La Taverna degli Amici a Roma: siamo stati per voi dal ristoratore che ha sputtanato Ignazio Marino

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taverna amici insegna

La Taverna degli Amici
Piazza Margana, 37 (Campidoglio)
Tel. 06 69920637
Aperto: a pranzo e a cena
Chiuso: lunedi
www.latavernadegliamici.net

La Taverna degli Amici. La notizia sembrerebbe essere che è il ristorante che ha sputtanato Ignazio Marino. Invece la notizia vera è che qui si mangia una gricia a nostro giudizio da dimenticare. Quindi Marino fa bene ad andarsene:-)
Partiamo dall’inizio. Siamo in una delle tante piazzette meravigliose del centro storico, a due passi dal Campidoglio e dall’Altare della Patria. Due monumenti che proprio la cronaca politica della Capitale negli ultimi mesi ha trasformato in malinconici testimoni della decadenza di questa città. E qualche giorno fa il patron della Taverna ha chiuso il cerchio, dichiarando che il sindaco era stato lì due estati fa con la moglie e non per un pranzo istituzionale, come dichiarato pubblicamente on line.

Taverna degli Amici, scorcio della sala
Taverna degli Amici, scorcio della sala

La Taverna degli Amici è un ristorante di impostazione tradizionale, come ce ne sono centinaia in zona. Ambiente semi rustico ma abbastanza curato, salette interne ben arredate ma un po’ buie; il pezzo forte sono senz’altro i tavoli esterni che danno sulla piazza.

Taverna degli Amici, il grande banco all'ingresso
Taverna degli Amici, il grande banco all’ingresso

Insomma, non può certo avere la connotazione di un ristorante di quartiere, raccoglie per lo più prenotazioni di turisti, prevalentemente stranieri, catturati dall’intramontabile fascino delle osterie incastonate nei vecchi palazzi di Roma. Sarà anche per questo, oltre che per la cortesia di chi risponde al telefono per prendere la prenotazione e del personale di servizio, che il tavolo vicino occupato da una famigliola romana al gran completo (un tempo si sarebbe detto borghese) che conosce a memoria il menu e mostra familiarità con l’oste, predispone bene alla visita. Prima del pranzo, fanno ancora una chiacchiera su Marino, la città in rovina, le sue vacanze ai Caraibi. Ogni tanto sul dehor si affaccia qualcuno e commenta a bassa voce sull’episodio dei giorni scorsi. C’è persino chi azzarda una fotografia.

Taverna degli Amici, i tavoli all'esterno
Taverna degli Amici, i tavoli all’esterno

La carta è quella di un ristorante: antipasti (10-13 euro), primi piatti (11-16 euro), secondi di carne (14-22 euro) e di pesce (18-24 euro), offrono tutti una decina di portate diverse che vanno dai classici della cucina romanesca (anche ebraica, siamo praticamente nel Ghetto) a qualche piccola innovazione, con in più i piatti del giorno legati alla stagionalità, come i tartufi. Niente, dunque, che non sia immediatamente comprensibile: dal fritto vegetale al tortino di alici e indivia; dall’insalata di calamari ai filetti di baccalà. Per non parlare di amatriciana, cacio e pepe, gnocchi alla sorrentina, vitello tonnato, saltinbocca alla romana, spigola in crosta di patate, e così via. La lista dei vini, tra i quali compare il  Vintage Tunina di Jermann ordinato da Marino (oggi a 60 euro, peraltro senza indicazione dell’annata) è la classica carta che in tre pagine accontenta tanto l’avventore di passaggio col vinello della casa quanto il cercatore di super tuscan a 400 euro a bottiglia.

Taverna degli Amici, gnocchi al pomodoro
Taverna degli Amici, gnocchi al pomodoro

E veniamo ai piatti. Gli gnocchi pomodori e basilico non sono male: pasta soda, cottura indovinata, sughetto profumato. Il risotto al radicchio e pinoli in realtà è poco più di un riso bollito, condito con radicchio, un po’ di formaggio fuso aggiunto come topping e qualche pinolo dal sapore non pervenuto.

Taverna degli Amici, risotto radicchio e pinoli
Taverna degli Amici, risotto radicchio e pinoli

La gricia, uno dei piatti simbolo della cucina romana, proposto nella versione con i ‘bombolotti’ (le mezze maniche, in romanesco) è semplicemente un disastro: pasta cotta oltre il limite, nessuna avvisaglia di pecorino, indecifrabili tanto il formaggio grattugiato che quello fuso (?), così come l’affettato (si, affettato, forse pancetta) invece del guanciale. E infatti il piatto torna indietro pressoché intonso.

Taverna degli Amici, la gricia
Taverna degli Amici, la gricia

Non va meglio con gli altri piatti: la parmigiana è da ustione, evidentemente il forno a micronde è andato sensibilmente oltre la temperatura di servizio. Peccato, perché tutto sommato il risultato finale è quanto meno discreto. Invece decisamente peggio è andata con l’abbacchio: due costolette di agnello grassissime, con una parte molto secca e le patate ormai senza segno di vita alcuno: completamente asciugate, anzi, rinsecchite.

Taverna degli Amici, la parmigiana
Taverna degli Amici, la parmigiana
Taverna degli Amici, l'abbacchio
Taverna degli Amici, l’abbacchio

Si chiude con una tarte tatin di mele che, sapendo di mele cotte, ha almeno il pregio di ricordare un sapore rassicurante.

Taverna degli Amici, tarte tatin alle mele
Taverna degli Amici, tarte tatin alle mele

Eppure. Perché c’è un eppure. Le sale interne sono quasi piene, lo spazio esterno pienissimo. Vengono in mente le riflessioni di Maurizio Cortese sui ristoranti pop sempre pieni e quelli gourmet difficili da riempire.  Ad almeno una trentina di persone, che si presenta senza prenotazione, viene detto che non c’è posto. Diversi stranieri hanno ‘accompagnatori’ italiani che li portano qui o si siedono con loro a pranzare. Insomma. E’ un circuito che funziona alla grande.
Con o senza pubblicità per il caso Marino.

Taverna degli Amici, l'insegna
Taverna degli Amici, l’insegna

7 commenti

  • peppiniello

    (12 ottobre 2015 - 11:10)

    Ristoranti come questi Roma è piena,ve ne sono di infinatamente peggiori e altrettanto pieni.che vale cambiare?

  • maurizio fava

    (12 ottobre 2015 - 15:05)

    evidentemente il sindaco de Roma non sa scegliere nè partito nè ristorante

  • Giustino Catalano

    (13 ottobre 2015 - 09:49)

    È la classica galleria degli orrori che vedo in giro tantissimi locali della capitale. Marino ha gusti pessimi in fatto di cibo.

  • antonio

    (13 ottobre 2015 - 12:05)

    Oddio, anche sul vino, a quei prezzi poteva bere meglio. Per esempio due bottiglie di Fiano Colli di Lapio :-))

  • Licia

    (13 ottobre 2015 - 14:19)

    Ancora co’ sta storia?????!!!!!!!
    Per quello che ha pagato Ignazio di tasca sua……………ce ne faremo una ragione. Anzi, lancio la proposta di fare una colletta per il povero Igna(ro), costretto a mangiare “a sbafo”!!!!!!!! Ma con l’ultima “porcata” che ha fatto e cioè alzare il tetto dei rimborsi per il sindaco da 20.000 a 50.000 euri sicuramente il suo successore si potrà concedere locali stellati

  • Laura

    (13 ottobre 2015 - 21:21)

    Ciao!
    Volevo sapere due cose: se il menù ve l’hanno “recitato” a voce o vi hanno presentato una carta con i prezzi senza che glielo chiedeste e poi se vi hanno fatto la ricevuta fiscale.
    Grazie
    Laura

  • Antonio Prinzo

    (13 ottobre 2015 - 23:16)

    Questa purtroppo è Roma………ma posti dove trovi pace con questa città ancora ci sono e menomale

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