L’Osteria di Monteverde a Roma: inarrivabile per qualità e prezzo

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Roberto Campitelli con Stefano Ronconi

Via Pietro Cartoni, 163
Tel. 0653273887
Sempre aperto, chiuso lunedì a pranzo
www.losteriadimonteverde.it
Ferie in agosto

Diciamolo subito, per arrivare in questa post-osteria, come la definisce felicemente Antonio Paolini, conviene il taxi perché ogni spazio possibile e immaginabile per le auto è una chimera.
Superato questo ostacolo logistico, vi troverete, come è capitato a noi, in un locale caldo, accogliente, ricco di spunti nel bicchiere come nel piatto grazie alla perfetta intesa tra Fabio Tenderini in sala e Roberto Campitelli in cucina.

L’Osteria di Monteverde, la sala

Lo stile  è un po’ quello dei locali anni ’50, ma nei piatti si sente e come la rivoluzione gastronomica italiana dell’ultimo ventennio e alla fine, oltre ai classici romani, rimarrete stupiti dalle idee, dai guizzi e dalle combinazioni di una cucina giovane, di buona mano, a volte tecnica, sicuramente con ottime premesse per crescere. E, non ultimo, vale anche la pena  di dire che siete in uno dei migliori locali per rapporto qualità/prezzo di Roma che non è una città, come è noto, che brilla da questo versante.

L’Osteria di Monteverde, carbonara

Proprio i classici sono forse i piatti più scontati. Buoni, ci devono essere, ma non è qui che dovete cercare il motivo di una visita.

L’Osteria di Monteverde, amatriciana

 

L’Osteria di Monteverde, raviolo di ricciola con bottarga

Già del raviolo di ricciola con bottarga trovate per esempio l’esecuzione di una idea semplice ma efficace, bisogna lavorare per una sfoglia ancora più sottile per esaltare la freschezza del pesce, materia prima che qui viene trattata davvero bene, sino a pensare che il cuoco abbia soprattutto una mano marinara.

L’Osteria di Monteverde, quaglietta

E’ invece in tutto il contorno di piatti e piattini, assaggi e assaggino che troviamo esplosione di sapori ben definiti, nessun pastrocchio, poche concessioni alla piacioneria morbidosa che insegue il facile ma annoiato consenso palatale.

L’Osteria di Monteverde, trippa e fagioli

Dalla trippa e fagioli all’animella glassata si discvela una cultura delle interiora che affonda le radici nella tradizione romana rivisitata per fortuna in modo moderno, competente e con tanta convinta passione.

L’Osteria di Monteverde, animella glassata,spinaci freschi e crema inglese alla carbonara

Il piatto della serata per noi è stato il fegato di vitella: buona acidità a compensare la dolcezza.

L’Osteria di Monteverde, fegato di vitella al Passito, uva fresca, scampo crudo e scalogno al sale

 

L’Osteria di Monteverde, animelle fritte

Perfette le fritture.

L’Osteria di Monteverde, polpo rosticciato

Buoni pure gli apetizer di mare che hanno aperto le danze.

L’Osteria di Monteverde, scampo in crema di broccoli

 

L’Osteria di Monteverde, crudo di ricciola e carpaccio di ricciola

Finale soddisfacente con un dolce non zuccherino, in linea con le tendenze dell’alta ristorazione.
Insomma, trattoria? A me ha ricordato più i bistrò parigini. E, fatta l’esperienza della Chateubriand, mi sto ancora chiedendo se davvero la distanza tra questi due locali sia così siderale come vogliono le classifiche.

L’Osteria di Monteverde, il dolce

 

L’Osteria di Monteverde, i vini: Collestefano magnum 2011, Repertorio 2009, Camerlengo 2006 e Accamila 2012

3 commenti

  • Andrea Petrini

    (26 marzo 2014 - 11:13)

    Luciano quando ci sei stato? io giudico l’osteria la mia seconda cucina :)

    • luciano pignataro

      (26 marzo 2014 - 17:01)

      Una bella serata con amici a novembre:-)

  • Fabrizio

    (26 marzo 2014 - 13:43)

    C’è un piccolo errore nella via: Pietro Cartoni, non Carboni…

    Per il resto fantastici!

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