Sant’Anastasia Primitivo di Manduria Dop 2013 | Voto 89/100

Letture: 236
Sant'Anastasia Primitivo di Manduria Dop 2013 Beato Vini
Sant’Anastasia Primitivo di Manduria Dop 2013 Beato Vini

Beato
Uva: primitivo
Fascia di prezzo: 22,00 euro in enoteca
Fermentazione e maturazione: acciaio e legno
Vista 5/5 – Naso 27/30 – Palato 27/30 – Non omologazione 30/35

Si può essere beati (felici) solo quando le cose vanno come le auspichiamo noi. Beati (soddisfatti) vuol dire anche essere appagati di qualcosa che abbiamo ottenuto dopo averla rincorsa e voluta fortemente. Beati significa capire bene cosa si vuole dalla vita e se è il caso cambiare il nostro modo di essere, di adeguarci e magari di trovare tutto questo fuori dal nostro angusto mondo. Beato vuol dire incontrare le persone giuste al momento giusto, che ti sappiano capire, aiutare e ti danno buoni e disinteressati consigli.

A Beato Fahirni (Nomen omen) tutto questo è capitato realmente! Dalla sua natìa Svizzera è partito spesso per viaggiare intorno al mondo. E proprio in uno dei suoi innumerevoli spostamenti si lascia affascinare dalla Puglia e si innamora della sua storia, degli infiniti panorami, del mare, della luce, della generosa gente, dei tipici profumi, della pregevole cucina, degli uliveti e degli estesi vigneti. E così decide di investire nel Tarantino, acquistando un terreno di sei ettari vitati a Manduria, dopo avere scartato altre località in Piemonte, in Toscana, in Umbria e nelle Marche da lui visitate. Con la collaborazione di esperti amici locali si dedica alla produzione di un famoso vino territoriale, il Primitivo di Manduria, frutto di un’agricoltura biologica certificata, di cui Beato ha sempre avuto un debole.

Controetichetta Sant'Anastasia Primitivo di Manduria Dop 2013 Beato Vini
Controetichetta Sant’Anastasia Primitivo di Manduria Dop 2013 Beato Vini

La prima ed unica etichetta prodotta fino adesso è stata messa in commercio nel 2015. Si tratta de il Sant’Anastasia Primitivo Dop 2013 che ha subito ricevuto due importanti riconoscimenti: la Corona dei Vini Buoni d’Italia 2016 ed il secondo posto decretato dalla giuria internazionale alla recente edizione di Radici del Sud.

Acciaio, barriques francesi di primo passaggio e vetro per la maturazione del prezioso vino, che poi raggiunge i quattordici gradi e mezzo di alcolicità.

Splendente e concentrato il ricco colore rubino nel bicchiere. L’incipit olfattivo si offre al naso con note di frutti di bosco, fichi secchi, marasca, mandorla, carrube, fiori rossi, liquirizia e spezie a go-go. E poi parvenze di macchia mediterranea e sfumature di balsamo, di goudron e di tostato.

In bocca il sorso è esplosivo, caldo, austero, potente, robusto, nobilmente tannico, ma è anche fresco, morbido e sensuale. Retrogusto persistentemente stratificato e seducente. Prezzo interessante. Da preferire su piatti solidi della campagna pugliese. Prosit!

Questa scheda è di Enrico Malgi

Sede a Oria (Br) – Via Giacinto d’Oria, 58
Tel. 0831 1950757 – Cell. 320 8086800
elisa.bier@beato-vini.com www.beato-vini.com
Enologo: Bruno Garofano – Ettari vitati di proprietà: 6
Bottiglie prodotte: 15.000 – Vitigno: primitivo

Un commento

  • Ute

    (28 agosto 2015 - 16:27)

    Yes! I also had the pleasure to test that wine. Indeed! It is a very tasty wine with a huge potential and I am looking forward to follow the Beato Vini wines.

I commenti sono chiusi.