Roma Osteria Fernanda a Porta Portese, più bistrot che trattoria

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Osteria Fernanda, la matriciana del Duca
Osteria Fernanda, la  “matriciana del Duca”

OSTERIA FERNANDA
Via Crescenzo del Monte 18/24 (Porta Portese)
Tel. 347 445 9593
Aperto: a pranzo e a cena
Chiuso: sabato a pranzo e domenica
osteriafernanda@libero.it
www.osteriafernanda.com

di Virginia Di Falco

Osteria Fernanda a Porta Portese ha cambiato abito già dalla scorsa primavera. Molto più bistrot che osteria, a dir la verità. Più ampia la sala, grandi vetrate sulla strada che aggiungono luminosità ad un ambiente di bianche geometrie, molto moderno. E se qualche cliente un po’ conservatore (come chi scrive) all’inizio rimpiange l’atmosfera retrò delle travi a vista della vecchia sede avrà modo di ricredersi in pochi minuti. Quelli necessari a percepire l’atmosfera confortevole che i soci Andrea Marini e Davide Del Duca sono riusciti a traslocare anche qui.

Davide Del Duca e la sua brigata
Davide Del Duca e la sua brigata

Il servizio è una sintesi efficace dell’informalità abbinata ad una cortesia sincera e, soprattutto, all’efficienza di quando il personale è partecipe e attento. Ancor più dai tavoli sul soppalco di fronte alla cucina a vista, godrete del doppio spettacolo di uno chef che lavora con uno staff affiatato, in grande armonia con la sala.

Una carta dei vini non banale, curiosa e con ricarichi onesti, parla con la voce di Andrea Marini, sommelier e socio dello chef, con la giusta intonazione dei suggerimenti che invitano a bere.

Osteria Fernanda, scorcio della sala
Osteria Fernanda, scorcio della sala
Osteria Fernanda, pane e grissini
Osteria Fernanda, pane e grissini
Osteria Fernanda, la cucina a vista
Osteria Fernanda, la cucina a vista

Davide Del Duca prende alla lettera il significato di amuse bouche: su un piatto nero tanti colori, consistenze e cotture; il palato saltella dalla lattuga essiccata al “twix di fegatini”. Lo stesso divertimento – e la stessa generazione – di Marco Martini a Stazione di Posta, altra cucina giovane e in frizzante evoluzione della Capitale.

Osteria Fernanda, amuse bouche
Osteria Fernanda, amuse bouche

 

Osteria Fernanda, petto d'anatra, il benvenuto
Osteria Fernanda, petto d’anatra, il benvenuto

Il benvenuto dello chef è un assaggio dei suoi piatti più riusciti: petto d’anatra con cipollotti e salsa di nocciole. La prima conferma di una cottura perfetta della carne e, più in generale, di un equilibrio di consistenze molto più efficaci sul fronte terragno che su quello di mare. Lo chef, lo ricordiamo, viene dalla Ciociaria (ama ricordarlo lui per primo) e lo si capisce tutte le volte che ritorna alle combinazioni vegetali della sua terra.

Osteria Fernanda, pane e burro
Osteria Fernanda, pane e burro

Carne su carne, appunto, l’antipasto: un saltimbocca di carpaccio di manzo ripieno della sua tartare. Assoluto di crudo verrebbe da dire, non fosse per l’aroma di salvia e, soprattutto, l’accenno incisivo di foie gras (in polvere ghiacciata) e del gel di visciole. Un antipasto davvero appagante per i carnivori.

Osteria Fernanda, saltimbocca
Osteria Fernanda, saltimbocca

Robuste le seppie al nero, con pomodoro, pecorino, gocce di ostrica, e germogli. Uno dei migliori piatti visti quest’anno alla Festa a Vico di Gennarino Esposito.

Osteria Fernanda, seppia al nero
Osteria Fernanda, seppia al nero

Appagante e non scontato lo spaghettone Benedetto Cavalieri con crema di melanzana bruciata, pistacchi e crudo di scampi. Ancora l’alternarsi di consistenze e il retrogusto rassicurante e un po’ antico che ricorda la cenere.

Osteria Fernanda, spaghettone con melanzana bruciata
Osteria Fernanda, spaghettone con melanzana bruciata

Poco da dire che non sia stato già scritto sulla “matriciana del Duca”, una delle più riuscite di Roma, senza dubbio. Cremosa, ricca, guanciale tirato perfettamente, pecorino corposo senza essere coprente, innanzitutto alla vista.

Delicato il baccalà, servito con il gelato del suo fegato, germogli ed emulsione di crescione.

Osteria Fernanda, il baccalà con gelato del suo fegato
Osteria Fernanda, il baccalà con gelato del suo fegato

Ancora una cottura indovinata la variazione invernale del piccione: il gusto del barbeque che vivacizza persino un’umile carota e la spinta orientale, ma gradita, del curry verde.

Osteria Fernanda, il piccione bbq
Osteria Fernanda, il piccione bbq

Il capitolo dolci è una conferma dell’attenzione dello chef per una pasticceria senza colpi di teatro o virtuosismi. Basata piuttosto sull’esaltazione di uno o due ingredienti, lavorazioni molto semplici, e la ricerca allargata anche qui a erbette, tuberi e radici.
Piacevole e cremoso ma non stucchevole il pre dessert alla mela cotogna. Rinfrancante e goloso il semifreddo al cioccolato bianco e olio extravergine di oliva, con rucola.

Osteria Fernanda, pre dessert
Osteria Fernanda, pre dessert
Osteria Fernanda, dessert al cioccolato bianco e rucola
Osteria Fernanda, dessert al cioccolato bianco e rucola

Insomma, uno dei posti giovani qui a Roma (con una sola ‘g’ , mi raccomando: detto cioè come nota di merito all’idea di ristorazione vicina alla cosiddetta bistronomia) dove tornare volentieri. Soprattutto uno di questi posti dove la mano felice dello chef consente di dare una risposta concreta – e col sorriso – a chi è solito lamentarsi della ristorazione romana.
Fate un salto da Davide Del Duca e poi ne riparliamo.

Osteria Fernanda, piccola pasticceria
Osteria Fernanda, piccola pasticceria