Sabbie di Sopra il Bosco 2011 Terre del Volturno igt: Giovanni è proprio una testa di legno

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Nanni Copé ha sentori di idrocarburi :-) (Foto di Teresa Mincione)

Facendo due chiacchiere con Fabio Rizzari, uno dei due curatori della guida Vini dell’Espresso, sono stato conquistato da una delle sue magnifiche figure astratte con cui descrive la realtà. Insomma, il succo è questo: fare visita a un produttore e chiedere innesto, terreno, lieviti, metodo di vinidicazione, uso dei legni, clima, vitigno, eccetera eccetera, serve a poco.


Il critico dovrebbe aprire la bocca del produttore infilarci la testa come i domatori fanno con i leoni e capire quanti vini ha bevuto nel corso della sua vita. È questa, diceva Fabio, la pre-condizione per indovinare la qualità delle sue bottiglie.

Nella bocca del leone

Pensavo a questo durante la maratona fatta a via Tufo, dietro una parete di pompelmi, nella quale con Giovanni Ascione abbiamo provato due raccolte divise in undici botti. Giovanni fa un vino semplicemente perfetto, naturale…naturale conseguenza della sua encicolpedica cultura di assaggi italiani e francesi e delle ricerche sui legni per un articolo scritto su Bibenda di cui è assiduo collaboratore. Aveva dunque molto chiaro, prima di iniziare, a cosa serve ciascun legno e quale l’effetto sull’uva, salvo poi declinarla sul territorio sabbioso dell’ansa del Volturno con le uve autoctone.
Il suo rosso mi ha sempre convinto, anno dopo anno l’esperienza pesa sempre più favorevolmente sul risultato finale e, fermo restando uno straordinario 2010 di una mini verticale improvvisata a tavola (2011-2010-1009 e 2008) l’ultimo millesimo, quello che sarà presentato al Vinitaly a breve, rappresenta un altro passo in avanti.

Freschezza e corpo, frutta bilanciata, tanta energia e pignoleria. Sabbie di Sopra il Bosco, come abbiamo detto subito, è destinato a diventare uno dei grandi classici della Campania al pari di Terra di Lavoro, Montevetrano o dei Taurasi di Mastroberardino. Lo abbiamo provato sulla cucina rurale di Luna Rossa e Bellona e ci siamo deliziati. Un vino naturalmente culturale.

Vitulazio, Via Tufo, 3
Tel. 0330.879815
www.nannicope.it
Ettari: 2,5 di proprietà
Bottiglie: 6.500
Prezzo: sui 25 euro circa in enoteca
Vitigni: pallagrello nero, aglianico e casavecchia

2 commenti

  • Mondelli Francesco

    (26 marzo 2013 - 10:59)

    Tutto vero con una piccola correzione :Giovanni ha quasi una venerazione per Tecce,se dobbiamo dare valore ai suoi molteplici assaggi anche internazionali ne conviene che il taurasi di riferimento debba essere quello di Luigi .

  • Giovanni Pagano

    (26 marzo 2013 - 18:37)

    Un gran bel vino…..anche a San Francisco!!

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