Santiquaranta – Beneventano Moscato passito

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Santiquaranta - Il moscato
Santiquaranta – Il moscato

Mancava all’appello Santiquaranta, l’azienda torrecusana, quarta realtà seriamente colpita dai danni del maltempo di metà ottobre. Mancava all’appello di questo gesto di solidarietà attraverso il racconto di un vino. Ed in questa occasione la scelta non può non cadere sul ‘Beneventano – Moscato passito’, una delle etichette più interessanti dell’azienda che vede al timone Luca Baldino. Le uve giungono da Baselice, la patria di questa chicca del Vigneto Sannio, la terra in cui è cominciata l’avventura di Luca, che agli albori di questo terzo Millennio avviò a Molinara la bella – anche se breve – avventura della produzione di sidro da mele annurche e limoncelle. Uve che vengono utilizzate anche per la produzione di una versione secca e che in questa vendemmia 2015 sono state raccolte nella prima decade di settembre.

Luca Baldino
Luca Baldino

Quella che abbiamo avuto modo di degustare, l’etichetta attualmente in commercio, è una versione particolarmente convincente soprattutto in termini di freschezza. A fare il parallelo con un moscato di cui abbiamo più volte scritto, quello di Vigne Sannite, il calice di Santiquaranta mostra con chiara evidenza la provenienza delle uve da zone più fredde. Alla vista si segnala il bel giallo dorato, tanta luminosità, trama quasi brillante.

Le vigne del Fortore
Le vigne del Fortore

Il fattore pedoclimatico dona al vino un’eleganza olfattiva di grande interesse. Si rischia di scrivere banalità, ma lo facciamo lo stesso: albicocche secche, tanto ma tanto fichi, piccole incursioni di fieno e una leggera nota balsamica di erbe aromatiche. Perfetta la corrispondenza al palato. L’ingresso non è per nulla dolce e banale e a mano a mano emerge anche il salato e soprattutto la piacevole freschezza con una leggera chiusura che ci ricorda l’amaro della mandorla fresca. Un vino che sicuramente troverà un grado di equilibrio ancora più ottimale, quando la baldanzosa acidità cederà piano piano il passo ai tratti distintivi tipici dell’evoluzione. Intanto lo segnaliamo come vino da abbinare più a formaggi che a dolci. Una bella sfida? Con una sostanziosa dose di buon erborinato.

Le uve moscato
Le uve moscato

Un brindisi con cui sproniamo Luca ad andare avanti per la sua strada, nonostante le grandi difficoltà che si trova ad affrontare in queste settimane a causa di una disgrazia che lo ha amareggiato soprattutto per come l’emergenza è stata vissuta, così come per la scarsa gestione del territorio, preoccupante anche in vista dell’arrivo dell’inverno. “Liberiamoci dal fango in tutti i sensi. L’enorme sforzo – ha scritto Luca nel post con cui annunciava la fine dei lavori di prima emergenza presso la struttura che sorge nella campagna torrecusana – i sacrifici e la fatica che impegniamo per salvare le nostre aziende, le nostre abitazioni, il nostro territorio devono tradursi in una nuova presa di coscienza, consapevolezza delle nostre responsabilità, in una parola: cambiamento. Ognuno di noi deve fare il suo. Sarebbe troppo comodo leccarsi le ferite, sedersi e chiedere interventi terzi. Iniziamo assumendoci tutti le nostre responsabilità, iniziamo a liberare dal fango le nostre aziende…”.

Questa scheda è di Pasquale Carlo

Sede a Torrecuso, Contrada Torrepalazzo – Telefono e fax 0824.876128 – www.santiquaranta.it – info@santiquaranta.it – vitigni: aglianico, falanghina, moscato di Baselice