Scheria Bianco 2007 e Meditandum 2006, Ischia nel bicchiere con Pietratorcia

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Al tramonto verso il centro di Forio (foto di Sara Marte)


di Sara Marte

In questo mese di passaggio, tra vendemmia e qualche grado mancante,  reclamo il mio diritto all’isola verde, un po’ per nostalgia un po’ per innata predilezione . Ho un paio di bottiglie che mi frullano per la testa già da qualche tempo. La cantina è Pietratorcia. Piccole, strettissime le stradine che si arrampicano tra quelle viuzze in cui solo un “autoctono” purosangue può schizzare agevolmente guidando l’auto come fosse un motorino.


Il fervore del porto di Forio (foto di Sara Marte)

Eravamo con l’enologo aziendale  Ambrogio Iacono, Gino per tutti,  e  con lui comprendiamo la difficoltà di questa viticoltura così varia e in alcuni casi arroccata e rubata all’Epomeo; La parola “difficile” però non gli piacerebbe tant’è che nel nostro incontro precisava che “qui così è” e basta. L’hai nel sangue quest’isola se no non la comprendi. I terreni a vigneto spuntano qui e lì nel versante di Forio. Gli ettari sono circa 10 e si muove varia la terra tra vulcano e tufo verde, guardando le fumarole e parlando di terme.

Un cartello molto eloquente sul "calore" della terra d'Ischia (foto di Sara Marte)

Fin su Vigne di Chignole con la monorotaia e giù verso il mare “altezza da terra del filo di banchina 70 cm”con la vigne di Janno Piro, poi via nella splendida cantina attorno cui si sviluppa la Vigna del Cuotto e dove Vito Verde con la moglie cura come un piccolo gioiello una ristorazione isolana. Certo, il Tifeo Rosso e Vigne del Cuotto rimangono le mie bottiglie numero uno, ho scoperto però il piacere di un bianco da invecchiamento. Lo apprezzo con questo clima leggermente più fresco e che già lascia le finestre chiuse e le cucine aperte alle cene tra amici.

Scheria Bianco 2007, Pietratorcia (foto di Sara Marte)


Lo Scheria bianco 2007 svolge 4 giorni di macerazione pellicolare, fermentazione in acciaio e poi due anni in lengo grande. E’ un vino non filtrato. Composto da biancolella e fiano in parti uguali ha una bella struttura e un naso piacevole.  Colore intenso, dai toni dichiaratamente dorati, si presenta con un naso integro e integrato. Mineralità, spezie dolci e frutta succosa e abbastanza matura. Comincia con questa vena di terra vulcanica e continua con il soffio del mare con uno spruzzo iodato che lo rallegra all’olfatto. Poi la componente legno, leggera ed ancora del miele, le nocciole tostate ed una lievissima scia di cera d’api. Colpiscono tra i frutti le note agrumate. La buccia di limoni caramellata e gli oli essenziali delle arance. Caldo, il palato è ben bilanciato da una spiccata sapidità così saporosa e gradevole, una certa freschezza. Una buona persistenza completa questo bicchiere ricco, appagante e completo.

Meditandum 2006, Pietratorcia (foto di Sara Marte)


Poi c’è questa bottiglia fuori dagli schemi. Quando parliamo di territori così specifici e caratteristici come Ischia abbiamo imparato a declinarla attraverso gli autoctoni. Spesso sentiamo del forastera e del biancolella, la san leonardo ed i in generale dei suoi bianchi belli ed inconfondibili; passiamo per il piedirosso ed un po’ di guarnaccia che hanno lì un profumo unico e minerale. Però, e nella vita di un sommelier arriva sempre un però, ci si abbandona a qualche eccezione. La mia trasgressione incomprensibile è il Meditandum di Pietratorcia. Non giudicatemi ma quello è buono! Vino ottenuto da viognier al 40%, malvasia di Candia ancora al 40% e tramarne per il rimanente 20%. È sottoposto ad appassimento su pianta; le uve sono raccolte, infatti, dopo la fine di ottobre, metà novembre.

Nonostante sia una 2006, la mia bottiglia ha una bella sapidità che sorregge la parata inarrestabile di frutta secca, fichi secchi, albicocca in confettura, scorza d’arancia candita, profumi di pasticceria, millefiori e caramella d’orzo. Ancora un guizzo di freschezza e chiude lunghissimo, profumato, dolce, dalla materia avvolgente, denso e mai non stucchevole. Trasgressione cui abbandonarsi senza rimorsi magari con una fetta di pastiera o una bella sfogliatella: riccia grazie!.

Le bottiglie di Meditandum e Scheria Bianco (Foto Sara Marte)


Bel tuffo ad Ischia sincronizzato a bottiglie vuote. Decisamente un viaggio/cena che favorisce l’allegria conviviale.


La sede è in via Provinciale Panza, 267 Forio nell’Isola D’Ischia. Tel.081908206 oppure 081907203. Sito www.pietratorcia.it . Email: pietratorcia@ischia.it . Enologo: Ambrogio Iacono. Bottiglie prodotte: 180.000. Ettari vitati:10. Uve: biancolella, forastera, uva rilla, San Leonardo, fiano, piedirosso, guarnaccia, aglianico, syrah.

14 commenti

  • Marco Perna

    (23 ottobre 2011 - 10:34)

    Una passione innata ed una capacità non comune di trasmettere le emozioni dei luoghi e dei vini. Complimenti.

    P.S. Concordo con Gino nel definire che la viticultura ad Ischia non sia ne facile ne difficile ma semplicemente “così”.

    • Sara Marte

      (23 ottobre 2011 - 14:46)

      Grazie Marco per il bel complimento.
      p.s. quello è proprio il simbolo del legame con la loro terra che tu hai colto benissimo

  • Simon Parra

    (23 ottobre 2011 - 11:45)

    Fino a due anni fa ero di casa a Forio per lunghe e indimenticabili vacanze . Presso l’Antica Libreria Mattera , lì nel centro di Forio, ogni pasto lo chiudevo con un bicchiere di Meditandum. Che intensità, che gusto e persistenza. Lei dice bene , non è stucchevole ma dolce e avvolgente. Ho voglia di tornare, adesso, lì in quella splendida terra. Grazie per il bellissimo ricordo che mi ha regalato.

    • Sara Marte

      (23 ottobre 2011 - 14:55)

      Ischia rimane nel cuore. E’ incredibile quanto “crei dipendenza” soprattutto quando impari a viverla senza stress da turista. L’ho già detto più volte e lo confermo…Da” Zio Vito” si sta una favola! Lì sarà stato ancora più buono il Meditandum, ne sono certa!

  • Massimiliano Russo

    (23 ottobre 2011 - 12:24)

    A proposito di Meditandum…Vino sconveniente! tutti pronti a fare i fighi con il territorio e a lasciarsi sfuggire certe perle. Brava Sara! Questo è un vino che ha uno slancio indimenticabile, buono e fatto bene! E come al solito il blog è sempre avanti!
    Un assiduo lettore della sua giornalista/oggi scopro sommelier e di Lei acuto dottor Pignataro!

    • Sara Marte

      (23 ottobre 2011 - 14:50)

      Allargherei un certo fastidio per ogni forma inutile e limitante di “fighismo”! :o)
      Grazie mille , le lascio l’ augurio di una buona domenica.

  • Mario

    (23 ottobre 2011 - 13:23)

    Articolo molto molto interessante con spunti mai banali e le foto colgono davvero nel segno. Complimenti

  • Sara Marte

    (23 ottobre 2011 - 14:53)

    Grazie davvero! In effetti sono i vini che sono interessanti e rendono tutto più facile.
    Le foto poi sono la mia passione! quantomeno mi ci applico! :o)

  • Angelo Pettrone

    (23 ottobre 2011 - 17:09)

    Sa cosa mi piace? il suo sguardo…quello attraverso le foto (e si vede che ci si applica!) e attraverso la descrizione dei vini…non sono solo un elenco di sentori ma una passione e una conoscenza raffinata. Ora basta però con i complimenti; Tutti a parlare del Meditandum , ma non dimentichiamo che lo Scheria Bianco che ha degustato è una 2007 ancora piena e vigorosa e posso confermarlo visto che sono uno di quelli con “la cucina aperta agli amici” che ha piazzato in tavola questa bottiglia. L’ho servita con una tasca di coniglio fatta in bianco con un sughetto di erbe aromatiche che era un sogno in abbinamento e modestamente per buona cucina!
    Buona domenica a tutti

    • Sara Marte

      (23 ottobre 2011 - 19:40)

      Beh! Crepi la modestia! Se era buono era buono! Immagino ci sia stato benissimo con lo Scheria Bianco.
      Grazie per i complimenti e non si preoccupi mi fanno bene e piacere ma a differenza delle foto ” non mi ci applico”! :o)
      Grazie infine per il commento, è bello relazionarsi con chi i territori e i vini assieme alla cucina li conosce e ci dedica passione.
      Buona domenica a lei.

  • Giulio

    (23 ottobre 2011 - 17:50)

    Ah il tifeo rosso! Anche per me tra i preferiti, così buono, estivo, da poter bere anche con qualche grado in meno. Lo Scheria bianco ha un’idea così elegante di vino che esprime in sè la bella isola di cui parla sempre con trasporto e un certo mestiere in cantina. Mi fa piacere che si parli anche di vini altri e come dice lei abbasso ogni forma di “fighismo” ! :)))
    buona giornata!

  • Sara Marte

    (23 ottobre 2011 - 19:45)

    Eh come non essere daccordo su tutta la linea!
    L’abbraccio

    http://www.lucianopignataro.it/a/tifeo-rosso-2009-campania-igt-sangue-di-ischia/26208/

  • alessandro selvaggio

    (23 ottobre 2011 - 21:08)

    da provare assolutamente in questi strascichi di un autunno ancora caldo per riportare alla mente i profumi dell’isola!

  • Gianni Mattera

    (30 ottobre 2011 - 08:29)

    Salve a tutti.
    In primis complimenti a Sara Marte per questo bellissimo e accattivante articolo sui Vini Ischitani. Si fa leggere in un solo sorso ;)

    Sono uno chef e fotoamatore a tempo perso, che ama inevitabilmente il cibo e il Vino. La mia vuole essere una presenza al di fuori dal coro, approfitto di questo thread ” spero ” non fuori luogo, per esternare una mia forte perplessità, riguardo alle non citazioni di altri illustri Vini Ischitani. Cenatiempo e Mazzella., è un dispiacere non vederli citati in questo stupendo Blog. Luciano sa bene la Grande stima che nutro per Lui e il Suo Blog.

    Scusate la mia intromissione. Buona Domenica a tutte/i

    Gianni Mattera
    una segnalazione illegale

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