Ristoranti da evitare se siete sani di mente: Alla Botteghella di Vazzola (Treviso) Burqa vietato

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Tiberio Furlan

Questo tipo si chiama Tiberio Furlan, è consigliere di minoranza e tenutario del locale Alla Botteghella di Vazzola, in provincia di Treviso, provincia in cui l’Italia sta dando il meglio in questi anni.

Invece di pensare a nuove ricette, Tiberio (l’imperatore romano non c’entra, era persona amante del buon mangiare a base di ostriche di Lucrino) ha presentato una mozione in consiglio comunale: vietiamo il burqa nei locali pubblici. La maggioranza Pdl-Udc e Lega l’ha respinta: c’è già una legge statale su queste cose.
Il nostro Tibero, allora, ha fatto regola in casa propria.
Neanche quelli con il viso trevisato, pardon, travisato (?) possono entrare, firmato Furlan Tiberio (prima il cognome per precisione)

«Così tutelo i miei clienti – spiega il consigliere di “Vazzola civica” – e spero che come me lo facciano anche molti altri. Se vediamo una persona sospetta dobbiamo rivolgerci alle forze dell’ordine (e se vediamo uno come Tiberio cosa si deve fare?:-((( ). Comunque sia ho preferito anche affiggere questo cartellone».

I clienti gli sono grati, dice: si sentono finalmente sicuri.

Ah, ADR
Ad oggi è mai capitato che entrasse nell’osteria una signora completamente coperta dal burqa?
“Credo sia meglio prevenire. Quindi anche se finora non è mai capitato che entrasse nessuno con quell’abbigliamento, preferisco prevenire”

Tiberio dunque accetta solo persone armate ma a volto scoperto e se glielo chiedete, vi risponderà che non è razzista.:-)

Trovandomi spesso a Vazzola, peraltro con il burqa, con il cuore in gola ho consultato la mia guida Espresso. Ecco, non a caso mi consiglia di andare alla Strada Vecchia
Via Strada Vecchia, per 35 euro. Sempre aperto ma chiuso il mercoledì. Ferie a gennaio e in agosto.

L’ho sempre detto, io: l’Espresso è davvero una guida ben fatta

Ps: l’allucinazione mentale è scritta tutta qui

7 commenti

  • giancarlo maffi

    (13 marzo 2010 - 18:56)

    beh per me non sarà mai un problema. se capito da quelle parti con aria sofferta, barba lunga e riccioli magari sbattuti dal vento avro’ sicuramente un’aria travisata. pero’ non consiglio al tipo di dirmi di no. perchè altrimenti potrei “travisare” ancora di piu’ la sua magnifica faccia.

  • Alessandro Schiavone

    (13 marzo 2010 - 23:03)

    Che chiavica di gente! E comunque è vero, senza ironia, che se glielo si chiede dirà che non è razzista ma lo fa per ragioni di sicurezza. Ormai il vento tira in quella direzione, le campagne xenofobe architettate per raccogliere consensi a buon mercato stanno producendo il loro tragico effetto. Concordo con Maffi sul linguaggio da utilizzare per farsi intendere. Ma finirà, dovrà finire.

  • Luigi Grimaldi

    (13 marzo 2010 - 23:37)

    Quel volto, quello sguardo inespressivo stile SS: avida ignoranza. E pensare che i nonni di questa gente erano tutti emigranti. Sono fuori dall’umanità

  • Guy

    (14 marzo 2010 - 20:17)

    Sono sano de mente. Arrivo della Francia, andrò congratulare questo restauratore.
    Ho fatto una traduzione del testo qui di seguito, penso che i vostri neuroni potranno funzionare per comprendere.

    Materia a riflessione
    Quando la maggioranza calma o pacifica si tace dinanzi al fanatisme.

    Benché abbastanza brutale, questo testo meriti una o due minuti d’attenzione, per essere letto, meditato.

    Un uomo di cui la famiglia faceva parte dell’aristocrazia tedesca, prima della seconda guerra mondiale, possedeva un certo numero di grandi fabbriche e di proprietà. Quando gli chiedevano quanti tedeschi erano veri nazisti, faceva una risposta che può guidare il nostro atteggiamento nei confronti dell’fanatisme.
    “Poca gente è di veri nazisti„ diceva, ma numerosi sono coloro che si rallegrano del ritorno dell’orgoglio tedesco, ed ancora più numerosi coloro che sono troppo occupati per fare attenzione. Ero uno di quelli che pensavano semplicemente che i nazisti fossero un nastro di cinglés. Quindi la maggioranza si accontentò di osservare e lasciare fare. Improvvisamente, prima che abbiamo potuto realizzare, li possedevano, avevamo perso ogni libertà di manovra e la fine del mondo era arrivata. La mia famiglia perse tutto. Finii in un campo di concentrazione e gli alleati distrussero le mie fabbriche nel corso dei loro bombardamenti sopra la Germania.
    Oggi, “esperti„ e “teste bene che pensano„, non cessano di ripeterli che l’islam è la religione della pace, e che la vasta maggioranza dei musulmani desidera soltanto vivere in pace.
    Benché questa dichiarazione gratuita possa essere vera, è completamente non fondata. È un baudruche privata di senso, destinata a confortarli, e, in un certo qual modo, a diminuire lo spettro dello fanatisme che invade la terra in nome dell’islam. Il fatto è che i fanatiques governano l’islam, attualmente. Sono i fanatiques che sfoggiano. Sono i fanatiques che finanziano ciascuno dei cinquanta conflitti armati dal mondo. Sono fanatiques che assassinano sistematicamente i cristiani o gruppi tribali attraverso tutta l’Africa e mettono poco a poco la mano sul continente intero, attraverso un’onda islamica. Sono i fanatiques che pongono bombe, decapitano, massacrano o commettono i crimini d’onore. Sono i fanatiques che prendono il controllo delle mosquées, una dopo l’altra. Sono i fanatiques che predicano con zelo il lapidation e l’impiccagione delle vittime di violazione e dei homosexuels. La realtà, brutale e quantificabile, è che “la maggioranza pacifica„, il “maggioranza calma„ vi è straniera e terra.
    La Russia comunista era composta da russes che volevano semplicemente vivere in pace, benché i comunisti russi siano stati responsabili dell’omicidio di circa venti milioni di persone. La maggioranza pacifica non era interessata e si taceva.
    La popolazione immensa cinese era, essa anche, Pacifico, ma i comunisti cinesi riuscirono ad uccidere il numero stupefacente di settanta milioni di persone. Il giapponese medio, prima della seconda guerra mondiale, non era un belliciste sadique. Il Giappone, tuttavia, segnò la sua strada, attraverso il Sud-est asiatico, di omicidi e di carnages in un’orgia di macelli che includono lo scavo sistematico di dodici milioni di civili cinesi, uccisi, per la maggior parte, a colpi di spada, di pala o di baionetta.
    E che può dimenticare il Ruanda che crollò in una macelleria. Non si sarebbe potuto dire che la maggioranza del ruandese era per “la pace e l’amore„?
    Le lezioni della storia sono spesso incredibilmente semplici e brutali, tuttavia, nonostante tutte le nostre facoltà di ragionamento, noi passiamo spesso accanto alle cose più elementari e meno complicate: i musulmani pacifici sono diventati contradditori con il loro silenzio. I musulmani pacifici diventeranno i nostri nemici se non reagiscono, perché, come il mio amico tedesco, si desteranno un giorno per constatare che sono la preda dei fanatiques e che la fine del loro mondo sarà cominciata.
    I tedeschi, i giapponesi, i cinesi, i Russes, il ruandese, i serbi, gli Afgani, gli iracheni, i palestinesi, i Nigeriani, gli Algerini, qualsiasi innamorato della pace, e molti altri popoli, sono morti perché la maggioranza pacifica non ha reagito prima che sia troppo tardi.
    Quanto a noi, che contempliamo tutto ciò, dobbiamo osservare il solo gruppo che minaccia per il nostro modo di vita: i fanatiques. Infine, il rischio di colpire coloro che dubitano che l’argomento sia serio e distruggeranno semplicemente questo messaggio, senza farlo seguire, che sappiano che contribuiranno alla passività che permetterà l’espansione del problema.

    Inoltre, ridurte un po’e propagate in gran parte questo messaggio! Speriamo che migliaia di persone, dal mondo, lo leggeranno, vi rifletteranno e lo faranno seguire.

    Poesia di MARTIN NIEMÖLLER pastore, superstite del campo di concentrazione nazista di DACHAU

    “Quando i nazisti sono venuti a cercare i comunisti

    Non ho detto nulla, non ero comunista.

    Quando sono venuti a cercare i sindicalisti

    Non ho detto nulla, non ero sindicalista.

    Quando sono venuti a cercare i sociaux-démocrates

    Non ho detto nulla, non ero sociale democratico.

    Quando sono venuti a cercare gli ebrei,

    Non ho detto nulla, non ero ebreo.

    Quindi sono venuti a cercarme

    E non restava più nessuno per protestare. ”

    Non ho detto nulla.

    • Alessandro Schiavone

      (14 marzo 2010 - 23:32)

      Perdonate, ma giusto per capire… che ci azzecca tutta ‘sta tiritera?!? E chi sarebbe la maggioranza pacifica che deve reagire a che cosa?!? Qui si parla della libertà di entrare in un ristorante.
      Tutto il pistolotto sul pericolo dell’Islam trova spazio solo perché siamo noi a non essere convinti delle nostre radici religiose e ci ricordiamo di essere cristiani solo quando sentiamo minacciate le nostre convenzioni. Salvo poi non fregarcene ampiamente.
      Ma questo è un discorso troppo complesso da fare in questo contesto.

  • Fabrizio

    (14 marzo 2010 - 20:46)

    Guy
    ma chi ti minaccia? Queste barriere religiose sono insopportabili. E scrivi una montagna di sciocchezze: l’Islam esiste da secoli ed è stata una minaccia per l’Europa così come i cristiani per l’Oriente. C’è un modo più intelligente di convivere?
    E poi cosa c’entra una osteria con tutto questo? Questo oste era stato minacciato da qualcuno con il burqa?

  • Dario

    (26 marzo 2010 - 21:58)

    Un grande applauso a tutti!

    Vedo che i media funzionano, e alla grande!

    Chi vi dice che il barista fosse contro l’Islam?

    La provocazione c’è, e riguarda il RISPETTO DELLE LEGGI! Cosa che nella Provincia di Treviso avviene in percentuale maggiore che in tutte le altre regioni.

    La legge dice che IL VOLTO DEVE ESSERE VISIBILE e, non lo è con il fazzoletto sulla bocca, con il casco e nemmeno con il burqua.

    Mi complimento con voi “GENTE DI PARTE”, per la criticità con la quale affrontate un tema come l’immigrazione, fornitovi da giornali, telegiornali, e media in generale, che dalle STRONZATE traggono l’ORO, proprio perchè in Italia c’è tanta gente come voi!

    Bravi! Ora tornate su Facebook a chattare e perder tempo che l’Italia non ha bisogno delle vostre pseudo-stronzate da bar.

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