Roma, C.I.BO: il ristorante della gastronomia Limata

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di Virginia Di Falco
Aperto tre anni fa, quasi come naturale (in realtà molto ragionata) prosecuzione del lavoro della gastronomia Limata in via Padova, in zona piazza Bologna, Ci.B.O. (acronimo che sta per ‘Con infinità bontà’, ne avevamo parlato qui) è diventato ormai un punto di riferimento anche per la ristorazione serale.

C.I.Bo, il banco della prima colazione

Dalla mattina presto (è aperto dalle 7:00) con un ottimo banco per la prima colazione, al lunch di lavoro, con un piccolo menu e i piatti ‘espressi’ della tradizione romanesca, al fornitissimo banco dei piatti d’asporto fino agli aperitivi: nel corso di questi tre anni, grazie sicuramente al traino di un’esperienza nella selezione dei prodotti lunga mezzo secolo, CIBO è riuscito a ricavarsi un solido spazio in un quartiere che era, e resta, residenziale e che, ci racconta Stefano Limata, ha mostrato di apprezzare l’iniziativa di un piccolo ristorante di qualità.

Ristorante C.I.BO, la sala

L’ambiente è molto moderno ed essenziale, i tavoli ‘sociali’ che di mattina consentono di condividere la lettura dei quotidiani tra due chiacchiere e un caffè (ma anche un vero croissant, con burro eccezionale), di sera  si distribuiscono nella sala e si vestono di rosso scuro. Servizio molto easy, giovane ma competente, cortese e simpatico; una bella selezione di etichette nazionali e champagne (e qui ritorna l’expertise di via Padova) con la possibilità di scelta al bicchiere.

Ristorante C.I.BO, il cestino del pane

Il criterio di spesa e approviggionamento è il medesimo della gastronomia da asporto: ottima qualità dei prodotti, legati per quanto possibile al mercato e alle stagioni. Ecco perchè di scritto non troverete un menu, ma due lunghe lavagne che vengono aggiornate di volta in volta.

Gli antipasti, con i primi e i secondi piatti sono ben distribuiti tra carne, pesce e verdure. Sempre disponibili taglieri di salumi e formaggi, non solo italiani. Il pane, da quello semi integrale cotto a legna, a quello con noci e uvetta, fino ai mini croissant salati, si lascia – ahimè – mangiare. Conviene quindi stare attenti, anche perchè le porzioni sono generose.

Ristorante C.I.BO, cartoccio di calamaretti

Tra i piatti provati – e da provare – un cartoccio (o cuoppo, se preferite) di calamaretti, dalla frittura asciutta e leggera; una ‘cacio e pepe’ con i carciofi fritti, con un bell’equilibrio di cremosità e croccantezza; le mezze maniche alla gricia vivacizzate dal peperoncino verde appena scottato; i tonnarelli al ragù bianco di orata. Meno convincenti quelli al ragù di coniglio (il troppo pomodoro penalizzava la carne). Anche la classica carbonara è ben eseguita.

Ristorante C.I.BO, la cacio e pepe con i carciofi
Ristorante C.I.BO, la gricia con i friggitelli
Ristorante C.I.BO, tonnarelli con orata e fiori di zucca
Ristorante C.I.BO, tonnarelli al ragù di coniglio

Davvero indovinata la cottura dell’agnello, tenero e succoso, servito su crema di cicerchie e cicoria ripassata. Grande attenzione alle verdure, dicevamo, interpretate in cento modi diversi, anche se il podio, qui, è sempre dei carciofi, con quelli alla romana fatti proprio perbenino.

Ristorante C.I.BO, l’agnello
Ristorante C.I.BO, zoom sull’agnello

In chiusura i dolci della casa, dalla torta ricotta e pere, alle crostate, alla cheesecake, fino alla più tradizionale bavarese.

L’impressione della cucina è di una mano sicura: il giovane chef Antonio Cecchi fa esercizio continuo di romanità con dei prodotti eccellenti e ogni tanto si diverte a metterci del suo, sempre con risultati molto rispettosi tanto della tradizione quanto di un pubblico che – soprattutto di questi tempi – chiede di essere confortato più che stupito.

Ristorante C.I.BO, uno degli angoli dedicati al vino

C.I.Bo (Con Infinita Bontà)
via Catanzaro 4/A

Tel 06.4404825

Fax 06.44.24.41.21
Aperto dal lunedi al sabato 7:00-23:30

Chiuso: domenica
www.c-i-bo.it
Conto sui 5o euro