Roma, ristorante Domenico dal 1968

Letture: 709

di Virginia Di Falco

Cucina tradizionale con un buon piatto di pesce e, soprattutto, nessuna voglia del caos da centro storico? Bene all’Appio Latino la risposta a questa domanda, da più di quarant’anni la offre la famiglia Compagnucci.
Domenico dal 1968 è un posticino di quelli rassicuranti, ambiente classico con pavimento (bello) e arredo d’antan, tanti specchi e legno scuro. Gestione familiare, dicevamo, menu recitato a voce, con i piatti romaneschi che vanno a memoria e le ricette di mare che cambiano a seconda del mercato.

Domenico dal 1968, la sala

Clienti affezionati al proprio tavolo, una quarantina di coperti nella sala interna, circa venti fuori, dove si apparecchia nella bella stagione. Pizza bianca al posto del pane, una carta dei vini solo regionale con ricarichi onesti e qualche etichetta di birra artigianale.
Si comincia con una ricca e fresca insalata di fagiolini e polpo e un fritto vegetale, croccante e abbondante che sta bene in compagnia di una birretta bella fredda, anzi “na Biretta” del birrificio artigianale Birradamare di Fiumicino.

Domenico dal 1968, il fritto vegetale
Domenico dal 1968, la "Biretta" artigianale di Fiumicino
Domenico dal 1968, insalata di fagiolino, polpo e pomodori

Sul fronte primi piatti, l’amatriciana ad un primo impatto sembra troppo pomodorosa, invece al palato è equilibrata, anche di guanciale e pecorino. Punto di cottura perfetto con gli spaghettoni Cavalier Cocco che fanno sempre bene il loro dovere. E infatti Giacomo Dente, che nella sua classifica delle migliori a Roma la colloca al sesto posto, parla di «affettuosa diligenza nel solco classico». Sfiziosi e saporiti i maltagliati con vongole e broccoli. Tra i secondi, la frittura di calamari e gamberi, il polpo con le patate e i pesci al forno sono tra i più gettonati.

Domenico dal 1968, l'amatriciana
Domenico dal 1968, i maltagliati con broccoletti e vongole

Si chiude con i dolci fatti in casa (tranne la cassata, che è siciliana), buoni quelli al cucchiaio, come il semifreddo al caffè o una ricca quanto calorica porzione di mousse al cioccolato.

Domenico dal 1968, la mousse al cioccolato
Domenico dal 1968, la coviglia al caffè

Mano sicura in cucina, non ci sono svolazzamenti nè, d’altro canto, qualcuno se li aspetta: qui si viene proprio per un comfort lunch, prendendosi il tempo che si vuole e mettendo al sicuro il palato da prove stressanti. La cordialità dei proprietari, il ritmo giusto nel servizio e un conto sui 40 euro per un pasto medio completano il quadro.

Domenico dal 1968, un altro angolo della sala

 

Via Satrico, 21-25 (quartiere Appio Latino)
Tel. 06.70494602
Aperto a pranzo e a cena.
Chiuso: domenica sera e lunedì (da Ottobre ad Aprile); domenica e lunedì a pranzo (da Maggio a Settembre)

3 commenti

  • Lello Tornatore

    (14 giugno 2012 - 12:29)

    Che bel rosso quell’amatriciana!!! A proposito come si dice lì a Roma, amatriciana o matriciana? Qui in Irpinia (dove sono le sue origini) è conosciuta come “vuccularo e pecorino”…;-))))))))))))))))))))))))))) …ma quella coviglia anni ’70 fa il paro con i macarons, vero Scootery? ;-))

  • Antonio Scuteri

    (14 giugno 2012 - 15:18)

    Luogo storico e ben frequentato. Tra i clienti più illustri io, Daniele Cernilli e Nicky Nicolai :-D

  • marella

    (15 giugno 2012 - 08:31)

    Brava Virginia…ci sono almeno tre specialità che intrigano e non poco !
    Il pavimento?Una greca bellissima, per me un sogno non realizzato.
    Complimentoni all’investagachef! !

I commenti sono chiusi.