Roma, Antica Fabbrica del Cioccolato Said 1923 e ristorante B-Said

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Said, il banco di esposizione

di Virginia Di Falco
In uno dei quartieri più autentici di Roma, dove centinaia di studenti affollano sale cinematografiche, locali notturni e luoghi d’arte ricavati da opifici di inizio Novecento, e dove trattorie veraci con cucina romanesca si alternano a bluff per turisti voraci, ecco un indirizzo per un posto che invece resiste alle mode e alle sfide della storia dal 1923.

Said, vetrina

Padre dell’impresa è Aldo de Mauro che inizia a produrre cioccolato insieme ad uno stabilimento svizzero con il marchio Zurich. La xenofobia fascista gli impone ben presto di cambiar nome e la fabbrica diventa Società Anonima Industria Dolciumi: SAID. La xenofobia leghista di oggi – a ricordarci che la stupidità non ha tempo – fossimo nella provincia veneta, troverebbe di sicuro l’acronimo pericoloso come una moschea.

I bombardamenti della seconda guerra mondiale che danneggiano fortemente il quartiere San Lorenzo non risparmiano la fabbrica e soprattutto il vecchio spaccio, che viene raso al suolo. Da allora la cioccolata SAID si va a comprare direttamente dove si produce. A metà degli anni Cinquanta il figlio di Aldo, Bruno, rimette infatti in moto la piccola azienda e riesce a superare l’altro bombardamento: quello non cruento ma altrettanto devastante del cioccolato industriale da supermercato e pubblicità televisiva. Soprattutto, riesce a trasmettere ai suoi figli la voglia di continuare. Cinque anni fa Fabrizio e Carla iniziano i lavori di ristrutturazione e recupero rispettoso della fabbrica, con le sue grandi vetrate che affacciano direttamente sul laboratorio, il cortile e la sala dei lucernai.

Said, i barattoli

E poi gli scaffali con i barattoli e i vasetti di vetro, i grossi contenitori di latta e i pacchetti con i vecchi merletti e la carta, tanta carta colorata e naturale, e i cartoncini,  a confezionare la cioccolata in barrette, quadrettoni, creme, scaglie, praline, caramelle. Il tutto in un’atmosfera familiare, ovattata e quasi irreale, un servizio al femminile, premuroso e discreto.

Said, Il Giardino d'inverno

Figure gentili si muovono tra gli invitanti angoli degustazione e le piante e i fiori del giardino d’inverno, mantenuti sempre freschi in egual misura da forbici e sorrisi dell’elegante padrona di casa. Divani e poltroncine che sembrano trasferiti qui dalla dimora dei proprietari tanto sono vissuti, si alternano alle vecchie macchine per il cioccolato in una sorta di museo della memoria, solido e rassicurante.

Said, forme e formine per il cioccolato in esposizione

Nel ristorante, B-Said (l’altro lato di Said) aperto nel 2006, subito dopo l’attenta, diciamo pure filologica, ristrutturazione dei locali di via Tiburtina una cucina veloce, da bistrot: senza pretese ma anche senza sbavature. Per cominciare, flan di parmigiano su crema di spinaci o un piccolo pasticcio di polenta e formaggio con granella di cioccolato aromatico.

Polenta con granella di cioccolato
Vellutata di carote con zenzero e pistacchi

Tra le zuppe del giorno una buona vellutata di carote, zenzero e pistacchi servita con dei crostini di pane nella gavetta di latta di una volta. Tra i primi, lasagna bianca con provola e carciofi o tonnarelli alla gricia.

Tartare di manzo al cioccolato

Anche la tartare di manzo è ricoperta da scaglie di cioccolato (ma qui con un risultato meno efficace) mentre i vegetariani possono scegliere tra le insalate al farro, con le classiche puntarelle o con i finocchi. Una discreta proposta di etichette regionali e nazionali e diversi vini al bicchiere.

Fantasia di cioccolato

Il vero pezzo forte, ovviamente, è il dessert. Dovrete alzarvi e scegliere tra le cento proposte del banco che è un trionfo di aromi, di colori e di golosità. Saziati che avrete gli occhi, puntate decisi alla degustazione dei cioccolatini di tutti i cacao del mondo, alle piccole sacher, le minuscole capresi, buonissime; e poi la frutta fresca in pezzi con la fonduta di cioccolato bianco o nero, i muffin ai frutti di bosco e pinoli, le micro-cheese cake, le fettone di ciambella di castagne, e un fantastico salame di cioccolato che vi farà tornare bambini.

Said, una sala

Una bella storia. Vera, con buona pace del visionario Tim Burton.

Via Tiburtina, 135
(San Lorenzo)
Tel. 06.4469204
Fax 06.4468210
Aperto sempre: ore 10.00-24.30
www.said.it

5 commenti

  • Giancarlo maffi

    (15 marzo 2010 - 18:12)

    Gentile Virginia complimentoni!!! Non conoscevo questo postodi delizie.Grazie al tuo pezzo mi ci piomberò arrembante la prossima volta che passero ‘ da Roma

  • Rita

    (15 marzo 2010 - 18:31)

    Cara Virginia, se solo avessi il tempo di girare in lungo e in largo la nostra belle Italia…… ti contatterei di sicuro: un ristorante al giorno toglie il medico di torno!!!

  • Marco Contursi

    (15 marzo 2010 - 22:18)

    Per Luciano,non c’entra niente col tema in questione ma volevo dirti che Andrea della Trattoria da Burde di Firenze ti manda i suoi saluti.

  • Monica

    (16 marzo 2010 - 07:19)

    Che scoperta! Tappa d’obbligo della mia prossima sosta romana (oramai imminente, visto gli stimoli) in occasione della mostra di Hopper. Ora c’è un motivo in più…

  • Daniela

    (16 marzo 2010 - 13:21)

    Anche io ho avuto l’occasione e la fortuna di approdare in questo luogo di delizie. Un luogo curato nei minimi dettagli, un servizio perfetto, il sapore dei cibi estasiante. Una esperienza da fare. Immagini di altri tempi, sapori antichi.

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