Sannio, il Greco di Mustilli

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Questo bianco può spiazzare i meno accorti per due motivi: anzitutto perché parliamo di un Greco del Sannio e non dell’Irpinia con cui si identifica maggiormente nell’immaginario collettivo soprattutto dopo il riconoscimento della docg nel 2003. In secondo luogo perché l’azienda è nota a tutti per la Falanghina, stupenda nell’ultima versione 2006 con il tappo di vetro custode di profumi e freschezza da manuale. Sì, Leonardo Mustilli è stato il primo ad imbottigliarla e a commercializzarla avviando questa parte della provincia di Benevento in modo deciso verso la produzione di vitigni autoctoni quando questo argomento non era ancora nella testa di nessuno. Da allora, parliamo di vent’anni fa, è stata fatta molta strada a Sant’Agata dei Goti, nuova azienda, wine bar, agriturismo a Palazzo Rainone, una filiera assolutamente completa e ideale per ogni produttore il cui sogno, evidentemente, è quello di vendere in casa il prodotto. Il Greco Vigna Fontanella ha il tappo di sughero, segnale questo di una sua possibile evoluzione nel tempo, auspicabile se non fosse più forte l’impulso a berlo già viste le sue buone performance in degustazioni coperte. Intendiamoci, il 2006 appare essere una buona annata per il Greco in Irpinia come nel Sannio dove altri produttori come Cantina del Taburno, Fattoria La Rivolta, Torre Gaia, La Guardiense e Ocone lo eseguono da sempre in purezza con ottimi risultati. Il Vigna Fontanella di Mustilli appare subito capace di buona complessità olfattiva, lunga trama in bocca dove si impone per la freschezza, sicuro indicatore di buona capacità di invecchiamento, la struttura (non dimenticate che il Greco è un rosso travestito da bianco), l’ottimo equilibrio fra tutte le sue componenti senza scivolare in note stucchevoli e piatte di cui presto, immediatamente, ci stanchiamo. Una stagione positiva per i bianchi, dunque, almeno sul versante campano dove falanghina, greco e fiano hanno avuto il tempo, a differenza dello chardonnay, del moscato e del trebbiano adriatici, di asciugarsi dalle piogge di agosto e di crescere più asciutte e adatte alla vinificazione. A tenere l’andatura in questo momento è soprattutto il Greco che appare più in forma e tonico in ogni territorio, compresa Roccamonfina. Il Vigna Fontanella lo abbiniamo soprattutto alle zuppe di legumi e di ortaggi, oppure ai piatti di pesce molto ben strutturati, a tutte le carni bianche, ai salumi e ai prosciutti. Come sempre, la versatilità a tavola di un vino è il primo segno della sua pregevolezza.