Se cercate la guida Slow Wine a Eataly non c’è. No, non è finita: Farinetti ha deciso di non venderla

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Foto di Stefania Carlo

Un caro amico piombato a Eataly come ormai fanno tutti quando si è a Torino ha cercato invano la guida Slow Wine. Cavolo, che successo! Tutte le pubblicazioni Slow Food ci sono tranne la guida del vino? Un successone.
Macché, in realtà la guida Slow Wine non è in vendita.
Sì, avete capito bene: nel regno commerciale della filosofia Slow non c’è spazio per la guida più bella dell’anno.
Il libero mercato? Con il cavolo.
Non possiamo credere ad una ritorsione perchè Oscar è rimasto senza chiocciola. Persino Berlusconi con Mondadori ha la magnanimità di pubblicare gente che lo combatte.
Chissà. Uno dei tanti misteri italiani.


Per me mica tanto. Da paleo marxista resto convinto che i grandi capitani d’impresa si dividono in due categorie: quelli che divorano gli altri masticando e quelli che li ingurgitano.

Poi c’è una terza categoria, nata degli anni ’90: i produttori che si credono padroni della critica enologica e delle guide. Ma questo è un altro capitolo ancora, perchè non riguarda solo i grandi, bensì anche qualche piccolo dopato nello stesso decennio.
Meno male che sono troppo inutile per Assange, altrimenti la mia posta elettronica ne potrebbe cantare delle belle a questo proposito.

28 commenti

  • marco contursi

    (20 dicembre 2010 - 13:46)

    non ci credo…….

  • Angelo Peretti

    (20 dicembre 2010 - 14:03)

    Già…

    • enrico

      (21 dicembre 2010 - 13:36)

      Ma passare da eataly un mese fa?

      • marco contursi

        (21 dicembre 2010 - 14:22)

        ci sono passato ma adire il vero,di fretta,e con un gelato in mano che assorbiva quasi tutta la mia attenzione. :-)

        • ALBA

          (21 dicembre 2010 - 14:38)

          E’ con affetto che di dico che, tu sei un caso interessante.

          • marco contursi

            (21 dicembre 2010 - 14:49)

            Lo so, infatti sto conducendo uno studio su me medesimo.Chissà che non mi diano un Nobel. :-)

  • Umberto Trevisan

    (20 dicembre 2010 - 14:20)

    Da non credere, ma tant’è, stupidità, solo pura grande stupidità, un autogol che è ai limiti dell’ignoranza più bieca.
    Viva il pensiero libero! e viva la guida slow 2010, che è di TUTTI!!

  • Paolo Carlo

    (20 dicembre 2010 - 14:48)

    Io aspetterei a vedere se c’è una logica dietro e soprattutto che logica è..
    :-)

  • Alberto

    (20 dicembre 2010 - 15:14)

    Come direbbe il grande ragionier Ugo Fantozzi è una cag.ta pazzesca…Nel tempio del pensiero ricercato, manca una delle più belle publicazioni uscite negli ultimi anni, fatta con coscenza e amore…..
    Vergogna vergogna vergogna……

  • Giulio Cantatore

    (20 dicembre 2010 - 15:47)

    Guarda luciano che anche nel nostro piccolo ci sono delle cose che non riusciamo a spiegarci il perchè.
    Io sono più di vent’anni che quando posso mi metto in macchina sobbarcandomi anche perchè mi piace ,è la mia passione,e nessuno me lo impone,migliaia di km l’anno ,almeno 30 – 40 mila,per la ricerca continua di prodotti,perchè voglio capire la filosofia degli stessi produttori e poi tutto questo cerco di presentarlo ai nostri ospiti quando gli raccontiamo un piatto al tavolo,da dove arriva quel determinato formaggio a latte crudo,quella particolare finocchiona della Maremma,chi lo produce, perchè non è sempre reperibile tutto l’anno.
    Ecco fra questi ci sono anche i grandi ed inimitabili prodotti del Presidio Slow Food,e nonostante questo da 7 anni ,non siamo più degni di essere presenti nella guida di Osterie d’Italia. Il nostro locale è nato e cresciuto nei primi anni novanta anche con la filosofia Slow Food
    Ma questo particolare non mi ferma di certo,anzi vado avanti per la mia strada cercando di dare il meglio ogni giorno ai nostri commensali,perchè secondo me è importante essere presente nelle varie guide se ci sono dei meriti,(in questo caso penso si tratti di demeriti oppure di cattiva gestione da parte nostra, anche se devo ammettere che nonostante la crisi che attanaglia il nostro settore ,negli ultimi anni abbiamo riscontrato un aumento costante delle presenze nel nostro locale) e di questo non possiamo di certo lamentarci,visto i vari riconoscimenti che riceviamo ogni anno dalle varie guide di settore,ma quello che sostengo da sempre e che la menzione o riconoscimento per chi fà il nostro lavoro ,non è un punto d’arrivo,ma bensì deve essere da stimolo a fare e lavorare meglio in futuro.
    Chiedo scusa ai lettori ed a Luciano ,se ho approfittato di questo spazio per questo mio sfogo,anche se magari ha poca attinenza con il post iniziale.

    • marco contursi

      (20 dicembre 2010 - 16:03)

      quale è il suo locale?

    • Vignadelmar

      (20 dicembre 2010 - 16:06)

      Carissimo Giuliano, il nostro è un caso simile. Meglio non approfondire, ci rovineremmo il fegato.

      Un caro saluto a Caterina, comunque ci risentiamo per farci gli auguri.

      Ciao

      .

      • blucoby

        (20 dicembre 2010 - 16:19)

        ciao giulio… e’ vero ha ragione vigna.. i misteri di chi recensisce le guide…magari meriteresti un altra visita da parte di lor signori…un bacio a caterina.. catia

  • Massimo De Corato

    (20 dicembre 2010 - 16:27)

    Certo che se la cosa fosse vera e confermata (ma nessuno né di Slow Food, né di Eataly lo ha fatto) sarebbe una bella figuraccia per Farinetti. L’uomo che si voleva accreditare come il salvatore del vino di qualità anche sul mercato americano prima fa l’operazione Già (facendo vedere nel suo spot botti di legno e colline di Serralunga) e poi boicotta forse l’unica guida libera italiana (tanto libera da scontentare il più grande sponsor di Slow food)!

    Poi qualcuno di voi ha mai girato le enoteche di Eataly? Una racolta dei vini di Farinetti (ormai posside e partecipa 10 aziende di vino) o quelli dei Bastianich (soci a NY), al massimo i grandi marchi come Ferrari, Antinori e al massimo Velier… Insomma sempre gli stessi nomi e una politica deludente del già visti e già sentito… Farebbe bene ad acquistare lui una Slow Wine e riempire gli scaffali di Chiocciole…

    Saluti!

  • Giulio Cantatore

    (20 dicembre 2010 - 17:37)

    Per Marco,non vorrei approfittare di questo spazio per fare pubblicità,comunque il nostro è una piccolo locale , L’Angolo Divino a Ruvo di Puglia.

    Per Luciano Vignadelmar ,grazie e un abbraccio anche a voi.

    Catia grande cuoca, grazie anche a te da Caterina.

  • marco contursi

    (20 dicembre 2010 - 17:39)

    Ci ho riflettuto e sono giunto a queste conclusioni.Una cosa però va subito chiarita:Farinetti NON è slow food.Nel senso che lui è un imprenditore legato per alcune cose a slow food ma che però fa una vita aziendale per conto suo.INFATTI che lui dentro Eataly tratti dei vari prodotti quasi solo le sue marche è risaputo,e anche comprensibile come scelta aziendale.Anche le pubblicazioni di Slow food mica le tratta tutte.Si vede che non avendo aziende premiate non ritiene utile,commercialmente parlando,mettere la guida e visto che è a casa sua può fare quello che vuole.L’errore che molti fann è nel vedere una equivalenza Farinetti-Slow Food ma non è così o almeno non dovrebbe esserlo,per mantenere ognuno una propria autonomia di scelte.

    • enrico

      (21 dicembre 2010 - 18:49)

      “Si vede che non avendo aziende premiate…”
      scusa, ma tra i “grandi vini”, il barolo mirafiore 2004 di chi è?

      • marco contursi

        (21 dicembre 2010 - 19:14)

        non sono stato a vedere tutti i vini premiati,facevo una considerazione di massima.Che ci sia un solo vino o nessuno cambia di poco o nulla la cosa.sempre che il mio ragionamento sia giusto e che non ci siano altri motivi dietro la decisione di non mettere la guida.

        • enrico

          (21 dicembre 2010 - 23:36)

          e chi l’ha detto che la guida non ci fosse?

          • marco contursi

            (21 dicembre 2010 - 23:48)

            Scusa Enrico ma non hai letto sopra il titolo dell’articolo?metti in dubbio quanto è stato scritto da Luciano?hai prove del contrario?

  • giancarlo maffi

    (20 dicembre 2010 - 18:18)

    in realtà sarebbe necessario fare una riflessione in senso autocritico. siamo noi ,in senso lato, persone con idee genericamente riferibili a sinistra a sbagliare: andiamo a cercare l’imprenditore illuminato, o quello eco-sensibile. In relatà andiamo cercando una legittimazione in mondi che non ci appartengono.

    comprare da eataly è semplicemente comprare in luoghi civili e dove si possono trovare mediamente prodotti migliori e di ottima qualità, a prezzi considerevolmente cari. Poi si trovano anche aziende industriali e prodotti furbi, che occhieggiano ad un mercato sensibile a certi temi ,ma che molto spesso ben leggendo le etichette sono fatti come quelli di cui contestiamo la genuinità.

    bel “pachagingle” , carte prestigiose e via cantando. in realtà abbastanza spesso prodotti furbi per gonzi gastro -snob.

    del resto lui fa il suo lavoro, cioè business .
    sta all’intelligenza del fruitore usare lui, il pane ad esempio è molto buono, e non farsi usare piu’ di tanto.

    paragonandolo al mondo web enogastronomico mi ricorda qualcuno. qualcuno che è partito facendosi paladino della trasparenza ed ergendosi a moralista ogni qual volta una fattura di un ristorante fotteva il giapponese di turno. per poi rivelarsi quello che è: un povero cristo, certo uno bravo con le tastiere ci mancherebbe altro, che poi sbava per qualche mille euro di pubblicità, molto spesso occulta. un uomo che lascia trasparire una qual certa moralità, per poi inventarsi i post sul mulino bianco per ingraziarsi i barilla. gesu’ che pochezza: io almeno mi faccio fare i tagliandi gratis da una nota casa automobilistica inglese, e senza fare dl moralismo da quattrosoldi. E almeno a napoli non porto fiori ma culatelli e cioccolato, per ringraziare dell’ospitalità.

    la classe non appartiene alle persone troppo magre (cit. ). Leo ciomei escluso, naturalmente:-)

  • marco contursi

    (20 dicembre 2010 - 19:00)

    condivido l’ultima frase…….diffidare di chi ha un BMI inferiore a 25.Sul discorso invece sinistra e imprenditoria avrei qualche osservazione ma non è questo il luogo….

  • giulia

    (20 dicembre 2010 - 19:45)

    INFATTI, QUI DIERO NON C’è UN PROGETTO ETICO, MA PURO BUSINESS MASCHERATO DA FILOSOFIA SLOW E ARRIVATI AL DUNQUE, LA GUIDA DELLA VERITà, QUELLA DEI PICCOLI VITICOLTORI NON BLASONATI, puff! sparisce…. i misteri dell’economia globale travestita da commercio equo e sostenibile

  • Annibale Colombo

    (21 dicembre 2010 - 17:17)

    Una guida che rivendica indipendenza e dà voce a chi merita.
    Non si discutono le scelte imprenditoriali… si discutono l’arroganza e le pretese di chi vuole mercificare la cultura.

  • Diabolik

    (21 dicembre 2010 - 18:10)

    ba’ che dire, forse a Farinetti, da buon seguace di San Silvio da Arcore, qualche paleo marxista gli sta sui maroni……

  • carlo

    (22 dicembre 2010 - 08:09)

    Devo dire che mi ha lasciato stupito il titolo, così categorico: “farinetti ha deciso di non venderla”. Luciano, ma al tuo amico chi ha detto sta cosa, lo stesso farinetti, una addetta alle vendite o chi? Perchè se il tutto, per te non è un mistero, allora hai omesso un particolare, ti spiego: io da eataly ci vado sovente, e anche sabato scorso ero li, onestamente non sono passato davanti alla libreria e non ho visto la presenza o meno della guida, ma, particolare di cui sopra, venti giorni o un mese fa, Slow Wine 2011 era in bella-massiccia-presenza sugli scaffali di eataly torino. Altro non so. Ma ripeto, è quel finale di titolo, che non lascia dubbi, che non capisco molto.
    ciao

  • Maurizio Fava

    (23 dicembre 2010 - 22:03)

    usa e getta?

  • enrico

    (25 dicembre 2010 - 09:47)

    Nessuno risponde, solo commenti che “dovrebbero” sfiorare l’ironia tipo…”usa e getta?”. Nessuno risponde alla domanda: chi vi ha detto che il farinetti ha deciso di non venderla.
    Qualcuno forse sa di più ma… preferisce sorvolare?
    Mah.
    Buon Natale a tutti.

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