Sequoia 2012 Fiano Irpinia doc

Letture: 161
Fiano Sequoia 2007

Si dice altezza mezza bellezza. Vale per gli uomini, a maggior ragione per il vino, soprattutto quando parliamo di bianchi. Un esempio viene dal Fiano Sequoia 2012 della Tenuta Fonzone-Caccese che abbiamo provato al Vinitaly in versione magnum. Come nel caso di Antico Castello a San Mango, eccellenti Fiano e Greco, anche qui siamo fuori dall’areale e ci vuole molta cultura per capire l’importanza di bere queste bottiglie. Altezza mezza bellezza perchè c’è escursione termica che fa bene all’uva, un po’ come l’attività fisica giova alle persone, ci sono più profumi e soprattutto si riesce a cogliere più facilmente l’acidità che è lo scheletro di ogni grande vino. Siamo a Paternopoli, tetto della zona docg del Taurasi, vengono da qui e da Castelfranci i rossi più nervosi e di più difficile interpretazione, ma anche spesso quelli più emozionanti. In questo caso il Fiano di altezza, ctiamo anche il Don Chisciotte di Zampaglione nella lontana Calitri, esprime una finezza e una eleganza senza pari, davvero corroborante e dissentante. Sappiate che è indice di grande serietà quando aziende invece di acquistare uve e fascettarle docg scelgono di posizionarle sulla doc, una scala solo di nome più bassa perchè in Italia, a differenza della Francia, la classificazione e i prezzi non sono automaticamente indice di qualità. Può succedere, insomma, di avere di fronte un Fiano di Avellino docg di un’azienda che ha sede fuori dalla provincia di Avellino, oppure un Fiano come questo capace di emozionare e di promettere una buona attesa per l’evoluzione futura. La 2012 è stata sicuramente annata piena, di corpo, tutti i fondamentali delle uve sono al loro giusto posto. L’azienda è giovane, un nostos alla terra sotto il castello di Gesualdo, non c’è fretta di realizzare ma di investire bene sugli oltre trenta ettari carezzati dai venti delle montagne irpine. Speriamo anche in una Coda di Volpe, sigillo indelebile di cultura e di vera passione per la terra nella quale sono piantate le viti. Procuratevi questa magnum e conservatela, se potete. Ne riparliamo tra una decina di anni.

Sede a Paternopoli, località Scorzagalline. Tel 081 0511118Ettari: 30 di proprietà. Uve: aglianico, fiano, falanghina. Enologo: Arturo Erbaggio.  www.fonzone.it.

Un commento

  • Pietro Roncheti

    (17 aprile 2014 - 21:20)

    Signor Pignataro,ha proprio ragione:le denominazioni d’origine in Italia non aggiungono nulla in merito alla qualità di un vino e ormai non hanno alcuna ragion d’essere. Quanti vini etichettati DOC o IGT risultano superiori ai blasonati DOCG? I produttori, invece di incollare l’inutile fascetta,avessero lo scrupolo di dichiarare sull’etichetta provenienza delle uve e metodi di vinificazione!

I commenti sono chiusi.