Fettuccine all’Alfredo 1914, dalla Scrofa all’Augusteo: il piatto italiano più famoso in Usa

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Le fettuccine all’Alfredo, dal Vero Alfredo all’Augusteo

di Virginia Di Falco

Se si ha intenzione di tracciare un percorso a Roma tra i posti classici che – sempre con grande rispetto nei confronti degli anni di lavoro che possono vantare – chiamiamo scherzosamente di “archeologia gastronomica”, non si puo’ fare a meno di citare i due ristoranti conosciuti in tutto il mondo per le fettuccine all’Alfredo. Un piatto inventato da Alfredo Di Lelio a Roma nel 1914, quasi cento anni fa. E diventato famosissimo, soprattutto negli Stati Uniti, negli anni della Dolce Vita romana.
La storia, come sempre succede in questi casi, ammantata rigorosamente da un velo di non verificabilità, è quella di un ristoratore di via della Scrofa che, preoccupato per l’inappetenza della moglie incinta, cerca di invogliarla a mangiare con un piatto evidentemente ritenuto tanto nutriente quanto goloso: le prepara cioè delle fettuccine fatte a mano, condite con molto burro e tanto parmigiano che una volta mantecati con l’acqua di cottura diventano una crema. Qui il racconto narra ovviamente di una ripresa della signora quasi miracolosa, tanto che Alfredo  decide di mettere in carta il piatto nel suo locale.
Da allora le fettuccine diventano un classico del ristorante e quando circa venti anni dopo una coppia del cinema americano, Mary Pickford e Douglas Fairbanks, a Roma in viaggio di nozze, si innamora della ricetta, ne segnerà la fortuna tanto inaspettata quanto duratura. In segno di gratitudine regalano ad Alfredo un coppia di posate d’oro e, soprattutto, diffondono ad Hollywood quello che diventerà ben presto un vero e proprio mito, l’ennesimo, collegato alla città eterna.

Quasi come un altro piatto che a partire dagli inizi del Novecento identifica la cucina italiana nei menu turistici di tutto il territorio americano, e cioè i famigerati spaghetti with meatball senza che qui in Italia si trovi un ristorante uno che si sia mai sognato di proporli, anche le fettuccine Alfredo conoscono negli States una fortuna della quale non vi è traccia nella ristorazione del nostro Paese. Se non, appunto, nei due ristoranti romani dei quali vogliamo parlarvi.

Il ristorante Alfredo in via della Scrofa

Già, perchè Alfredo Di Lelio nel 1939 vende il locale di via della Scrofa e si trasferisce a piazza Augusto Imperatore, dove si trovano ancora oggi i suoi nipoti. Il nuovo proprietario, d’altro canto, non rinuncia nè al nome nè al menu – fettuccine incluse, ovviamente – e lo chiama proprio Alfredo alla Scrofa. A pochi metri di distanza comincia invece l’avventura di  Alfredo l’Originale.

Ristorante Il Vero Alfredo, in piazza Augusto Imperatore

Per poter fare un confronto che rendesse giustizia al lettore interessato a questa storia abbiamo pensato di fare una degustazione comparata, una sorta di “orizzontale” di fettuccine all’Alfredo. E, per rendere la prova più efficace, di farla a breve distanza l’una dall’altra.

Allora. Siete caldi?

Ore 12.30: prenotazione da Alfredo alla Scrofa. Un pezzo di storia, un secolo di ristorazione a pochi minuti da Piazza Navona. La boiserie, la studiatissima galleria di ritratti in cornice alle pareti dei divi anni Cinquanta e Sessanta che hanno contribuito a creare il mito della Dolce Vita. Atmosfera retrò ma sicuramente elegante, mise en place classica con un’attenzione al vino a partire dai bicchieri e che si ritrova in una carta corposa, ben costruita, completa di bottiglie con l’etichetta del locale.

La sala di Alfredo alla Scrofa
Alfredo alla Scrofa, particolare

D’altro canto, si sa: il pubblico prevalentemente di stranieri apprezza l’attenzione al marchio e alla firma. Il servizio è molto professionale, curato. E la stessa storia delle fettuccine Alfredo, recitata a memoria, sempre uguale da più di un secolo, viene ripetuta, se richiesta, con una incredibile cordialità non monocorde. Già. Le famosissime fettuccine all’Alfredo, doppio burro e parmigiano. Doppio perchè il burro si versa nel piatto del servizio sia prima della pasta che dopo. Poi si ricoprono le fettuccine di abbondante parmigiano e, aiutati da un po’ d’acqua di cottura nel piatto ovale del servizio, si mantecano direttamente a tavola.

Le fettuccine di Alfredo alla Scrofa

Queste della Scrofa si distinguono per una sfoglia ben tirata, sottile, delicatissima. Il condimento è molto cremoso, omogeneo anche se alla vista avrebbe sicuramente giovato meno liquido nel piatto. C’è un sostanziale equilibrio tra i due formaggi con un quasi impercettibile pizzicorio finale che per un secondo fa intravvedere un’idea di pecorino. Provo anche – inutilmente, lo so – a chiedere. Ancorchè con un bellissimo sorriso mi viene ripetuto: «solo burro e parmigiano».

La mantecatura al tavolo da Alfredo alla Scrofa

Su tutto il resto. Un menu ampio, classico, spazia dalle tagliatelle alla bolognese alle linguine al pesto, agli spaghetti alle vongole. Ovviamente non manca tutto il repertorio romanesco (si racconta di un’ottima carbonara) e l’accenno modaiolo fermo agli anni passati, con il risotto alle fragole. Noi abbiamo provato una riuscita esecuzione di saltinbocca alla romana, con la carne tenera e al giusto punto di cottura e delle cicorie ripassate in padella con olio, aglio e peperoncino, forse con un amaro e un piccante un po’ troppo addomesticati.

Alfredo alla Scrofa, i saltinbocca alla romana
Alfredo alla Scrofa, la cicoria ripassata

Nel complesso, resta l’impressione di grande professionalità in sala e solidità in cucina: entrambe due caratteristiche che, invece, altrove spesso si diluiscono in maniera significativa di fronte alla domanda prevalentemente turistica. Conto finale, per un pasto medio, non proprio leggero: siamo sui 65 euro. Le «originali fettuccine Alfredo» qui costano 20 euro.

Il Vero Alfredo all’Augusteo in piazza Augusto Imperatore

Ore 14.00: prenotazione dal Vero Alfredo. Anche in questo caso si ha subito l’impressione di entrare in un classico ristorante dall’atmosfera d’antan, qui suggerita dai tanti elementi d’arredo in art decò.  Spazi ampi, tavoli grandi e ben distanziati, tanti camerieri vecchio stile, con  un direttore di sala a coordinare un servizio presente ed efficace. Qui però si registra un tocco decisamente più turistico, con un’iconografia classica adattata in maniera folcloristica al mito delle fettuccine.

Il Vero Alfredo all’Augusteo, particolare della sala

Alle pareti, di nuovo, tanti volti celebri e gli Alfredo di tre generazioni che ritornano, col sorriso sempre stampato sulle labbra, accanto al personaggio di turno o al piatto ovale con le «Maestosissime» fettuccine.

Il Vero Augusteo, le fettuccine all’Alfredo

Fettuccine che dal Vero Alfredo sono innanzitutto di forma più regolare e si distinguono per una sfoglia più spessa. Anche il condimento è abbastanza diverso da quello di via della Scrofa. Meno omogeneo, con una mantecatura volutamente meno uniforme, sottolineata da qualche scaglietta di parmigiano sul piatto di portata. Che però non va a discapito della cremosità e neppure dell’equilibrio complessivo. E forse da’ anche più soddisfazione al palato, essendo di gran lunga meno diluita della precedente.
Anche qui l’impiattamento finale avviene sul tavolino di servizio, ogni volta un imperdibile piccolo palcoscenico. Così come si ripete l’attenzione di servire la porzione più golosa (più formaggiosa) alla signora del tavolo, nel piatto ovale dove avviene la mantecatura. E come pare abbia fatto, 100 anni fa il primo Alfredo, per stuzzicare l’appetito di sua moglie.

La mantecatura del Vero Alfredo all’Augusteo

Su tutto il resto. Anche in questo caso un menu tipicamente italiano prima ancora che romanesco. Anche se alla cucina tradizionale capitolina è dedicato un intero paragrafo. Si va anche dal pesto alla genovese alla salsa alla Bolognese, fegato alla veneziana e via andando. Poi ci sono i piatti speciali, suggeriti addirittura in rosso. Non abbiamo resistito, tra questi, al fascino della “valigetta diplomatica”: un involtino di tacchino ripieno di prosciutto e formaggio, con contorno di piselli al burro. Un piatto anni Settanta di grande successo, ahimè completamente rovinato da un eccesso di sapidità e una salsa alcolica evidentemente mal sfumata. Decisamente meglio i carciofini fritti serviti come contorno.

Al Vero Alfredo, la “valigetta diplomatica”
Al vero Alfredo, la valigetta … aperta
Al Vero Alfredo, carciofini fritti

Anche qui consumare un pranzo completo costa intorno ai 70 euro (19 euro le Maestosissime fettuccine all’Alfredo, ben 4 euro e 50 per il caffè).

Note finali

Nel complesso, un esperimento divertente. Non solo per chi è giustamente curioso del passato gastronomico di questa città, ma anche per chi vuole provare a capire i meccanismi di mercato (nonchè psicologici) che sono dietro a veri e propri fenomeni della ristorazione che resistono da svariati decenni alle mode e, soprattutto, alle crisi del nostro Paese.

Alla prossima, allora.

Alfredo alla Scrofa
Via della Scrofa, 104/a
Tel. 06.68.80.61.63
Aperto a pranzo e cena
Chiuso: mai
www.alfredoallascrofa.com

Il Vero Alfredo all’Augusteo
Piazza Augusto Imperatore, 30

Tel. 06.6878734  – 06.6878615 

Aperto a pranzo e a cena
Chiuso: lunedi a pranzo
www.alfredo-roma.it 

15 commenti

  • Fiorenzo de Marinis

    (28 maggio 2013 - 19:22)

    Certo che la curiosità di assaggiare queste squisitezze è venuta ma il costo unito al viaggio a Roma si fa sentire nelle tasche.
    Peccato non avere la ricetta.
    Ma com’erano le fettuccine, ordinate da Aldo Fabrizi nel film Totò e i giovani di oggi, “Fettuccine, burro, sugo, formaggio e recaglie di pollo”. Mi sembra ci fosse un sito che riportava le ricette dei film.

  • Bianca

    (28 maggio 2013 - 19:29)

    Virginia questo genere di esperimenti si condividono con le amiche :) Comunque provando a non leggere e guardando solo le foto, per i miei gusti, le fettuccine del Vero Alfredo mi sembrano più invitanti!!!

    • Virginia

      (28 maggio 2013 - 20:22)

      carissima Bianca, la prossima impresa coraggiosa la facciamo insieme. Promesso! Sulle fettuccine: la sfoglia di quelle alla Scrofa è molto più delicata, ma io preferisco quella più robusta (e, soprattutto, la crema più consistente) di quello a Piazza Augusto Imperatore. Ma, quello che più conta, mi sono divertita a raccontare questa storia :)

  • A3C

    (28 maggio 2013 - 19:39)

    ammappate che mappazzoni… a 70 euro vini esclusi….sono mooooooolto perplesso……

  • Marcello

    (28 maggio 2013 - 19:59)

    19 euro per una pasta al burro e parmigiano…….ma che siamo fuori di testa???

  • Mondelli Francesco

    (28 maggio 2013 - 21:32)

    Vivissimi complimentiVirginia.Vivo da tanti anni a Roma ma non ho mai avuto il coraggio di entrare nei due locali pur passandoci spesso davanti.All’inizio ,incuriosito per la popolarità che questo piatto ha in USA,ero tentato,ma come dicevo non ho mai trovato la motivazione giusta per entrare:ti ringrazio quindi per questo racconto esaustivo e preciso.FM.

  • monica

    (28 maggio 2013 - 21:43)

    Quasi quasi stasera mi faccio un bel piatto di fettuccine alla Alfredo! Il vero Alfredo però, che secondo me dovrebbe recuperare la vecchia sala. Passione e professionalità si leggono non solo nei piatti ma anche in questo divertente esperimento: caspita due pranzi nel giro di un’ora e mezza!!!! Solo Virginia poteva riuscire in questa impresa. Complimenti davvero!

  • Angelina Ballerina

    (29 maggio 2013 - 09:25)

    Cara Virginia, mi lasci senza parole e mi stupisci sempre di più!
    Soltanto a te poteva venire in mente di provare a pochi minuti di distanza due ristoranti che propongono un prodotto simile per fare una comparazione! Buon lavoro e … attendo la prossima sperimentazione!

  • Alfredo e Ines Di lelio

    (29 maggio 2013 - 11:11)

    STORIA DI ALFREDO DI LELIO (CREATORE DELLE “FETTUCCINE ALL’ALFREDO”) E DELLA SUA TRADIZIONE FAMILIARE PRESSO IL RISTORANTE “IL VERO ALFREDO” DI PIAZZA AUGUSTO IMPERATORE A ROMA

    Con riferimento al Vostro articolo -grati della Vostra attenzione alla figura di nostro nonno e alla nostra tradizione familiare presso il Ristorante “Il Vero Alfredo”- abbiamo il piacere di raccontarVi la storia di Alfredo Di Lelio, inventore delle note “fettuccine all’Alfredo”.
    Alfredo Di Lelio, nato nel settembre del 1883 a Roma in Vicolo di Santa Maria in Trastevere, cominciò a lavorare fin da ragazzo nella piccola trattoria aperta da sua madre Angelina in Piazza Rosa, un piccolo slargo (scomparso intorno al 1910) adiacente all’attuale Galleria Colonna (ora Galleria Sordi).
    Il 1908 fu un anno indimenticabile per Alfredo Di Lelio: nacque, infatti, suo figlio Armando e videro contemporaneamente la luce in tale trattoria di Piazza Rosa le sue “fettuccine”, divenute poi famose in tutto il mondo.
    Alfredo Di Lelio inventò le sue “fettuccine” per dare un ricostituente naturale, a base di burro e parmigiano, a sua moglie Ines, prostrata in seguito al parto del suo primogenito. Il piatto delle “fettuccine” fu un successo familiare prima ancora di diventare il piatto che rese noto e popolare Alfredo Di Lelio, personaggio con “i baffi all’Umberto” ed i calli alle mani a forza di mischiare le sue “fettuccine” davanti ai clienti sempre più numerosi.
    Nel 1914, a seguito della chiusura di detta trattoria per la scomparsa di Piazza Rosa dovuta alla costruzione della Galleria Colonna, Alfredo Di Lelio decise di trasferirsi in un locale in via della Scrofa, ove aprì il suo primo ristorante che gestì fino al 1943, per poi cedere l’attività a terzi estranei alla sua famiglia.
    Ma l’assenza dalla scena gastronomica di Alfredo Di Lelio fu del tutto transitoria. Infatti nel 1950 riprese il controllo della sua tradizione familiare ed aprì, insieme al figlio Armando, il ristorante “Il Vero Alfredo” (fino al 1995 “L’Originale Alfredo”) in Piazza Augusto Imperatore n.30 (cfr. http://www.alfredo-roma.it).
    Con l’avvio del nuovo ristorante Alfredo Di Lelio ottenne un forte successo di pubblico e di clienti negli anni della “dolce vita”. Successo, che, tuttora, richiama in tale ristorante un flusso continuo di turisti da ogni parte del mondo per assaggiare le famose “fettuccine all’Alfredo” al doppio burro servite ora –dopo la morte di Alfredo Di Lelio nel 1957 e di Armando Di Lelio nel 1982- dai nipoti Alfredo ed Ines Di Lelio con le altrettante famose “posate d’oro”: una forchetta ed un cucchiaio d’oro regalati nel 1927 a suo nonno dai due noti attori americani M. Pickford e D. Fairbanks (in segno di gratitudine per l’ospitalità).
    Questa tradizione delle “fettuccine all’Alfredo” servite con le posate d’oro continua, quindi, a celebrare nel tempo -da oltre cento anni- la grande figura di Alfredo Di Lelio, quale unico ed esclusivo creatore di tale piatto, nato nella piccola trattoria di Piazza Rosa ed ora noto in tutto il mondo.
    Desideriamo precisare che altri ristoranti “Alfredo” a Roma non appartengono alla nostra tradizione familiare.
    Vi informiamo che il Ristorante “Il Vero Alfredo” è presente nell’Albo dei “Negozi Storici di Eccellenza – sezione Attività Storiche di Eccellenza” del Comune di Roma Capitale.
    Cordiali saluti Alfredo e Ines Di lelio

  • Sonia

    (29 maggio 2013 - 13:50)

    Virginia, bellissimo questo articolo. Simpatica e con dovizia di particolari la descrizione dell’origine del piatto. Esauriente ,come al solito, la ricetta. Anche per l’illustrazione del del locale meriti un :brava davvero !!!!!

  • Rita

    (29 maggio 2013 - 14:15)

    Evviva, abbiamo trovato il modo per far salire il colesterolo alle stelle!
    E poi, vuoi mettere la soddisfazione che si prova a saziarsi con 2500 calorie in men che non si dica? :-)))
    Evvai Virginia, scommetto che di questi simpaticissimi esperimenti siamo solo all’inizio; ci prometti di aggiornarci sui prossimi?
    Ad ogni modo, anch’io sono per “Il vero Alfredo”, almeno a vista mi ispirano di più.

  • vincenzo

    (30 maggio 2013 - 10:16)

    un semplicissima fettuccina col parmigiano e burro, Servita come “ecco le FAMOSE”, vado ad assaggiare e ritrovo la pasta che faceva mia nonna quando avevo la diarrea!

  • Ilaria

    (30 maggio 2013 - 14:49)

    l’apoteosi della fettuccina!!! Insomma urge una capatina a Roma!

  • Antonella

    (1 giugno 2013 - 12:35)

    Burro e parmigiano e viene fuori questa delizia???
    Ma bisogna assolutamente che io le provi!!! Il parmigiano è in assoluto il mio formaggio preferito, non potrei fare senza ed è per questo che vivo nella zona di produzione di questo splendido prodotto, mi ci sono trasferita apposta…. Ma a chi non piace il parmigiano??? :-))
    Grazie Virginia.

  • Antonio Dazzetti

    (23 settembre 2013 - 22:04)

    Di ritorno di un viaggio in Tunisia prendemmo una stanza d’albergo al Testaccio. Passando al centro di Roma c’imbattemmo nell’Alfredo alla Scrofa. Pieno zeppo, ci accomodammo in un tavolino all’aperto e non dovemmo dir niente. Ci accolsero con la certezza che avremmo ordinato le tagliatelle. Entrai a sbirciare le foto e mi colpirono quelle dei Kennedy. Poi, a capofitto nella leccornia appena scoperta, amalgamata abilmente dal cameriere, che incrociava i forchettoni alternandoli come dei ferri da lana. Mangiammo con posate d’argento per tutti.

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