Salumificio Gioi

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Salumificio Gioi, i prodotti
Salumificio Gioi, i prodotti

di Marco Contursi

Come suggerito da un lettore in calce a un mio articolo sui salumi, ecco un viaggio tra i produttori artigianali di qualità, e non potevo non iniziare dal “mio” Cilento, con un salumificio artigianale che produce uno dei salumi più caratteristici di questa terra:la Soppressata di Gioi, salume raro, dall’inconfondibile cuore lardellato.

Salumificio Gioi, Raffaello Palladino e Marco Infante
Salumificio Gioi, Raffaello Palladino e Marco Infante

Siamo a Gioi, paese dell’entroterra cilentano, famoso per i fusilli al sugo. L’azienda Gioi srl nasce nel 2007 ad opera di Raffaello Palladino e Marco Infante con lo scopo di consolidare una produzione dei salumi locali attiva da oltre 30 anni, grazie a uno stabilimento moderno ma che permette di mantenere il ciclo produttivo artigianale del prodotto. Suini locali, niente conservanti e tanta esperienza norcina per i prodotti di questo salumificio che spaziano dalla soppressata al capocollo, dalle pancette alle salsicce. Importante registrare che qui le stagionature sono condotte in modo naturale rispettando i tempi fisiologici del prodotto che sono di almeno 12 mesi per i capocolli e 6/8 per le pancette.

Salumificio Gioi l'allevamento
Salumificio Gioi l’allevamento

 

Salumificio Gioi l'allevamento
Salumificio Gioi l’allevamento

Prodotto di punta sicuramente la soppressata. Si ricava soltanto dalle parti pregiate del suino: filetto, coscia, lombo e spalla, accuratamente mondate di tutte le cartilagini e dei nervetti. La carne è sminuzzata finemente, condita con sale, pepe e, in certi casi, peperoncino e finocchietto. L’impasto, amalgamato con cura, deve riposare per una decina di ore. Quindi si insacca nel budello naturale, inserendo al centro un filetto di lardo lungo quanto il budello stesso. Inizia poi la fase della stagionatura, che può essere preceduta da una leggera affumicatura. La presenza del lardello, oltre che dare un tocco decorativo, contribuisce a mantenere umido l’impasto nella fase di stagionatura che tende a seccare un poco i salumi. La maturazione ottimale è di 40, 45 giorni (in ambiente naturale): dopo questa fase chi voleva conservare a lungo i salami era solito immergerli in un bagno d’olio di oliva o di strutto. La soppressata di Gioi ha la forma di una pagnottella divisa in due e il colore (della buccia e dell’impasto) rosso bruno, reso ancora più intenso dal contrasto col bianco marmoreo del lardo intero.

Salumificio Gioi, la produzione
Salumificio Gioi, la produzione

 

Salumificio Gioi la stagionatura
Salumificio Gioi la stagionatura

I profumi sono molto intensi e aromatici: le note minerali e affumicate non devono prevalere sui sentori speziati e muschiati. In bocca il gusto è lungo, ricco, con una sfumatura finale di castagna. Da accompagnare a un calice di robusto aglianico cilentano e una fetta di pane misto cotto a legna.

 

Salumificio Gioi srl

via Chiaie Gioi (Sa)

Tel 0974.991135

Cell 3387354724

5 commenti

  • Marco Contursi

    (5 ottobre 2015 - 09:43)

    Cari Amici sono gradite segnalazioni su salumifici artigianali campani da visitare e segnalare ,requisiti: materie prime perlopiu locali e lavorazione artigianale,ridotto all osso uso di additivi.grazie

  • Gianfranca Geppert

    (5 ottobre 2015 - 11:16)

    Il piccolo di Gioi è il mio preferito . I suoi salumi hanno allietato anche le tavole norvegesi e svedesi… doni preziosissimi da mettere in valigia ed elargire ad amici ……

  • peppe

    (5 ottobre 2015 - 20:32)

    Conosco il salumificio…e ho.provato i prodotti…ma oltre alla soppressata…e’ eccellente il capicollo!!!

  • Francesco Sansone

    (5 ottobre 2015 - 23:44)

    La soppressata di Gioi è uno dei ricordi delle mie estati cilentane. Vederla in tavola mi aiutava a realizzare che sì, era vero, ero finalmente in vacanza. Davanti a un prodotto speciale in un luogo speciale. Fa piacere vederla ora anche in alcune salumerie napoletane. Spero solo che il crescente successo non li corrompa e che facciano sempre i loro salumi meravigliosi con le stessa cura e lo stesso orgoglio che traspariva dagli occhi di una delle signore che li lavora a mano, mentre me ne parlava alla sagra di Stio qualche anno fa.

  • Gerardo Di Giacomo

    (7 ottobre 2015 - 20:21)

    Anch’io ho mangiato i salumi di Gioi e spero proprio che continuano sulla strada della qualità e non della quantità!!!

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