Roma, Casa Bleve, sapori pugliesi nella Capitale

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Casa Bleve, la signora Tina
Casa Bleve, la signora Tina

di Virginia Di Falco

Casa Bleve, in una (lunga) battuta? Un ristorante classico in un palazzo storico, dove l’ambiente è piacevole, il servizio non ha sbavature, il cibo è di qualità, la cucina esegue ricette semplici e solide perché c’è esperienza ma non scuola; cantina importante e costo pure: difficilmente si spendono meno di 50 euro a persona.

Casa Bleve, la sala principale
Casa Bleve, la sala principale

Allora. Partiamo dalla location. Il posto, da solo, vale l’esperienza: le sale collocate in un palazzo signorile di fine Quattrocento, di grande suggestione, i tavoli apparecchiati in maniera classica, la cantina sotterranea a ricordare la prima vera vocazione del posto: una vineria con piatti freddi nata al Ghetto a metà degli anni Sessanta. Anacleto e Tina Bleve sono a Roma da quasi cinquant’anni.  Con alterne vicende – passando anche per un punto degustazione a Fiumicino che replicava la formula romana – sono stati testimoni di tutte le fasi della ristorazione capitolina: dalla dolce vita ai tavoli riempiti dalla politica, a quelli svuotati da Tangentopoli; dalla chef-mania alla ripresa, un po’ finta un po’ no, dei grandi locali contenitori di cibo e design degli ultimi dieci anni. Il tutto passando ovviamente dai vini dei Castelli agli anni dei super Tuscan per arrivare poi ala rivoluzione dei vini naturali di oggi. Alla fine la formula che nel loro caso ha vinto sembra essere quella di un ritorno alla cucina delle origini, piatti dalle ricette semplici e consolidate, con prodotti accuratamente selezionati. La carta dei vini con tantissime etichette altolocate e molta Francia continua a fare onore ad una delle cantine storiche più suggestive di Roma, ma con ricarichi sostenuti e senza ricerca e convinzione verso le realtà più giovani e meno conosciute.

Casa Bleve, l'antipasto di fave e cicoria
Casa Bleve, l’antipasto di fave e cicoria

La cucina per impostazione possiamo definirla mediterranea e casalinga. Mediterranea nel senso che guarda sostanzialmente alla terra di Puglia, regione di provenienza dei proprietari.
Ed infatti è pugliese l’olio in bottiglia servito a tavola, sono ovviamente pugliesi le burrate e i latticini ma anche molti salumi protagonisti da sempre dei loro antipasti. Sono pugliesi – ma patrimonio genetico di tutto il nostro Sud – le porzioni generose (i vassoi degli antipasti sono, in realtà, dei piatti unici) così come il pomodoro che in diverse consistenze e cotture entra in ogni ricetta. Cucina casalinga perchè ai fornelli non c’è uno chef professionista ma la signora Tina che ne ha preso ormai saldamente la guida anche «senza mai aver frequentato un corso o una scuola» come ci racconta, ma solo «come ha sempre fatto per 45 anni».
Casa Bleve è oggi dunque un ristorante vero e proprio. A partire dal servizio, accorto, premuroso il giusto, molto professionale, con la gradevole chiosa della signora Tina in grembiule, che esce fuori dalla cucina per informarsi – a tutti i tavoli – su come è andata.

La parte sugli antipasti, in gran parte piatti freddi, continua ad essere importante nel menu, ma le varianti calde sono convincenti, come la crema di fave e cicoria, servita con pane tostato e olio a crudo profumato e robusto.

Casa Bleve, i ravioli di baccalà
Casa Bleve, i ravioli di baccalà

Tra i primi, molto buoni i ravioli ripieni di baccalà che restituiscono dal primo boccone il sapore casalingo del pesce povero di una volta, preparato con un semplice sughetto di pomodoro fresco.
Il battuto di agnello al rosmarino dei tagliolini è invece penalizzato da un pizzico di sale di troppo e, forse, dal pomodoro (la carne è buona, la pasta pure: difficile non pensarli meglio riusciti nella versione in bianco).

Casa Bleve, tagliolini con battuto di agnello e rosmarino
Casa Bleve, tagliolini con battuto di agnello e rosmarino

Tra i secondi, ricca e saporita la millefoglie di melanzane, tagliate sottilissime per meglio accogliere più strati di un ottimo fiordilatte; mentre sono delicati e gustosi gli involtini di verza ripieni del pescato del giorno. In entrambi colpisce piacevolmente cottura e qualità delle verdure.

Casa Bleve, involtini di verza ripieni di pesce
Casa Bleve, involtini di verza ripieni di pesce
Casa Bleve, millefoglie di melanzane
Casa Bleve, millefoglie di melanzane

Il consiglio, sulla chiusura del pasto, è presto dato: la crema della signora Tina. Crema pasticciera di grande bontà, impossibile non pensare a quella di casa propria.
Noi ci siamo stati appena prima di Carnevale e ci sono state offerte le frappe accompagnate da un vino da dessert.
In sintesi: consigliato se avete voglia di godervi un angolo tra i più suggestivi di Roma in grande relax e bene accolti, con una cucina schietta e soddisfacente, sapendo però che difficilmente si spendono meno di 50 euro a persona, vini (cari) esclusi.

Casa Bleve, la crema della signora Tina
Casa Bleve, la crema della signora Tina
Casa Bleve, le frappe
Casa Bleve, le frappe

CASA BLEVE
Via del Teatro Valle, 48
Tel. 06.6865970
Aperto: a pranzo e a cena
Chiuso: domenica
www.casableve.com