San Valentino Rosso Igp Puglia 2009 | Voto 88/100

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San Valentino Rosso Puglia Igp 2009 Villa Schinosa

Villa Schinosa

Uve: Aglianico, Uva di Troia e Cabernet Sauvignon

Fascia di prezzo: 10,00 – 12,00 euro in enoteca

Fermentazione e maturazione: Legno

Vista 5/5 – Naso 27/30 – Palato 27/30 – Non omologazione 29/35

 

Quello che mi sorprende ancora della viticoltura pugliese, nonostante la mia ormai lunga e consolidata esperienza specifica, è la sua capacità di evolversi nel tempo in modo esponenziale e qualitativo, insieme con l’impronta sempre più internazionalizzata che connota la sua produzione vitivinicola negli ultimi tempi. L’incipit è stato lanciato da alcuni anni e il messaggio è stato recepito e messo in opera da decine di aziende territoriali. E così, accanto all’allevamento di varietà autoctone di gran pregio come il Primitivo, il Negroamaro, il Nero di Troia, Il Bombino bianco e nero, ecc., sempre più specie alloctone trovano la loro giusta collocazione nei vigneti pugliesi che contribuiscono alla realizzazione di vini eccellenti, in assolo e, soprattutto, in forma blendata.

Ecco qui un esempio tangibile: San Valentino Rosso Puglia Igp 2009 dell’Azienda Villa Schinosa. La scheda tecnica recita così: 40% di Aglianico, 40% di Uva di Troia e saldo di Cabernet Sauvignon. Prima di passare ad analizzare tecnicamente e specificatamente questo vino, è d’uopo spendere alcune parole su questa azienda che può vantare una vasta produzione vitivinicola, sfruttando al meglio le risorse territoriali e/o, a suffragio di quanto affermato prima, l’utilizzo di varietà internazionali come il Merlot, il Syrah, lo Chardonnay e lo stesso Cabernet Sauvignon. Il proprietario è Corrado Capece Minutolo (Nomen omen) dei Duchi di San Valentino (toh, guarda un po’ lo stesso nome del vino in questione…) che
si occupa di ogni aspetto produttivo dell’Azienda Agricola, che comprende, oltre al vigneto, anche alberi secolari di olivo e poi ciliegeti e mandorleti allevati con metodo prettamente biologico.

Come accade sovente quando si tratta di aziende pugliesi, anche qui la storia ha mosso i primi passi in epoca lontana e solo successivamente esiste un punto di partenza più prossimo quando si è ripreso a far funzionare l’azienda. La vecchia cantina, infatti, è stata costruita nel 1884 scavata nella Pietra di Trani e, a distanza di molti anni, soltanto recentemente si è registrato il rilancio aziendale. Sono stati rinnovati tutti i vigneti, acquisite attrezzature tecnologicamente avanzate e ci si è avvalso poi di un consulente enologico famoso e preparato.

Il San Valentino ha cominciato ad emettere i primi vagiti dopo che è stato partorito dalla sinergica azione, e in successione, di fermentazione, macerazione e malolattica. La fanciullezza e la maturità le ha vissute al riparo delle insidie esterne in botti di rovere di Slavonia per un anno e mezzo, per poi completare gli studi universitari in bottiglia per ulteriori otto mesi. Alla fine il vino si è laureato a pieni voti e con lode per apparire poi sulla scena della vita quotidiana in cerca di sicuri estimatori. E devo dire che tra questi mi ci metto pure io, conquistato dal suo appeal e dal suo fascino mediterraneo.

L’effetto cromatico è rigorosamente scuro, quasi impenetrabile, anche se i lembi esterni tentano di apparire più chiari. L’aromaticità è ammaliante e coinvolgente, con sentori di terra, di vegetali, di frutta variegata, toni balsamici e dinamici. Per la sua relativamente bassa gradazione alcolica di 13 gradi C. (non dimentichiamoci che comunque si tratta di un vino pugliese!), l’impatto sulla lingua è gradevolmente suadente ed espressivo, frutto anche di una silhouette snella ed elegante. L’allure, raffinatamente nobile, disegna un tratto carezzevole sul palato, segno che i “tre moschettieri” si sono fusi ed integrati perfettamente, aiutandosi a vicenda nella fase di crescita. Il ristagno del sorso sulle papille produce poi effetti speziatamente e fruttatamente godibili. Il tannino è già levigato, con soltanto una lieve astringenza aglianicante che tenta di far valere il suo poderoso vigore. Finale lungo e pervasivo. Nel complesso si tratta di un ottimo vino da abbinare a piatti classici della terragna cucina pugliese. Prosit!

 

Questa scheda è di Enrico Malgi

 

Sede a Trani (Bat) – S.P. Trani-Corato

Tel. e Fax. 0883 580612

info@villaschinosa.itwww.villaschinosa.it

Enologo: Cristoforo Pastore

Ettari complessivi: 200, di cui 60 vitati

Bottiglie: 350.000

Vitigni: Moscato Reale di Trani, Bombino nero e bianco, Uva di Troia, Fiano, Falanghina, Aglianico, Primitivo, Cabernet Sauvignon, Chardonnay, Merlot e Syrah.