolo piatti in cui il racconto degli ingredienti è facile da decifrare.

Il viaggio di questo luogo continua nell’invisibile dei ricordi, un posto di calore in questo freddo di quasi inverno, risalendo le scale vedi quel vecchio telefono accanto allo specchio che prenderesti anche se sai che non può squillare e vorresti fare quella domanda che mille volte hai fatto ed alla quale un sola volta ancora vorresti una risposta ‘’che cucenato mammà?’’

La Casa di Ninetta è forse questa riposta.

Foto di Marco Baldassarre

La Casa di Ninetta  -interno napoletano-
Via Niccolò Tommaseo 11, 12
www.lacasadininetta.it
info@lacasadininetta.it
+39/ 081 764 75 73
Aperto la sera

 

2 commenti

  • Enrico Malgi

    (5 dicembre 2016 - 14:02)

    Bravissimo a Gennaro e complimenti ai proprietari. Bella storia davvero!

  • Gennaro Miele

    (5 dicembre 2016 - 15:35)

    Grazie di cuore Enrico

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