Roma, il ristorante Italia a Eataly

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Il tema del ristorante Italia è la Bellezza. Sono tante e bellissime le opere di Modigliani esposte

Air Terminal Ostiense, Piazzale XII ottobre 1492
Tel. 06.90279240
www.roma.eataly.it
Sempre aperto

 

di Marina Alaimo

Entrando ad Eataly Roma hai forte la sensazione che qui tutto sia possibile. Appena fuori dalla stazione ferroviaria di Roma Ostiense incontri già una fiumana di gente che si reca nel tempio dei sapori italiani. All’interno si percepisce una vivida energia animata da persone selezionate con cura. Non solo in considerazione delle singole competenze  lavorative, ma anche della qualità dell’essere. Il ritmo tenuto dai tanti che si affannano per tener testa all’imponente mole di lavoro è di tipo militare. Preciso, cadenzato, infallibile. Si respira un’aria di positività ed entusiasmo che fanno da motore a questo ambizioso progetto.

La tavolozza originale di Modigliani
All'entrata del ristorante Italia sono esposte le immagini di donne e uomini che hanno reso grande il nostro Paese

 

Altre immagini

Salendo i vari piani l’attenzione viene continuamente stimolata dai numerosissimi prodotti provenienti dagli angoli più sperduti d’Italia. All’ultimo piano si cambia atmosfera. Ci si distacca da una proposta di tipo popolare per puntare all’alta cucina. Qui c’è il ristorante Italia, composto da uno spazio ampio ed unico, con pareti a vetro che esaltano la luce ed annullano le distanze tra interno ed esterno. I temi portanti del locale sono due, l’Italia e la bellezza, celebrati con cura minuziosa dei particolari e grande senso dell’estetica. All’entrata danno il benvenuto una serie di ritratti di donne e uomini che nella storia hanno reso grande il nostro Paese. Ci accolgono con grande professionalità il maitre Fabio Lakoria ed il sommelier Rudy Travagli.

Il bravissimo maitre Fabio Lakoria

 

Il sommelier Rudy Travagli

La forte percezione dell’eleganza e della bellezza è accentuata dalla presenza di numerose opere di Modigliani. E ci emoziona non poco osservare la sua tavolozza dei colori. Il menù viaggia su e giù, in lungo ed in largo per lo Stivale tra i piatti della tradizione regionale. E’ il giovane chef Gianluca Esposito ad interpretarli con creatività del tutto personale, mirata principalmente a snellirne sapori e consistenze. Sono proposti due menù degustazione: “il Piccolo Giro d’Italia” che prevede due piatti ed un dolce a 55 euro.”Il Giro d’Italia” offre due antipasti, due primi e due dolci a 100 euro.

in sala Eleonora Giammarco

Coperto, aperitivo e benvenuto inclusi. Il percorso nei sapori del Bel Paese parte con il benvenuto di mozzarella di bufala di Roberto Battaglia prodotta quotidianamente nel caseificio al piano terra. Accompagnata da cruditè di verdure di stagione e fettine di pesca gialla.

Benvenuto con mozzarella di bufala di Roberto Battaglia realizzata tutti i giorni nel caseificio di Eataly

Poi antipasto di crudi di mare freschissimi con insalatina di arance.

I crudi di mare

Dal Piemonte “il rosso ed il nero”: cruda  “La Granda” con rape rosse dolci piccanti e tartufo nero. Splendido gioco di sapori.

Il rosso ed il nero, cruda La Granda, rape rosse dolci piccanti e tartufo nero. dal Piemonte

Con i primi si approda in Emilia Romagna per assaporare il minestrone di verdure con pesto cotto montanaro. Leggero, gustoso e salutare.

Minestrone di verdure con pesto cotto montanaro. dall'Emilia Romagna

I sapori si intensificano nel Lazio con le lagane con trippa, pioppini, telline del litorale laziale e pecorino. Equilibrio difficile da sostenere, ma comunque ben riuscito.

Lagane con triippa, pioppini, telline del litorale laziale e pecorino. dal Lazio

Il secondo ci riporta alla leggerezza e ci trattiene nel centro Italia. Dal Molise la sogliola all’antica con insalata di ovoli, erbe aromatiche e cavolfiore. Gustosamente delicata.

Sogliola all'antica con insalata di ovoli, erbe aromatiche e cavolfiore dal Molise

Il dessert va verso Sud, nella terra delle Sirene, Sorrento: delizia al limone. Avvolgente e sensuale.

Delizia al limone dalla Campania

Ed il viaggio si conclude sulla splendida costa di un’altra terra di mare, la Liguria: sciumette, uova alla neve con granella di pistacchi. Elogio della semplicità.

Sciumette, uova alla neve con granella di pistacchi
I vini al bicchiere

La carta dei vini è composta da 1200 etichette, per lo più italiane, con presenze francesi. 90 sono i vini liberi, da concimi, dai diserbanti e con basso contenuto di solfiti.

 


44 commenti

  • sabino

    (17 ottobre 2012 - 10:47)

    ‘sti giri d’Italia, immagino, siano ‘analcolici': certo il centONE per il gran tour non è poco, se ci si deve aggiunger anche il bere . . .
    Si proverà, comunque

  • Giancarlo Maffi

    (17 ottobre 2012 - 12:03)

    Prezzo furibondo. Farinetti credo pensi che basta il suo nome.Non trovo i suoi baffi cosi’ affascinanti da valere cento euro. Siamo a Roma, punto uno. Punto due, i prodotti utilizzati sono in massima parte venduti nel market, e quindi non si butta via niente. E, per finire punto tre, non c’e’nei piatti una materia prima cosi’ costosa da giustificare un prezzo esorbitante. Lunedì forse ci vado e mi sa che virero’ da Pasquale Torrente ai frittini:-)

    • Lello Tornatore

      (17 ottobre 2012 - 12:18)

      …e fai bene!!! Le alici a Pasquale gliele forniamo noi, sono quelle del lago laceno ;-))

  • Marina Alaimo Acino Ebbro

    (17 ottobre 2012 - 12:18)

    Aperitivo, benvenuto, due antipasti, due primi, due dessert a 100 € in un ristorante di alta cucina, con maitre e sommelier non mi sembra una pretesa esosa.

  • Marco Contursi

    (17 ottobre 2012 - 12:18)

    Stann for ca capa….

  • Fabrizio Scarpato

    (17 ottobre 2012 - 12:31)

    L’aspetto architettonico, o meglio l’arredo e la confortevolezza del locale, mi lasciano perplesso. Molti arredi, specie quelli in stile in legno legati in particolare alle salumerie, alle panetterie e alla carne sono di un Gruppo spezzino, e hanno un loro perché, ma certi ambienti, visti anche a Genova o più semplicemente a Fontanafredda, meno a New York, come in questo caso sembrano di un bianco freddo, senza scelta di luci, che non scontentino nessuno, che non possano urtare la suscettibilità di avventori più fighetti dei fighetti, quanto a puzza sotto il naso. Un arredo e una luce da sala mensa o sala riunioni sindacali, ricordo di un arredo urbano roseo o avorio di certe città post comuniste degli anni ottanta. Tutte uguali. Pur vedendo Eataly come un fiore all’occhiello, mi trovo sempre più spesso a pensare a una sorta di omogeneizzazione del gusto e dello stare insieme. Solo un filo forzoso.

  • Roberto Giuliani

    (17 ottobre 2012 - 12:42)

    Marina,
    se parliamo di ristoranti a Roma la scelta è così vasta e variegata nei prezzi che quello di Eataly è assolutamente ingiustificato e tutt’altro che competitivo. Farinetti sa il fatto suo, ha i mezzi e l’intelligenza per produrre un “oggetto” che attira le masse (parlo dell’intero apparato, non del ristorante), masse che spesso si fanno incantare dalle immagini e dall’allestimento, ma basta guardare cosa viene proposto e a che prezzo per rendersi conto che buona parte dei prodotti si trovano un poì’ ovunque e a meno, di chicche ce n’è davvero poche. Ma poi quello che proprio non va è il concetto da centro commerciale, che trapela sin dagli odori che arrivano all’ingresso.
    Non è certo un caso se Eataly Roma sia a fianco del capolinea di Italo (non era lì che inizialmente avevano previsto), il treno di Montezemolo (amico e “collega”). Non è un caso che, al di là del ristorante di lusso, tutti gli altri sembrano delle mense, la confusione regna, i prodotti proposti provengono quasi nella totalità dalle ditte di cui Farinetti è proprietario o azionista.
    Comunque io 100 euro, se proprio decidessi di spenderli, non lo farei da Eataly, ma è un’opinione del tutto personale ovviamente.

    • frank

      (17 ottobre 2012 - 16:39)

      “i prodotti proposti provengono quasi nella totalità dalle ditte di cui Farinetti è proprietario o azionista”
      Beh, più o meno il 25% si, il resto 75% da altri… 2000 produttori

      • Roberto Giuliani

        (17 ottobre 2012 - 18:58)

        Frank, mi riferisco ai prodotti proposti nelle “mense”, non a quelli esposti in vendita. Basta leggersi menu e lista di vini e birre…

    • frank

      (18 ottobre 2012 - 08:26)

      comunque io trovo prodotti che costano anche meno che da altre parti, esempio la birra a circa nove euro, la stessa in giro per roma a dieci, certi yougurt da agricoltura bio in vasetti da mezzo chilo a due/50 euro, burro e formaggi … Poi, è chiaro, basta scegliere.

  • Marina Alaimo Acino Ebbro

    (17 ottobre 2012 - 12:55)

    Apprezzo sempre tantissimo chi ha il coraggio della critica. Parlando di Farinetti viene spesso fuori con forza. E questo rende poco credibile la spontaneità dei pensieri espressi. Troppo spesso ho visto quelle stesse persone che criticano il suo operato poi leccare il culo per essere coinvolti in eventi che lo riguardano per poter godere della visibilità che inevitabilmente offrono. E troppo spesso invece continuo a vedere facce poco credibili sui vari blog e giornali del settore e nessuno interviene a sputtanarli pur sapendo che razza di bastardi sono. Io qui ho vissuto un’esperienza positiva e l’ho raccontata.

  • giancarlo

    (17 ottobre 2012 - 13:08)

    considerando la mission che si propone il progetto eataly 100 euro mi sembrano eccessive!!!considerando anche ciò che c’è negli altri piani

  • Andrea Petrini

    (17 ottobre 2012 - 13:10)

    LA cosa che mi perplime di più è che tra i primi venga proposto un minestrone. La verdura può essere anche appena colta da campi incontaminati ma sempre minestrone è, per quanto sarà stato ottimo. Sarei curioso di sapere il suo prezzo in carta.

    • andrea "Pepe Carvalho" pignataro

      (17 ottobre 2012 - 13:26)

      22 euro (o euri ;-)

  • andrea "Pepe Carvalho" pignataro

    (17 ottobre 2012 - 13:25)

    Insieme ad alcuni colleghi io ci ho mangiato a fine agosto in pausa pranzo, con la formula che ti permette, per “soli” 60 euro di scegliere dalla carta 2 piatti e un dessert, più un bicchiere di vino “consigliato”. Al netto dei prezzi (in pausa pranzo, in un’osteria, a Roma con 60 euro mangiano tranquillamente due persone antipasto, primo, secondo, frutta, dolce, vino, caffè e ammazzacaffè), la mia esperienza è stata molto positiva per l’aspetto relazionale (personale cortesissimo e contesto divertente), ma non del tutto soddisfacente sul piano del cibo. Non mi convince l’idea di legare i piatti alle regioni, un pò tirata per i capelli. Il collega friulano in crisi di identità ancora si chiede dove trovare nella sua regione la (buonissima) meringa con gelato, fragole e rabarbaro. Ed in effetti anch’io ho trovato bizzarro che nel dolce ispirato alla Puglia ci fosse “crema al Marsala”. Magari al Moscato di Trani… Detto questo, non condivido chi si straccia le vesti. Mica è obbligatorio come un tempo il militare, andarci…

  • Giancarlo Maffi

    (17 ottobre 2012 - 13:28)

    Marina, mi sembri oltremodo acida, su questo tema. Ho detto in due righe quello che penso, dando per scontato cose ovvie. Ma s’e vuoi ci scrivo un papiro. Una sola cosa: se porto a cena, possibilmente romantica, una persona a Roma, con cento euro piu’ vini ho certamente opzioni molto piu’ intriganti di quel supermercato di lusso, in mezzo a un bordello di migliaia di persone caciarone. Questo non vuol dire parlar male di Farinetti, al quale non leccherei il culo neanche s’e fossi su un’isola deserta e senza cibo. Poi ti invito a rivedere lo scritto; per ben due volte parli di due primi e nessun secondo, ma quella e’ una sogliola, che non mi pare un formato di pasta. Scusami, ma altrimenti dicono che non sono obiettivo s’e me la prendo solo con le giornaliste(!?) del corriere fiorentino:-)

  • Paolo Mazzola

    (17 ottobre 2012 - 13:33)

    Personalmente lodo e mi piace molto quello che fa Farinetti con Eataly, un imprenditore grosso che gestisce al suo livello la nostra eccellenza gastronomica. E’ importante che in Italia ci sia chi faccia quest non a livello di piccola e media azienda, ma con un progetto imprenditoriale di largo respiro.
    Quindi il mio giudizio su Eataly letto in questa chiave è estremamente positivo, così come del ristorante che a Roma con quei prezzi può starci.

    Il punto focale è che le organizzazioni come Slow Food in particolare sono una cosa ben distinta..Lavorano sul piccolo produttore e sulla gente per far emergere prodotti e produzioni di qualità inseriti nel quadro globale che si porta avanti. Il punto di arrivo può anche essere Eataly per il produttore, ma gli scopi e il lavoro di Farinetti e delle organizzazioni sono diversi e tali vanno mantenuti.
    Quindi un supermarket del cibo di qualità..anche a me ha fatto questa impressione, ma è coerente con l’idea di voler coinvolgere masse di persone sensibili alla gastronomia di qualità e questo concetto è espresso in maniera eccezionale ed è complementare ma non identico al nostro mondo fatto di piccoli prodotti, produttori e scoperte

    E ovviamente mi riallaccio al discorso di Marina sui rapporti con l’imprenditore che devono essere ben chiari nella differenza di ruoli fra lui e noi.

    Mia opinione ovviamente.

  • Giancarlo Maffi

    (17 ottobre 2012 - 13:33)

    Dimenticavo: ” rende poco credibile la spontaneita’ dei pareri espressi” lo dici a tua sorella. Se una cosa nella vita non mi ha mai fatto fare carriera e’ la spontaneita’ dei miei pareri espressi. E giunto a questo punto, quella me la tengo cara!

  • Marina Alaimo Acino Ebbro

    (17 ottobre 2012 - 13:34)

    Giancarlo ho scelto una serie di piatti e non il menù degustazione che però indico sempre quando scrivo di un ristorante. Continuate a paragonare i prezzi a quelli di un’osteria. Ma non lo è ed è locato all’ultimo piano dell’edificio, in posizione del tutto distaccata dal resto della struttura.

  • Giancarlo Maffi

    (17 ottobre 2012 - 13:43)

    Benissimo: allora la mia”mancanza di spontaneita’ e leccaculismo vario”, se non ti dispiace, la considero leggermente offensiva. Cio’ mi permetterà di evitare di salutarti, la prossima volta che ti incontro, anche perche’ temo che il leccaculismo venga praticato da chi accusa gli altri, a questo punto.

    • Marina Alaimo Acino Ebbro

      (17 ottobre 2012 - 14:01)

      Fermo restando che dormirò, mangerò e farò altro ugualmente, voglio precisare che non ho accusato nessuno di coloro che sono intervenuti di leccalculismo Tra l’altro sono tutti amici. Come potrei. Ma mi colpisce il fatto che ci si scateni con veemenza quando si parla di Farinetti. Mentre, come ho già detto, lì dove ci sarebbe da indignarsi per motivi gravi non lo si faccia. E mi fermo qui . Non ho nessun interesse a proseguire. Non sono a libro paga da Farinetti. Manco lo conosco.

  • Lello Tornatore

    (17 ottobre 2012 - 15:31)

    @ Marina e @ Giancarlo : certo che di di carattere ne avete da vendere…sicuramente nel vostro albero genealogico annoverate radici Irpine!!! ;-)))

    • Paolo Mazzola

      (17 ottobre 2012 - 15:34)

      Beh e se ti dicessero radici irpine lo dici a tua sorella…………..

      • Lello Tornatore

        (17 ottobre 2012 - 15:48)

        Non me lo diranno, e comunque…mia sorella sarebbe contenta!!! ;-)))))))))))

        • Paolo Mazzola

          (17 ottobre 2012 - 17:17)

          Te lo diranno anche per questo per sdrammatizzare una sciocchezza che va sdrammatizzata…comunque Marina ha ragione sulle tante persone che cercano contatti con Farinetti er poi in pubblico dicono altro……..

  • Marco Contursi

    (17 ottobre 2012 - 15:45)

    Azz e poi il polemico sono io…….premesso che sono sempre per la zumpata ottocentesca per dirimere certe questioni o in alternativa salsicce e birra di Budspenceresca memoria,dalle parole di Marina intuisco lo stesso stato d animo mio ultimamente e cioè mi sono rotto il cazzo di tutto e tutti anche se io cerco di mantenere equilibrio nelle polemiche e in questa non credo che Maffi abbia detto niente di male da essere trattato così.Peraltro condivido il suo pensiero perché 100 cocuzze sono troppe e non è offensivo per nessuno dirlo come pure sostenere il contrario.Sono opinioni.L’inferno va scatenato su altri temi e di ben altre vergogne……

  • Giancarlo Maffi

    (17 ottobre 2012 - 18:01)

    Bene, mettiamo un punto. A) Farinetti e’ un imprenditore e fa l’imprenditore, cioe’ cerca di guadagnare il piu’ possibile. Lo fa schiacciando l’occhiolino alle libidini di noi gourmet malati e anche a quelli meno malati ma ugualmente golosi di buoni/ ottimi prodotti. Ci “marcia” un po’, come ci marciano tutti, dai telefonini alle auto ai rimborsi per la pesca. Alcune sue iniziative mi lasciano perplesso, tipo le ultime sue vini, ma ieri ho bevuto un romanee’ conti da 580 euro e mi ha lasciato molto perplesso anche quello. Farinetti a naso mi sta antipatico, ma mi stava antipAtica anche Anna K, tanti anni fa, ma ci ho avuto una storia lo stesso, quindi l’antipatia e’ l’ultimo dei problemi. B) Anni fa , non molti, mangiai nel ristorante gourmet di riferimento a Torino da Eataly. Non bene, eccessivamente costoso. Quasi sempre bene, invece, nei suoi corner, affollati si ma precisi, veloci, affidabili, con il prezzo sempre un filino sopra le righe ma accettabili. Ho fatto la spesa, piu’ volte. Pane molto buono, molti prodotti buoni, solo alcuni fantastici ma bisogna fare la tara: io sono un grande rompicoglioni: a volte succede come da Spigaroli, il grande culatello lo vedi una volta su 5, le altre e’ meglio quello di Fausto Brozzi mangiato ieri con il gardien. C) a Roma ci vado lunedi’, ma mi fido di Scuteri e altri amici:-). L’istinto mi portera’ verso le libidini di Torrente e poi vedremo. Non andro’ all’ultimo piano: quei piatti , semplicemente, non mi sembrano “alta cucina”. Avro’ speso la mia centa la sera prima in un ristorante vicino a casa di Bonilli e Cremona. Questo era quello che volevo dire, nel mio primo intervento. Spero che cosi’ sia piu’ chiaro. Un’ultima cosa: pare che Farinetti abbia espresso la sua simpatia per Renzi. E’ l’ennesima dimostrazione di come sappia cavalcare l’onda giusta. Stavolta spero che sbagli. Per tutto il resto gli auguro ottime cose. Se vuole possiamo scommetterci una mortadella, quella che non trovai da eataly a Bologna:-)

    • Paolo Mazzola

      (17 ottobre 2012 - 18:26)

      @ Giancarlo mi farei anche una birretta…magari scegline una di Dogfish Head il socio americano della birreria Eataly New York ( Roma non so)

      • Piermario

        (21 ottobre 2012 - 16:19)

        Eddai, ma questa è provocazione scientifica… Lo sapevi da quando hai iniziato a far scricchiolare malignamente la tastiera che presto o tardi sarebbe inevitabilmente saltato fuori un tizio a dire che, birra per birra, a Roma c’è molto meglio di Eataly… :)

  • Roberto Giuliani

    (17 ottobre 2012 - 19:07)

    Marina,
    voglio fare alcune precisazioni a scanso di equivoci. Quello che ho scritto esula dal contesto del tuo articolo per ovvie ragioni: non sono ancora andato a questo ristorante, pertanto non esprimo alcun parere in merito.
    Invece, non ho nulla contro Farinetti, ma proprio per il ruolo che lui ha sono maggiormente critico rispetto a gente che ovviamente non arriva a New York e non esporta l’immagine del “made in Italy”.
    Quello che non mi piace e mi ha profondamente deluso è il metodo utilizzato per promuovere la qualità, e mi ha deluso anche il fatto che Slow Food che ha (o meglio dovrebbe avere) un indirizzo del tutto diverso, sia diventato invece un ottimo strumento per valorizzare il “pianeta Farinetti”.
    Voglio dire che di tutto abbiamo bisogno fuorché di questo tipo di “cultura” del cibo e del vino.
    Ma mi rendo conto che è un argomento complesso e non è questo il contesto in cui discuterne.

    • Paolo

      (17 ottobre 2012 - 22:28)

      Era il punto che ponevo, in maniera light per tanti motivi…..mi devi qualche euro per aver copiato…

  • Marina Alaimo Acino Ebbro

    (17 ottobre 2012 - 20:14)

    E’ vero a volte sono un po’ troppo irruenta. E’ la vicinanza del Vesuvio. Ma sono contenta di ricevere commenti.

  • Marco Contursi

    (17 ottobre 2012 - 21:10)

    E non A.anche se 3 cagnolini sostengono il contrario.

  • Oreste

    (18 ottobre 2012 - 15:32)

    Secondo me Eataly col tempo esplode, da come era partito e coi prezzi che si pagano non potrà durare!

  • frank

    (18 ottobre 2012 - 19:47)

    @ Roberto Giuliani
    non ti piace questo tipo di “cultura” del cibo e del vino, ok va bene ma chi c’è che effettivamente fa qualcosa?
    Ad eataly torino ci sono un paio di micro produttori di formaggi, di ottimi formaggi, grazie a SF che li ha scovati e grazie ad eataly che vende i loro prodotti, queste realtà non sono scomparse, perchè il loro destino, almeno in un caso era proprio di chiudere. Forse è difficile da comprendere, ma anche se fai dei buoni prodotti, il difficile, almeno per certe realtà sperse e sparse in alta montagna, è vendere. “Non si vive di sola poesia”, questo mi disse tempo fa uno di questi montanari.

  • paolo

    (20 ottobre 2012 - 02:41)

    100 euro…questo dovrebbe bastare…
    non credo che discutere sull’ offerta del gourmet generico di farinetti possa giovare agli utenti…penso solo che come tutte le attività avrà bisogno di aggiustarsi il tiro.
    non credete che tutto sia oro nella grande famiglia eataly…tutti sbagliano!
    intanto …continuano a fatturare!

  • frank

    (20 ottobre 2012 - 14:12)

    Sono loro, i primi, a dire che sbagliano anche.
    E comunque è vero, continuano a fatturare. A Torino da cinque anni, in barba alle disastrose previsioni di famosi food blogger. Ricordo di quando scrivevano che non sarebbero riusciti a pagare i fornitori e questi dopo “uno o due giri a vuoto” sarebbero scappati a gambe elevate. A quanto mi risulta, ad o ra, c’è la coda per uno scaffale ad eataly.

  • Il Guardiano del Faro

    (21 ottobre 2012 - 08:46)

    Provato ieri, sabato a pranzo, dopo aver abbattuto una muraglia umana di qualche migliaio di unità di anime curiose e golose.
    45 coperti a pranzo, meno male che avevo la prenotazione :-)
    Ho provato 6/7 piatti quasi tutti diversi da quelli che vedo qui fotografati nel report da Marina, tranne uno, e il risultato è stato più che buono.
    Per voi che amate i numeretti, in parametri italici sarebbe una cosa fotografabile così: 16
    In termini euro un pelino meno ;-)

  • frank

    (21 ottobre 2012 - 18:02)

    @piermario
    ? non l’ho capita..

    • Piermario

      (21 ottobre 2012 - 22:36)

      Niente: ironizzavo (o almeno ci provavo, non è detto che ci si riesca sempre…) sul fatto che, visto l’andamento della discussione, qualcuno avrebbe sicuramente rilevato che anche per prendere una birra Eataly non è sicuramente il miglior posto possibile a Roma.

  • frank

    (21 ottobre 2012 - 23:11)

    ah, perchè io ho parlato di birre….
    e penso sia uno dei migliori posti di roma, sia per scelta sia per i prezzi. non ho dubbi.

  • Paolo Mazzola

    (22 ottobre 2012 - 06:58)

    C’è qualcosa di interessante, molto focus sul Lazio, tenendo presente che Leonardo è presidente dell’A.Bi.Lazio, molto Borgo e Baladin e Dogfish Head e anche numerose altre etichette nazionali e no. Chi ha supportato Farinetti nelle scelte ha una competenza indubbia e quindi la varietà e la qualità è interessante, ma a Roma c’è anche tanto altro e spesso più originale, vedi Bir&fud bottega, 4&20, Macchè, Ebrius, Santo Bevitore, Grado Plato, Domus, Birra+, Open, Blind Pig eccetera eccetera …….
    Comunque il pub con Brooks Carretta è carino ed è uno dei posti di Eataly che mi piace di più, sempre nell’ambito dell’offerta Eataly con pregi e difetti ampiamente discussi sopra

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