Roma, Lo’steria di Luca Ogliotti a Ponte Milvio

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Lo chef Luca Ogliotti (foto Francesco Vignali)

di Virginia Di Falco
foto di Francesco Vignali 

Tra le novità 2014 della Guida Osterie di Slow Food – che seguo sempre con affetto – avevo posato lo sguardo già da un po’ su questo posticino a Ponte Milvio, in via Prati della Farnesina, miracolosamente tranquillo e defilato nonostante la freneticità modaiola a pochi passi.

Lo’steria (si, scritto così, ma garantisco che qui non troverete altre ‘stramberie’) aperta due anni fa dallo chef Luca Ogliotti ha una bella sala grande di circa 60 coperti, ariosa, linee moderne e pulite, arredamento molto essenziale. Tavoli e sedie da trattoria, tutte diverse ma tutte confortevoli, per fortuna. E le lavagne alle pareti parlano chiaro, sia quelle con il menu del giorno che quelle con le ricette dell’amatriciana o delle polpette al vino bianco scritte col gessetto bianco: qui la cucina è solo e soltanto romanesca.

Lo’Steria, la sala (foto Francesco Vignali)

Una scelta ben precisa e definita. I piatti tradizionali eseguiti con i prodotti delle eccellenze laziali. E una carta dei vini anch’essa essenziale – pure nei prezzi – rivolta soprattutto al territorio. Atmosfera rilassata, servizio informale con un rapporto qualità prezzo davvero degno di nota.

Si comincia con la pizza fichi e prosciutto di Bassiano oppure con burro e alici su pane di Lariano o, ancora, con un ricco tagliere di salumi e formaggi (una selezione curata da Vincenzo Mancino di DOL). Difficile resistere, però, al saccoccio di fritti misti: un simpatico sacchetto di carta con dentro gustosi supplì di coda alla vaccinara (forse solo un po’ asciutti), verdure in pastella, polpettine di bollito e dei filetti di baccalà da dieci e lode.

Lo-steria, il saccoccio dei fritti (foto Francesco Vignali)
Lo’Steria: i formaggi e i salumi sono di DOL (foto di Francesco Vignali)

Fuori menu proviamo dei grossi tortelli ripieni di abbacchio, conditi al cacio e pepe, con la sfoglia che al primo morso sembra troppo sottile per una farcia così impegnativa ma che invece si rivela un bel primo piatto robusto e verace. Esecuzione da manuale anche per  i bombolotti all’amatriciana mentre la memoria ritrova un classico sapore casalingo del venerdi con le caserecce ai ceci e baccalà.

L’amatriciana di Luca Ogliotti (foto di Francesco Vignali)

Delicate e tenere le polpette al vino bianco con un sughetto di accompagnamento che restituisce dignità persino alle povere carote, di solito quasi insapori.

Lo-steria, le polpette al vino bianco (foto Francesco Vignali)

Anche la chiusura non va oltre i classici da osteria, dal tiramisu’ cremoso e gradevole alla crostata ricotta e visciole.

Luca Ogliotti, giovane ma con sostanziosa esperienza nelle cucine della Città del Gusto del Gambero Rosso, ha una mano più che sicura ma, soprattutto, la serenità di chi ha trovato la sua strada. Nessuna intenzione di stupire e la convinzione di trasmettere un messaggio forte e chiaro grazie ad una buona tecnica, e ad un patrimonio di prodotti e piatti della tradizione che, proprio come una visita al Colosseo, non finisce mai di procurare belle soddisfazioni.

I rigatoni col sugo di coda di Luca Ogliotti (foto Francesco Vignali)
La sala dall’ingresso (foto di Francesco Vignali)

Lo’Steria

Via dei Prati della Farnesina, 61 (Ponte Milvio)
Tel. 06.33218749
Aperto a pranzo e a cena
Chiuso: Lunedi in inverno, domenica d’estate
www.lo-steria.it
Conto sui 30 euro

Un commento

  • anna

    (12 settembre 2014 - 20:19)

    Da provare sicuramente!

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