Selvetelle 2007 Greco di Tufo docg

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CENTRELLA
Uva: greco di Tufo
Fascia di prezzo: da 5 a 10 euro
Fermentazione e maturazione: acciaio

Il 2007 è stato l’anno con la temperatura media più alta di questi ultimi decenni, accompagnato tra l’altro, da una bassa piovosità, il che per noi enofili campani si è trasformato in un’annata che a me è parsa molto caricaturizzante: in altre parole l’aridità del 2007 ha promosso un’esasperazione, in generale, di quelli che sono i tratti somatici olfattivi dei vini, nel bene e nel male.. de gustibus, no?
Per quanto concerne i bianchi campani al momento in cui scrivo (luglio 2009) il vitigno che meglio ha retto, per-me, è il Fiano: già “caricaturizzato” di suo (non per altro è stato definito un gewurz, cioè un semi-aromatico, cioè uno “speziato” del sud) ha dato e sta dando molto (vabbè, certo, ok, coi vitigni non va mai fatta di tutta l’erba un fascio). Purtroppo meno, molto meno, stanno dando i Greco 2007, soprattutto quelli fatti in vigna e non in cantina.
Il Greco di suo è un vitigno antipatico, vuole essere lavorato molto sull’acidità (e questa dannata-annata 2007 gliene ha tolta un bel po’) e sulla delicatezza della buccia (cioè facendo attenzione a non far rilasciare troppi antociani ipercoloranti), e ha molta, troppa struttura, per cui dipende molto da annata a annata.
2007 vintage difficile per i bianchi campani dunque. Ma il Selvetelle ha retto, tutto sommato. Marzo e aprile caldissimi, poi i grappoli hanno visto un’estate incandescente, quindi una vendemmia amanuense a ottobre (si è vendemmiato, tutti insieme, in una festa continua, il fine settimana dopo S. Francesco): alle fermentazioni è seguito infine un bell’annetto di acciaio. Spina (l’enologo) ha saputo ben contenerne l’alcolicità (di poco sopra i 12°) e poi, senza alchimie di cantina, gli ha fatto fare anche tre mesi di vetro.
Cosa ne esce fuori? Un Greco macho, dunque, questo del mio amico Andrea (figlio di Carlo, il proprietario), poche centinaia di bocce (è quasi fuori commercio quindi): dorata, dura, ostica al naso ma non ostile, bevuta ripida-dritta-in salita: l’aspettiamo al 3007… dopo mille anni si sarà ammorbidita? L’ho provata in decanter (orrore! ma no..), nemmeno per l’anticamera del cervello si è aperta, niente da fare, è un Greco acido, duro, da veri intenditori.
Se si volesse metterci un po’ di Coda di volpe, forse, non sarebbe una follia… (Andrea Centrella mi ammazzerai?).

Questa scheda è di Gaspare Pellecchia

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Ettari 1.
Enologo: Massimiliano Spina.
Bottiglie prodotte: 5000.
Vitigni: greco di Tufo