Ancora una volta all’Esquilino. Che-ci-posso-fare. E’ un periodo che mi sento bene qui. Mi piace questo caso empirico di multiculturalismo applicato. Un quartiere dove sembra tutto un po’ più vero. Anche le (poche) famiglie italiane che ci vivono e ci lavorano alla grande. Piazza Vittorio forse non è bellissima, lo so. Ma i resti dei Trofei di Mario sono straordinari, alti, orgogliosi del loro passato tra le palme ancora più alte. Praticamente uno scorcio di Leptis Magna tra le case di Roma.
Ho scelto di andare a pranzo in una delle trattorie più conosciute e più recensite dentro e fuori la rete. E più fotografate: provate a contare i ritratti alle pareti! Ho detto contare. Non riconoscere: quello è un po’ più difficile, alle soglie della Terza Repubblica.
Premiata qualche anno fa dalla ditta Massobrio & C. con la forchetta d’oro come migliore trattoria d’Italia e dal Gambero Rosso tra le carbonare top ten della capitale. Eppure si entra in un piccolo locale, semplice semplice anche se ben curato, vestito proprio da trattoria. In sala un servizio esperto, che sa il fatto suo.
In cucina Danilo Valente e la insostituibile (per lui – ovviamente – ma anche per noi) mamma Lina. Capitiamo infatti in uno dei pochi giorni di assenza di Danilo. Ma non ci arrendiamo (e facciamo bene). Se carbonara deve essere che carbonara sia. E infatti arriva un piatto di spaghetti ottimo. Gialli gialli di uovo, saporiti il giusto, cottura perfetta, dosaggio da manuale di pecorino e pepe. Quest’ultimo lo vedete sul bordo del piatto quasi a suggerire gli ingredienti ma lo sentirete appena al palato (ma-che-davero c’avesse ragione Arcangelo Dandini che ormai si è lanciato nella campagna no-pepper-zone sulla carbonara??). Il guanciale croccante poggiato sugli spaghetti è ovviamente pura golosità. Un piatto appagante.
Come apertura si può scegliere tra una tartare di controfiletto preparata al momento, al tavolo. Oppure la mozzarella di bufala, servita a “sandwich” con dentro i carciofi. Noi abbiamo preso quello misto “faccio io”, con la mortadella tartufata, un assaggio di stracotto, le polpettine al sugo, i fritti, la pancetta con miele e peperoncino, le melanzane stufate con i pomodorini, le frittatine di verdure con le bruschette alla ricotta di bufala e miele.
Tra i primi degli spaghetti con carciofi e bottarga molto buoni e i tagliolini cacio e pepe, mantecati al tavolo nella forma di pecorino; e, ancora, gli strozzapreti al lardo e pecorino.
Tra i secondi filetto al pecorino di fossa, coda alla vaccinara, tagliata di manzo con lardo e rosmarino oppure baccalà e alici fritte. Nel complesso una buona materia prima, nei piatti mano rassicurante e sicura, esperienza e sapori entrambi ben dosati.
La signora Lina, dunque, non si ferma certo di fronte alla maturità acquisita dal figlio sul campo e, così, non perde mai di vista i fornelli anche se si affaccia spesso in sala, insieme alla moglie di Danilo. E anche in strada, per vedere cosa succede nel quartiere.
La lista dei vini conta circa trecento etichette — quasi un terzo dedicate al Lazio e con ricarichi onesti. E c’è anche una buona scelta di birre. In chiusura i dessert (sempre della mamma!) tra i quali spicca per golosità – e calorie – il Gasperino: una coppa di ricotta di bufala, crema pasticcera, scaglie di cioccolato, passito di Pantelleria, pinoli e sfoglia. Uscirete soddisfatti con un conto intorno ai 40 euro.
Trattoria Da Danilo
via Petrarca 13 (Esquilino)
Tel. 06-77200111
Aperto a pranzo e a cena
Chiuso domenica e lunedi a pranzo.
http://www.trattoriadadanilo.it/
























Un posto che mi manca ancora, ma che secondo molte persone attendibili fa una carbonara tra le massime in Roma.
Ci sarebbe da provare un pò di cose in questo posto, mi sembra, no???
I tagiolini cacio e pepe e quella coppona di Gasperino, stasera mi allettano proprio!