Scompare Ometto, nella sua trattoria non potevano entrare i tedeschi. Ma il punto è: obbligatorio accettare tutti i clienti?

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Francesco Farsetti

di Leo Ciomei

Martedì è morto Ometto, al secolo Francesco Farsetti, gestore di una famosa trattoria in quel di Bedizzano, tra Carrara e Colonnata, la patria del lardo apuano.  Aveva 89 anni, era giunto quindi alla fine della sua lunga e movimentata vita.  La sua trattoria ultimamente non era nemmeno un granchè, tutto molto semplice e naif sia come location che come cucina. Niente a che vedere con il vicino Venanzio a Colonnata.  Quindi a chi può interessare questo decesso ?  O meglio, perchè i quotidiani (non solo locali) ne parlano ?


Se ne parla perchè il signore in questione era un ex-partigiano e gestiva la sua trattoria fin dal dopoguerra, dal 1946, impedendo l’entrata ai numerosi turisti tedeschi che arrivavano fin lassù.  

Come disse in un paio di interviste di qualche anno fa:

“I partigiani delle Apuane, io in testa, fondammo questo ritrovo. E’ dal 1946 che allontano tutto ciò che sa di tedesco dal locale. Se qualcuno riesce a entrarvi perché sono impegnato nella semina o a infiascare vino, mi rodo dentro e non ho pace fino a quando non va via. Ma accade di rado, perché li riconosco al fiuto. Ho visto i massacri di gente inerme, compiuti dagli aguzzini delle SS di Walter Reder, che dalle nostre parti ha combinato sfracelli e orrende rappresaglie. Come posso servire i discendenti di tanta barbarie, i miei morti ammazzati si rivolterebbero nelle fosse comuni dove li avevano scaraventati.”

Non so quanto sia regolare non fare entrare clienti paganti in un locale pubblico ma certamente Ometto qualche motivo ce l’aveva visto cosa era successo dopo l’otto settembre in quelle zone e lui, ateo al 100 %, metteva in pratica il detto biblico “le colpe dei padri ricadono sui figli”.  

Conoscete qualche altro esempio, magari meno drastico, di locale che vieta l’ingresso ad “alcuni” clienti ?  a parte le solite discoteche con lista all’entrata…

Al momento mi viene in mente il solito Pierangelini che, secondo la voce sentita al telefono, permetteva o negava il pranzo/cena presso il suo Gambero Rosso.  Ma questa è sicuramente una leggenda metropolitana…