News dalle aziende e dagli enti
0

Selezione del sindaco, Castelvenere da primato

26 maggio 2007

ARRIVANO CINQUE MEDAGLIE D’ARGENTO

di Pasquale Carlo
Una vera e propria pioggia di medaglie d’argento su Castelvenere, il “comune più vitato della Campania”. Ben cinque, infatti, le attestazioni giunte dalla settima edizione del concorso enologico internazionale ‘Selezione del sindaco’ promosso dall’Associazione Nazionale delle Città del Vino. Un avvio veramente col botto, se si considera che è questa la prima partecipazione dei produttori e del comune del piccolo centro sannita all’importante manifestazione enologica.
Questa pioggia di riconoscimenti è senza dubbio l’ennesima conferma del buon lavoro che si sta portando avanti nelle cantine castelveneresi (in paese se ne contano ben diciassette, da quelle medio-piccole a quelle di grande produzione). Un lavoro sempre più sorretto in questi ultimi anni, per quanto concerne lo sforzo promozionale del territorio, dalle istituzioni (con in testa il sindaco Mario Scetta) ed i sodalizi attivi in paese.
Questi i vini premiati:
- Barbera Sannio Doc 2006 – PETRARE DMC (voto 87,75)
- Gran Momento di Flora – Falanghina Beneventano Igt 2002 – I PENTRI (voto 87,75)
- Kerres – Pie3dirosso Beneventano Igt 2003 – I PENTRI (voto 87,50)
- Barbera Sannio Doc 2005 – FATTORIA CIABRELLI (voto 85,00)
- Vandari – Falaghina Sannio Doc 2006 – ANTICA MASSERIA VENDITTI (voto 85,00)
I risultati mettono in risalto diversi aspetti. Al di là della medaglia d’oro sfiorata dall’etichette delle cantine Petrare Dmc ed I Pentri (le medaglie d’oro sono state assegnate ai vini che hanno ottenuto un punteggio minimo di 88,00), va subito detto che ben quattro delle affermazioni arrivano grazie a vini che possiamo definire classici della viticoltura castelvenerese: falanghina, per quanto riguarda il bianco, e barbera del Sannio per quanto concerne il rosso. E se, per quanto concerne la falanghina, ad affermarsi sono due aziende già particolarmente conosciute (parliamo de I Pentri e dell’Antica Masseria Venditti), ci piace segnalare l’affermazione di una cantina più giovane (dal punto di vista dell’avvio della produzione in bottiglia) ma depositaria di una storia familiare legata da sempre al mondo del vino: la Petrare Dmc. Questa piccola azienda si è affermata con l’etichetta Barbera Sannio Doc annata 2006, mentre per quanto concerne il premio di Fattoria Ciabrelli l’annata è la 2005. Queste nuove affermazioni ci inducono a riflettere ancora una volta sulla non facile vita di questo vino dalle grandi potenzialità, che si trova quasi sempre a fare i conti con un nome “difficile”, che richiama alla mente una vasta produzione enologica piemontese. Due vitigni che hanno in comune solo il nome, ma con evidenti differenze per quanto concerne l’uva e soprattutto il vino: quello castelvenerese si presenta particolarmente fruttato, da consumarsi piacevolmente giovane (in genere, tranne lavorazioni particolari, entro i tre anni dalla vendemmia). In diverse occasioni si è iniziato a discutere su questo vitigno, sul nome, sulle sue possibilità future; quasi sempre la discussione si è arenata in partenza, per mancanza di studi approfonditi ma anche per ampie divergenze di vedute tra gli stessi addetti ai lavori. In merito si continuano a pagare errori, mentre ancora non si corre ai ripari: basti pensare che solo due anni addietro, alla selezione dei rossi del Sud da vitigni autoctoni promossa dall’Ersac, questa tipologia restò “fuori gioco”. Le carte ancora non sono cambiate, ma intanto ogni qualvolta questi vini si presentano all’attenzione di concorsi e guide non mancano quasi mai i risultati importanti.
Passando al campo dei bianchi, gli addetti ai lavori certo non si stupiscono se ad affermarsi sono due etichette di falaghina: ancora una volta si coglie con evidenza la particolare vocazione di questo territorio per la tipologia. A rafforzare quanto detto ecco la considerazione che l’Antica Masseria Venditti si afferma con una falanghina giovanissima (del resto già recensita su questo sito), mentre I Pentri tagliano il traguardo con un’annata 2002, frutto di una lavorazione particolare, a cominciare dalle muffe nobili. Come dire… falanghina per sempre!
L’unico “intruso” in questa cinquina secca è l’annata 2003 del particolare piedirosso de I Pentri (Kerres), un vino che ha già dato tanto soddisfazioni e che promette ancora traguardi a lunga meta.
Non resta che cominciare a brindare nel “comune più vitato” della Campania.