Salerno, Pastificio Amato

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Prodotti: 121 diverse tipologie di pasta di semola di grano, 24 formati speciali e 6 “specialissimi”, 10 tipi di pasta all’uovo e ancora farine per le più disparate esigenze, semola, sughi pronti e passate di pomodoro.

La leggenda vuole che i primi pastifici della Campania, quelli che avrebbero gettato le basi della grande tradizione napoletana che raggiunse fama mondiale già a cavallo del ‘600 e ‘700, siano sorti proprio in provincia di Salerno, ed in particolare lungo la costa amalfitana. Dopo l’occupazione normanna, nel XII secolo i maestri pastai avrebbero abbandonato le sempre meno sicure zone costiere per rifugiarsi sui Monti Lattari e nei pressi di Gragnano, per poi spingersi col tempo verso Torre Annunziata, meglio collocata per il commercio via mare. Quanto ci sia di vero in questi racconti è difficile a dirsi: un dato certo è che le radici di questo alimento fondante della dieta mediterranea, sono antichissime. Amato è una delle brand storiche della città di Salerno.

Una delle poche realtà produttive che ha saputo difendersi dalle acquisizioni italiane ed estere dei grandi colossi del settore alimentare, consolidando la propria posizione di mercato ed anzi schiudendo negli anni nuove opportunità transoceaniche di collocazione del prodotto puntando l’offerta sulla qualità dei prodotti e dei cicli produttivi. I primi impianti per la produzione di pasta vengono acquistati nel lontano 1868, quando la famiglia Amato rileva la “Società Rinaldo”.

I primi prodotti nascono sotto il marchio della “Rinaldo&Amato”, poi assorbita dalla Antonio Amato & C. Molini e Pastifici S.p.a., costituita a Salerno nel 1958. In quarant’anni la crescita di questa realtà produttiva, un tempo allocata a Mercatello ed oggi in una modernissima struttura da 75.000 metri quadrati nella zona industriale di Salerno, è stata costante: ne hanno risentito positivamente i prodotti, oggi in linea con i palati più esigenti grazie ad una offerta ricca e completa, ma anche le tecniche produttive, basate su attrezzature all’avanguardia che garantiscono standard qualitativi moderni ed il monitoraggio costante durante tutte le fasi del processo produttivo. L’approvvigionamento delle materie prime è improntato alla qualità ma anche alla resa proteica, e questo impone aggiornamenti continui dei fornitori, in funzione della qualità del raccolto: il grano duro proviene prevalentemente dal foggiano, dall’Australia, dal Canada, dagli Stati Uniti e dalla Spagna. Tutte le materie prime sono rigorosamente OGM free.

La carta vincente del pastificio Antonio Amato, forse il marchio salernitano più conosciuto in Italia, sta da un lato nel giusto equilibrio tra tradizione e modernità, dall’altro nel controllo totale acquisito in tutte le fasi del processo produttivo. La semola più dura, quella destinata a produrre la pasta, viene ottenuta selezionando e miscelando i migliori grani, e non sosta in silos e cisterne come avviene solitamente, ma transita quasi in tempo reale dal molino al pastificio, garantendo al prodotto finale una fragranza ed un sapore inconfondibili. Sul gusto e sulle proprietà organolettiche incidono anche l’essiccazione lenta e a bassa temperatura ed il controllo da impianti computerizzati che vigilano dalla selezione della semola fino al confezionamento. Analogo rigore riguarda la scelta del grano tenero, da cui vengono ricavate le farine, e gli ingredienti di base per passate di pomodori e sughi pronti.

 Il Sistema di Qualità di Antonio Amato è certificato UNI EN ISO 9001:2000 dal 2002 per la ricerca, lo sviluppo e la produzione di paste alimentari secche, di farine di grano tenero, di semole e di farine di grano duro. Una ulteriore certificazione UNI EN ISO 14001:1996 è stata ottenuta, nello stesso anno, per il Sistema di Gestione Ambientale (Sistema Integrato Qualità e Ambiente). Amato produce mediamente 480 tonnellate al giorno di farina e 310 di pasta. Le strategie di marketing puntano a consolidare la leadership acquisita nel centro-sud e di presidiare sempre più la presenza nella grande distribuzione del nord Italia.

Remo Ferrara