Sabbie di Sopra il Bosco 2010 Terre del Volturno igt Nanni Copè |Voto 93/100

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Giovanni Ascione

Uva: pallagrello nero, aglianico, casavecchia
Fascia di prezzo: da 10 a 15 euro
Fermentazione e maturazione: acciaio e legno

Vista 5/5. Naso 28/30. Palato 28/30. Non Omologazione 33/35

In fondo cosa deve avere un vino per farmelo considerare grande?
La cultura.
Non quella erudita, ovviamente, e neanche la cifra della buona comunicazione, né l’espressione della volontà di seduzione, men che meno le balle modaiole del momento, si chiamino barrique, concentrazione, chilometro zero o naturale. No, un vino deve esprimere la cultura rurale compiuta che trova in se stessa, cioé nel suo produttore insediato in uno specifico territorio, le ragioni  della sua esistenza.

Nanni Copè (Foto Monica Piscitelli)

Per ottenere questo risultato bisogna aver studiato, i libri e la terra, le tecniche enologiche e la gestualità contadina, bisogna amare il posto dove si è nati o dove la vita affettiva ti ha trascinato e però aver anche viaggiato tanto, tanto tanto.
Fare un vino è un atto di presunzione enorme, la massima dimensione possibile che può assumere il nostro ego, seconda solo a quando si centra la seduzione sessuale e politica, una apoteosi liquida dell’individualismo che può essere accettata e rimbalzata con entusiasmo solo se espressione del sapere collettivo.

Sabbie di Sopra il Bosco 2010 (Foto di Monica Piscitelli)

Pochi vini sono grandi perché non è facile trovare punti di sintesi, ma soprattutto non è facile mutuarsi da tendenza a espressione classica condivisa da tutti. Servono passaggi generazionali, vendemmie finite a puttane.

Nanni Copé esprime la sintesi perfetta della Campania, starei per dire Campania e Vulture. C’è l’ostinazione irpina alle proprie uve, la lezione comunicativa di Enzo Ercolino, la capacità relazionale di Silvia Imparato, la spinta territoriale di Manuela Piancastelli e Peppe Mancini. Poi i viaggi di Pico della Mirandola in Francia e le sue bevute inenarrabili, c’è poi la laicità generazionale, meno ancorata alle ideologie e più dotata di senso pratico, c’è la responsabilità di aver messo su famiglia, c’è la proprietà comprata dai genitori, le esperienze di Bibenda, il divertimento.
L’assoluta padronanza del legno che lo ha trasformato in un pasticcerie di millefoglie, ora questo ora quello, in questa dose e non altra.

Sabbie di Sopra il Bosco 2008-2009-2010

Sabbie 2008 lo trovai chiuso dopo un anno, adesso è quello che mi fa impazzire di più.
Sabbie 2009 aveva velocità e velocità, non tanta da non essere risorpassato dal primogenito in questo momento.
Sabbie 2010 muove i primi passi, freschezza balsamica e cedrata con rimandi di cenere e terrosi, corpo e agilità, chiusura strepitosa.
Nella cantina nuova a Vitulazio, sotto il letto
Imperdibile.

Una delle botti di Nanni Copé (Foto Monica Piscitelli)

 

Sede a Vitulazio, tel.  0827.74085. www.nannicope.it. Bottiglie: 8.500. Vitigni: aglianico, palagrello nero e casavecchia

4 commenti

  • Lello Tornatore

    (27 maggio 2012 - 15:55)

    Certo che la laurea in filosofia serve. Eccome se serve!!! ;-)))))))))))

  • enrico malgi

    (27 maggio 2012 - 19:13)

    Una bottiglia del 2008 me l’hai regalata prorpio tu Luciano, ti ricordi?. Non l’ho ancora aperta, perchè aspetto il momento propizio. E tra tante bottiglie di pregio, la conservo ancora come una reliquia.
    Lello, se non schiatti d’invidia prima, quando vieni nel Cilento l’aprirò con te…

    • Lello Tornatore

      (27 maggio 2012 - 19:52)

      …e perchè dovrei schiattare d’invidia, di grazia? Quanto a venire nel Cilento, sto aspettando il momento migliore…la raccolta delle percoche, tu capisc’ a mmè!!! ;-))

  • Monica Piscitelli

    (28 maggio 2012 - 15:32)

    A dispetto della crisi i vini di Giovanni vanno a ruba. Li lavora con maniacale attenzione mettendoci dentro tutto il cuore e il palato del fine degustatore che è. E’ sempre un piacere andarlo a trovare. 2008 come da premessa, 2009 più scostumata ma frutta di grande lavoro sulle uve e 2010 davvero una bestiaccia elegantissima e di gran stoffa che aspetteremo. Devo dire che il 2008 sulla pancia di bufalo con cioccolato e yogurt di Renato Martino, il Vairo del Volturno, ha davvero dato un tocco speciale. LUca Giordano era Luca fa presto, Giovanni Ascione al momento è Giovanni non ne sbaglia una. : ) In bocca al lupo per la nuova cantina. E se volete fate un giro in giardino. I pompelmi degli Ascione sono una delizia … in attesa di un grande bianco firmato Nanni Copè.

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