Rosato 2004 Taburno doc

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FONTANAVECCHIA

Uva: aglianico
Fascia di prezzo: da 5 a 10 euro
Fermentazione e maturazione: acciaio

Ma come si fa a fare un rosato così buono? Primo è necessario il terreno, secondo l’aglianico, terzo bisogna crederci come Libero Rillo il cui destino gli riserva continui successi e riconoscimenti dai vini che meno si aspetta. Capitò al Rosato 2000 quando incredibilmente fu premiato con un Oscar regalando al nostro bravo produttore la necessaria notorietà, così il Facetus. Quel che a noi fa piacere è la costanza negli anni di questa bottiglia, confermata dall’ultima versione, la 2004 bevuta a crepapelle su polpettine di ciacianielli fritte, che dopo tanto tempo in bottiglia ha ormai trovato il giusto equilibrio dal quale secondo noi si potrà sottrarre solo tra qualche anno. Ancora verità, come la capacità del rosato di una comune condivisione a tavola tra esperti, appassionati e astemi, la decisa superiorità dell’aglianico in questa tipologia rispetto ad altri vitigni grazie alla struttura e alla freschezza incredibile del bicchiere, la poliedricità di un pasto intero, sino alla tagliata di tonno e gli straccetti di vitello ai funghi giusto per citare due abbinamenti. Non esitiamo a dire che questo rosato è uno dei Propilei della viticoltura campana, un apripista a cui finalmente molti produttori sanniti iniziano a guardare con interesse, pensiamo a Nifo con Marosa tanto per fare un nome. Il rosato è il vino dell’eleganza e della gioia di vivere, quella di Libero.

Sede a Torecuso,  Via Fontanavecchia. Tel. e Fax 0824 876275. E mail- orarillo@tin.it. Enologo: Angelo Pizzi. Ettari: 7 di proprietà. Bottiglie prodotte: 100.000. Vitigni: aglianico, cabernet sauvignon, merlot, falanghina, coda di volpe