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Roma, ristorante Il Sanlorenzo di Elena Lenzini e Enrico Pierri: la migliore cucina di pesce della Capitale

28 novembre 2012

Il Sanlorenzo, Elena Lenzini ed Enrico Pierri

di Virginia Di Falco

I ricci e le rose. Questa la mia prima fotografia del Sanlorenzo. Il mio sottotitolo.
Entri e trovi ad accoglierti, prima ancora di un umano, una cassetta piena di ricci sul bancone all’ingresso. Meravigliosi. E accanto un grosso vaso pieno di rose rosse, quelle con i petali di velluto. Che dunque non sono solo nelle foto. Esistono davvero. Fresche, sbocciate naturalmente e bellissime. Not from the fridge, per capirci. Proprio come tutto il pesce servito qui.

Il Sanlorenzo, i grissini

Con l’unica nota stonata della seduta al tavolo più sfigato del ristorante – quello vicino alle sliding doors – una cena memorabile.
La sala su più livelli, i tavoli in bianco, la mise en place elegante, le rose e l’arredo ricercato, un’organizzazione della sala perfetta, con una divisione del lavoro rispettosa dei diversi ruoli e, come deve essere, l’accoglienza e l’ospitalità affidata ai padroni di casa. Enrico Pierri ed Elena Lenzini, coppia giovane ma “storica” della ristorazione capitolina, nata nel quartiere che oggi dà il nome al loro ristorante in pieno centro storico, sono proprio bravi.

Qui è il regno del crudo. Ma se riuscite a domare l’istinto che vi porterebbe ad aprire qualche riccio o scampo con le mani, senza perdere tempo, appena seduti, allora rilassatevi e provate la cucina. Ne vale davvero la pena.

Il Sanlorenzo, acciughe di Ponza e pan brioche

D’altro canto il doppio benvenuto vi predispone al meglio. Un mini-arancino di riso con alicette fritte da intingere in salsine fatte in casa e delle meravigliose acciughe salate servite in olio extravergine di oliva con dei piccoli pan brioche. Insomma, il vostro palato non dovrà faticare molto per recuperare memoria olfattiva, ma si preparerà ai sapori sapidi e netti di una cucina marinara senza eccessi nè svolazzi ma dalla materia prima superlativa.

Il Sanlorenzo, i calamari con i friarielli ei gamberi

Il Sanlorenzo, , calamaretti spillo e tempura di zucchine con menta

 

Il Sanlorenzo, il cestino del pane

Classico e ben eseguito il fritto di calamaretti spillo con la tempura di zucchine, con le foglioline di menta a rinfrescare. Pur essendo un antipasto, qui le quantità però sono da secondo piatto. Più goloso e grintoso l’altro antipasto con piccoli calamari imbottiti di friarielli napoletani, cotti alla perfezione e piccantini il giusto, serviti con battuto di gamberi rossi, su una crema di peperoni cotti sotto la cenere, con l’effetto fumè che regala più carattere al piatto.
I primi sono tutti molto semplici, le paste all’uovo sono fatte in proprio e l’idea è quella di utilizzarle come canale di trasmissione della materia prima di mare, come nel caso dei tagliolini con i gamberi rossi crudi e cotti o i tortelli ripieni di granceola. Gustosi gli spaghetti di farro con le acciughe di Ponza e la mollica in un riuscito equilibrio con la dolcezza di peperoni.

Il Sanlorenzo, gli spaghetti di farro con acciughe, mollica e peperoni

Ma il piatto della serata è una sontuosa catalana di gamberi rossi di Ponza e scampi. Crostacei stre-pi-to-si. Pomodori freschi e profumatissimi, patate, basilico. E il mare nel piatto. Resetterete le vostre papille e perdonerete a pochi gamberi rossi e scampi di non essere come questi.

Il Sanlorenzo, la catalana di gamberi rossi e scampi

Chiusura in più versioni: quella del dolce non dolce, come l’insalata di agrumi scelto dalla mia ipocrita accompagnatrice che da napoletana ha voluto spiegare ad un napoletano perchè il babà a fine pasto è «pesante» rischiando seriamente la buona riuscita della serata. O il dolce dei bambini, come l’interpretazione di pane e “nutella” e cioè pane di Lariano double face: affettato e in crema con dell’ottima gianduia.

Il Sanlorenzo, insalata di agrumi e cioccolato

Il Sanlorenzo, il mio pane e "nutella"

 

Il Sanlorenzo, la piccola pasticceria

Il pesce e i crostacei arrivano solo da isole pontine e Terracina. Il cestino del pane, ancorchè costosetto (8 euro) è pieno di cose buone, la lista dei vini offre il meglio dell’enologia italiana e francese, con tante meravigliose bollicine. Difficile uscirvene con meno di 100 euro a persona. Ma mai, davvero mai come in questo caso, dove c’è gusto….

Via dei Chiavari 4/5 –
Telefono +39 06 68 65 097
Aperto:
– sabato, domenica e lunedì
dalle 19.30 alle 23.45
- martedì, mercoledì, giovedì e venerdì:
dalle 12.45 alle 14.45
dalle 19.30 alle 23.45

www.ilsanlorenzo.it

21 Commenti a “Roma, ristorante Il Sanlorenzo di Elena Lenzini e Enrico Pierri: la migliore cucina di pesce della Capitale”

  1. Lello Tornatore scrive:

    Scusa Virginia, ma a Roma i friarielli…non si chiamano friggitelli??? ;-))

    • Bruno scrive:

      A Roma i frigitelli sono i peperoni piccoli e verdi.
      I frigitelli a Roma sono i broccoletti anche se sono fondamentalmente diversi nel sapore, comunque adesso nella mia zona (Montesacro) al mercato si trovano facilmente i friarielli “the original” :))

    • giancarlo scrive:

      i friarielli essendo una varietà autoctona campana sono sempre e solo friarielli anche se vai a mangiare in cina

  2. Bianca Celano scrive:

    Brava Virginia, questo era uno dei consigli che ti chiedevo!!!! Da provare!!! :)

  3. Bruno scrive:

    ……volevo dire che a Roma i Friarielli sono i broccoletti anche se diversi nel sapore ecc. ecc……………….mi sono confuso sarà la febbre da cavallo!!!!

  4. Francesco Mondelli scrive:

    A Roma il pesce buono costa molto già alla fonte immaginarsi al ristorante :e poi qui è propio eccellente.Complimenti a Virginia sempre precisa e puntuale.

  5. Fabrizio scrive:

    I friggitelli a Roma sono piccoli peperoni, mentre i friarielli vengono chiamati broccoletti.
    Questo per i pochi che non lo sanno, non qui, in ogni caso.

  6. leo scrive:

    Ho sentito solo complimenti per questo locale ! e, pur non essendoci mai stato (Enrico mi perdonerà), ho assaggiato qualcosa del loro pesce: miiiiiiii, che buono ! da fare bis e ter :-)

  7. Giancarlo Maffi scrive:

    Condivido ogni virgola, Virginia. Locale , cibo e persone sontuose e salivazione a mille:-)

  8. andrea "Pepe Carvalho" pignataro scrive:

    ma… i ricci?

  9. Rita scrive:

    E questo è davvero il pezzo che ti fa venire l’acquolina in bocca….. pure alle 14.28, cioè dopo un pranzo decisamente corposo!
    Mannaggia a te Virginia, perchè scelgo sempre di leggere i tuoi articoli???
    :-)

  10. alina scrive:

    Ci ho pranzato oggi, meraviglioso!!!!! catalana di gamberi e tagliolini al tartufo bianco……Complimenti.

  11. monica scrive:

    E’ vero Virginia, al Sanlorenzo si sente il proumo del mare!
    La scelta di mettere in tavola le specie ittiche di stagione garantisce la qualità dei prodotti, e fa azzardare il crudo!
    Una scelta attenta che evidenzia l’origine partenopea, che traspare anche dalle quantità dei piatti – abbondanti – e dall’indomabile istinto del fine pasto con babà e sfogliatella ;)
    Del resto buona cucina di pesce a Roma non poteva che essere made in Naples!

  12. Gianbattista Vittorioso scrive:

    Buongiorno.
    sono stato alcune volte al San Lorenzo, è vero, si mangia molto bene. ma il servizio è veramente inadeguato al livello della cucina. quasi grottesco nelle sue imprecisioni. un peccato ma è così.

  13. Denny scrive:

    Ma invece a Napoli i peperoni verdi piccoli e dolci come si chiamano?