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Roma, Sora Lella dal 1959 all’Isola Tiberina

16 novembre 2014
Sora Lella, il carciofo alla giudìa

Sora Lella, il carciofo alla giudìa

di Virginia Di Falco

Sora Lella continua sempre ad essere una garanzia. Concreta e solida. Così si può definire la cucina di questo ristorante sull’Isola Tiberina dal 1959.
Volto e voce indimenticabile del cinema italiano, sorella di Aldo Fabrizi, cuoca per necessità e attrice per divertimento, apre il suo primo locale a metà degli anni Quaranta per trasferirsi poi in quello che è diventato negli anni un posto imprescindibile per chi vuole provare la cucina romanesca più tosta e più vera.

Amatriciana, gricia, vaccinara, l’arzilla, le puntarelle, i supplì, le animelle, i carciofi; e ancora frittate, polpette, fettuccine, gnocchi. Nulla sfugge al perfetto menu della tradizione, con in più la proposta di prodotti del territorio, come la bufala di Amaseno (Agro Pontino) o il prosciutto dei Castelli, o il cestino di pane firmato da Gabriele Bonci.

Sora Lella, uno scorcio della sala

Sora Lella, uno scorcio della sala

Tutta la sua famiglia, in particolare il figlio Aldo, che ha di fatto tenuto le redini del ristorante sin dall’inizio e il nipote Mauro sono stati molto bravi a coltivare il ricordo e l’immagine di una donna forte, popolare e, appunto, sempre concreta. Attratta ma mai abbindolata da un mondo del quale conosceva – grazie soprattutto al mestiere del fratello – le opportunità e le debolezze.
Oggi le sue foto e le sue battute più celebri sono riprodotte sulle pareti del ristorante, in un ambiente classico ma non pretenzioso, con un servizio un po’ d’antan ma sempre professionale e navigato, come ci si aspetta tra tavoli equamente divisi, per quasi sessant’anni, tra clienti affezionati, turisti e celebrità.

Sora Lella, gnocchi all’amatriciana

Se dunque cercate la vera cucina romanesca classica, questo è il posto giusto. Buoni, si può tranquillamente dire da bis, gli gnocchi all’amatriciana, ben conditi e saporitissimi; corroborante la minestra di ceci, fatta con i quadrucci e servita nel coccio; a regola d’arte la gricia, qui proposta con i rigatoni.

Sora Lella, minestra di ceci

Sora Lella, minestra di ceci

Sora Lella, la gricia

Sora Lella, la gricia

Non deludono anche i secondi piatti, con una signora coda alla vaccinara, cotta a puntino, giusta di sedano e pomodoro e con anche i pinoli e l’uvetta.Un po’ pasticciato alla vista il tortino di aliciotti e indivia, che però si riscatta grazie alla cottura indovinata. (In effetti questo piatto della tradizione ebraico romanesca è sempre difficile da presentare e la piacevolezza della vista spesso è inversamente proporzionale a quella della gola).

Sora Lella, aliciotti e indivia

Sora Lella, aliciotti e indivia

Sora Lella, la coda alla vaccinara

Abbiamo anche (solo) assaggiato uno dei piatti storici del locale (si fa dal 1961): i tonnarelli alla Cuccagna,  pasta fresca fatta in proprio con salsiccia, pancetta, pecorino e noci. Buona anche questa, poi però il vostro stomaco vi chiederà una tregua, almeno temporale.

Morbide e gustose le polpette di bollito fritte, rinfrescate da un’insalatina di scarola e acciughe. Da non perdere i carciofi, sia alla giudia che alla romana.

Sora Lella, tonnarelli alla Cuccagna

Sora Lella, le polpette di bolito

Sora Lella, il carciofo alla romana

Sora Lella, il carciofo alla romana

Si chiude con i dolci o i gelati fatti in proprio. E qui il consiglio punta dritto ad una delle più buone crostate di ricotta (Romana Dop) e marmellata di visciole mai provate a Roma.
Carta dei vini che guarda ai diversi tipi di pubblico e di tasca, senza farsi molti problemi sulla profondità delle etichette. E si trova qualcosa anche al bicchiere.
Diversi menu degustazione, dai 45 euro in su, intorno ai 50, invece, alla carta.

Sora Lella, la crostata di ricotta romana e marmellata di visciole

Sora Lella
Via Ponte Quattro Capi, 16 (Isola Tiberina)
Tel. 06.6861601 – 333.1623691
Aperto tutti i giorni,  a pranzo e a cena
www.soralella.com