Ristorazione di lusso? No, basta così. Anche Alain Llorca passa ai nuovi concetti

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 – del Guardiano del Faro

L’immagine qui sopra, dove le gentili e candide manine di questa giovane ragazza russa si apprestano ad attaccare una croccante pizza di formaggi al tartufo la dice lunga sulla nouvelle vague intrapresa dall’ex chef del Negresco e del Moulin de Mougins.

 

Ecco un altro che si è rotto definitivamente. Si chiama Alain Llorca, ” Cannois ” di origini catalane e da decenni uno dei pezzi da 90 della ristorazione haut de gamme en Cote d’Azur. Passato prima dalle cucine del Louis Xv a cesellare le verdure per Alain Ducasse si è poi messo in proprio nel piccolo ma delizioso Restaurant des Peintres nella parte vecchia di Cagnes sur Mer, sur le Haut de Cagnes per la precisione. Il successo di pubblico e di critica fu immediato grazie alla sua cucina costruita su sapori incisivi tipici della terra catalana e di quella provenzale , senza disdegnare occhiate attente al panorama italiano.

Poker di stelle a Clos des Arts, Christian Constant ( ex Crillon) e Alain Llorca (ex Moulin de Mougins)

Da li ad arrivare alle cucine de  Le Chantecler nel mitico Negresco di Nizza fu un lampo. Inizialmente portò tutta la sua energia ed il suo carisma al servizio della compassata clientela di palazzo, accontentandosi in seguito di lanciare le sue frecce dai sapori più appuntiti all’interno del suo famoso menù “Ronds de Tapas” , allestendo invece a beneficio dei clienti meno disposti ad affrontare  sapori troppo potenti una linea più coerente alle esigenze del palazzo.

Esperienza confortante e rafforzante che lo portò ad affrontare un impegno ancora più oneroso, da entrambe le parti credo, e cioè raccogliere l’eredità di un mostro sacro della Nouvelle Cuisine, Roger Vergè. Mettere i piedi dentro la cucina del Moulin de Mougins con il pesante ruolo di chef sarà stata un emozione non da poco. Riuscì per anni a coniugare le uscite dei piatti classici del vecchio Roger con una sua linea più moderna e personale, declinata a sua volta verso direzioni diverse, tematiche , contemporanee o tradizionali. Con un bagaglio così avrebbe potuto affrontare qualsiasi altra sfida e invece eccolo rispuntare , fisicamente e non con il ruolo di consulente, in questa bellissima struttura ai piedi di St.Paul de Vence che già conobbe momenti di sobria gloria quando si chiamava Diamant Rose, mentre oggi l’insegna recita Le  Clos des Arts.

St. Paul, dalla terrazza del Ristorante di Alain Llorca

–         Alain, pas de grand classique en carte?

–         No, non plusLes gens vont pouvoir manger rapidement de la bonne cuisine à prix abordable.

 

Esperimento per altro già relativamente collaudato negli scorsi anni a Vallauris con l’aiuto del fratello, al Cafè Llorca. E allora ecco qualche trancio di pane grigliato con pomodoro concassè e con prosciutto iberico  ( non all’altezza) , invece sono ottimi i “farcis niçoise” , tenere e morbide verdure farcite  ( pomodori, cipolle , zucchine …)  e gratinate in forno.  Inaspettata e ben riuscita la fresca di insalata di carciofi crudi ( si , anche in agosto in Francia si trovano ottimi carciofi…), accompagnati da pomodoro fresco, scaglie di vecchio parmigiano e vinaigrette cremosa.

Carciofi crudi, pomodoro, parmigiano.

Arrivano profumi di tartufo estivo dalla cucina, è lui , le chef che prepara un risotto cremoso con i nobili tuberi. Gli stessi finiscono addirittura su una croccante e sorprendente pizza al formaggio. Ma la parte più importante di questa carta solo apparentemente bistrottiana è riservata alla griglia, su cui buttare ogni genere di carne e di crostacei. Senza tanta poesia, tutto è descritto chiaramente in carta, provenienze estere dichiarate  sia  per le carni bovine piuttosto che per gli astici d’oltre oceano. Interessante anche la parte dedicata ai condimenti (salse golosissime) e ai “contorni vegetali” , tutti tariffati magicamente a 5 euro !

Verdure farcite e gratinate.
Pescatrice alle erbe con patate.

 Che si tratti di un filetto di pescatrice arrostita alle erbe o di un piccione semplicemente grigliato, le cotture rivelano la mano esperta dello chef e dei suoi collaboratori. 

Piccione alla griglia.

Carta vini a prezzi tutto sommato accettabili, (Champagne maison sui 50 euro) e vista meravigliosa dalla terrazza vista mare o vista St.Paul. Pace e benessere, senza tante pretese salvo quella di sentirsi bene e a proprio agio, approfittando di una cucina che si rivelerà anche leggera e digeribile, pur avendo approfittato a lungo delle salse e degli splendidi contorni, patate al forno in testa.

Champagne selezione Llorca.

Ci sta pure il test macaron, spesso dolcissimo e caricaturale altrove, qui è buono e più che convincente, alla faccia di chi irride il macaron.

Macaron.

Due ore passate nel più completo relax. Un saluto e si riparte, sperando che l’inseguimento all’ormai appesantito cheffone non debba proseguire altrove. Detto fatto ed ecco spuntare la notizia di una nuova apertura al Grimaldi Forum di Montecarlo prevista per il prossimo autunno.

La prossima tappa della vita lavorativa di Alain Llorca  avrà un tono ancora più easy da quanto si può apprendere leggendo le pagine di Nice Matin, dove viene evidenziata l’intenzione di scendere a un contesto ancora più semplificato , nel quale esprimere concetti molto elastici e dove si potrà mangiare una leggera cucina di ispirazione ligure nell’arco di tutte le ore della giornata.

E allora, a bientot mon cher Grand chef .

La vie en orange.

Hotel Le Clos des Arts
Restaurant Alain Llorca
Route de Saint Paul, 350
La Colle sur Loup – Cote d’Azur
Tel 0033 (0)4 93320293
reservation@alainllorca.com

www.alainllorca.com

gdf

 

– Le foto di questo servizio sono di Giancarlo Maffi.

 

GDF

11 commenti

  • Vignadelmar

    (21 agosto 2010 - 12:03)

    Bel pezzo. Particolarmente interessante per quei Cuochi/Patron italiani che per far fronte alla crisi sono tentati dal cambiamento ma non se la sentono, avendo paura. Io penso che per riposizionarsi intelligentemente non sia mai troppo tardi. Però affrettatevi !
    .
    Io al “Le Chantecler nel mitico Negresco di Nizza” ci ho mangiato nel 2007 e lo Chef era Bruno Turbot. Feci una cena memorabile, con una concentrazione del gusto fino ad allora mai provata prima.
    Sai che fine ha fatto e/o hai mai provato la sua cucina ? Te lo chiedo perchè in me destò allora una grande impressione ma poi non l’ho più sentito nominare.
    .
    Si vede chiaramente che le foto sono di Maffi
    .
    Ciao

  • Luciano Pignataro

    (21 agosto 2010 - 12:15)

    Prendere atto della realtà che cambia è il primo sintomo di trovarsi di fronte ad un commercio maturo.
    Penso anche al vino, e al taglio del 30% sui prezzi fatti da bordolesi alcuni anni fa per muovere il mercato medio.

    Il tema è affascinante. Credo di capire che qui si rimuove il concetto di lusso a favore della ricerca di sapori e prodotti più diretti, non una mera questione di prezzo insomma.

    Molti ristoratori italiani sono costretti a prendere le misure, io sarò snob ma continuo a pensare che i prezzi dell’alta cucina sono infinitamente più bassi, in proporzione, della fascia medio/bassa dove ci sono i veri guadagni.

    @Vigna
    Che le foto siano di Maffi lo avevo capito anche io: come al solito non c’è gnocca!

  • giancarlo maffi

    (21 agosto 2010 - 12:55)

    @vigna e pignataro : non provocatemi: il la foto della signorina che si mangia la pizza al tartufo l’avevo mandata anche a busto intero ( e che busto !!! ) ma il guardiano deve anche fare i conti con una mogliettina interessante ma bizzosa, in questo giro, e quindi si è censurato da solo :-)

    . e le foto non sono neanche male, se paragonate al passato. ma da cartier bresson non c’erp ancora passato. vedrete le prossime !!

    per quanto riguarda il tema principale, llorca ha riempito questo luogo delizioso con cucina fresca, a prezzi tollerabili, vista ineguagliabile e golosità assolute. quelle verdure nicoises a 5 euro veramente uno sballo da miglior rapporto qualità prezzo del mondo e salse ineguagliabili e leggere.
    dovrà rivedere alcune cose: da truffa aggravata e continuata il prosciutto iberico.

    comunque ,a mio parere ,si puo’ andare tranquilli per due strade: questa e l’estrema ricercatezza e delicatezza dell’ EDOUARD LOUBET della tappa successiva.

    IL LUSSO CONTINUA ANCORA ,RAGAZZI, ED IO CI CREDO TUTTORA.

    poi ci si potrà andare un terzo delle volte, ma ce ne faremo una ragione :-)

  • giancarlo maffi

    (21 agosto 2010 - 13:00)

    dimenticavo : il guardiano si porta al seguito le lacoste in tutti il colori . poi quando prenota chiede il colore delle sedie da regista e si cambia la maglietta prima di entrare al ristorante.

    raga’ : lo snobismo fatto persona :-)))))

    • Lello Tornatore

      (21 agosto 2010 - 13:18)

      La tua… degna compagnia!
      P.S. Per il prosciutto iberico (ma credo anche per le cipolle ripiene), questo vi meritate.
      Esterofili che non siete altro!!! ;-))))

  • roberto

    (21 agosto 2010 - 14:27)

    Si Vigna, ricordo l’enfasi con la quale commentasti (commentasti è italiano ?..) l’opera di Bruno Turbot. Purtroppo non ho avuto il piacere di conoscerlo e neppure saprei dove indirizzarti per rintracciarlo, salvo su facebook, luogo che per snobismo non frequento, ma posso dirti che nizzarde voci maligne accollarono la fugace fama di Bruno Turbot ad un suo ipotetico mentore, tale Renè Poisson.

    Che il lusso sia finito non è vero, qualcuno che compra sveglie usate esiste ancora.

    La Lacoste, simbolo massimo di francesismo snobista esterofilo convinto ( e quindi non si capisce perchè portata sempre anche dal portatore sano di Iberismo gastronomico in Italia), non me la levo mai, neanche a Sant’Ambrogio alla Scala. In quell’occasione è stata sempre inevitabilmente Rossa.

    La russa era clamorosamente minorenne, e in questi casi preferisco lasciare spazio all’immaginazione… anche così :
    http://passionegourmet.com/2010/03/22/yoshi-joel-robuchon-takeo-yamazaki-montecarlo-il-guardiano-del-faro/

    A Bientot les amis :-)

    Esterofilo? Oui, bien sure!

    • giancarlo maffi

      (21 agosto 2010 - 15:23)

      la russa aveva 16 anni e stava per firmare la liberatoria, se non mi avessi, opportunamente per la verità, preso a calci nel sedere :-)))

  • Fabrizio

    (21 agosto 2010 - 21:36)

    La mogliettina del guardiano bizzosa?
    Maffi, ma facci il piacere.

    tra l’altro colgo l’occasione per ricambiare una cosa simpatica fatta due anni fa dal guardiano linkando un video di uno spot per una ricorrenza riferita alla mia dolce metà allegando un link per M. la dolce metà def Gdf.

    http://dailymotion.virgilio.it/video/xlplh_swing-out-sister-break-out_music

    • giancarlo maffi

      (22 agosto 2010 - 11:23)

      con te sarà anche uno zucchero, con me no. ma del resto a me piace l’agro dolce :-)

      • Fabrizio

        (23 agosto 2010 - 07:23)

        Io amo l’acido/amaro… :)

  • alexandra

    (22 agosto 2010 - 23:02)

    Sono stata recentemente in costa azzurra (per l’ennesima volta..) e da Llorca ci volevo andare, ma in rete lo “collocavano” a Juan les Pins, il Café Llorca di Vallauris ora é Café Marianne (e la carta esposta non mi ha convinto). Qui leggo che é a Colle sur loup…insomma devo ritornarci al piú presto e riuscire a “beccarlo”. in ogni caso sono stata da Christophe Dufau al Bacchanales di Vence e da Colagreco al Mirazur…ed anche lí prezzi “etici”…

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