Serata al Ristorante Le Macine di Ascea Marina Con i vini di Marisa Cuomo

7/3/2017 1.2 MILA
Marisa Cuomo
Marisa Cuomo

di Enrico Malgi

Alla fine Godot è finalmente arrivato! Tutti lo attendevano con ansia spasmodica, ma nessuno era sicuro di poterlo incontrare, perché avevano paura che succedesse proprio come nell’opera beckettiana, dove Godot non arriva mai. Intanto si restava affascinati dal racconto di Andrea Ferraioli, che parlava della sua esperienza di vita vissuta accanto alla sua splendida, indefessa, schiva e taciturna compagna di sempre Marisa Cuomo. Mentre sullo schermo scorrevano veloci le immagini di Furore, col suo incomparabile panorama, il mare, le spericolate, precarie ed indecise vigne terrazzate aggrappate alla roccia e protette dalle macerine, la vendemmia con le uve sulle spalle dei “faticatori”, la cantina scavata nella roccia, personaggi famosi e non che si recano in pellegrinaggio da Andrea e poi le bottiglie di vino che lasciavano intravedere anche “Godot”.

Andrea Ferraioli
Andrea Ferraioli
Marisa Cuomo, Andrea Ferraioli ed Enrico Malgi
Marisa Cuomo, Andrea Ferraioli ed Enrico Malgi

Parlava ancora tanto Andrea, un catalizzatore, un’icona territoriale che ha dato lustro a Furore ed a tutta la Costiera Amalfitana, un benefattore, un uomo coraggioso ed instancabile. Ed intanto sulla tavola si susseguivano gli squisiti piatti preparati col solito amore da Grazia Marra, mentre Luciano Ferolla stava in disparte ad osservare compiaciuto la scena ed Oreste Angelico serviva ai tavoli e mesceva vino con la sua solita grande maestrìa di sommelier.

Enrico ed Eugenia Malgi, Marisa Cuomo, Luciano Ferolla, Andrea Ferraioli ed Oreste Angelico
Enrico ed Eugenia Malgi, Marisa Cuomo, Luciano Ferolla, Andrea Ferraioli ed Oreste Angelico

Il vino appunto che non era ancora “Godot”, ma prendeva le sembianze prima di Estragone (Costa d’Amalfi Furore Bianco Doc 2015) e poi di Vladimiro (Costa d’Amalfi Furore Rosso Doc 2015).

Ristorante Le Macine. Furore Rosso
Ristorante Le Macine. Furore Rosso

La prima bottiglia, blend di falanghina e di biancolella, è caratterizzata da un colore paglierino chiaro, con riflessi verdolini. Ampio il corollario fruttato, floreale e vegetale che si annusa nel bicchiere: limoni della Divina Costiera, mela, ginestra, biancospino, zagara e macchia mediterranea. Mare sapido in bocca. Sorso affascinante per eleganza, fragranza e suadenza. Elevata freschezza palatale. Profilo gustativo minerale, dinamico e vitale. Finale felicemente carezzevole e lungo.

La seconda etichetta è frutto di un mix di aglianico e di piedirosso. Colore rubino-purpureo alla vista. Subito le proposizioni aromatiche deliziano l’olfatto con una grazia fruttata di rosso e floreale dei Monti Lattari. Guizzante il soffio speziato. Compositi i profumi salini che salgono dal mare. L’attacco in bocca disegna un registro espressivo tonico e morbido e segnato da una carica tannica giovane e pimpante. Timbro acido ed infiltrante, che annaffia di freschezza tutto il cavo orale. Chiusura persistente ed appagante.

Ristorante Le Macine, sala
Ristorante Le Macine, sala
Ristorante Le Macine, particolare della sala
Ristorante Le Macine, particolare della sala

Intanto che arriva Godot, il dr. Tortora propone di ingannare l’attesa declamando alcune sue poesie in vernacolo asceota sulla vendemmia che si faceva (e che si fa ancora adesso) nel comune di Ascea. Arcaici ricordi di un mondo genuino e pacificatore, che purtroppo non c’è più ormai!

La cena volge quasi al termine e tutti fremano, attendendo il momento clou. Tutto ad un tratto si alza una voce: è arrivato, è arrivato finalmente Godot, nelle sembianze del Costa d’Amalfi Furore Bianco Fiorduva Doc 2014. “Ecco lo sposo, andategli incontro”, come dice Matteo nel brano del Vangelo.

Ristorante Le Macine. Fiorduva
Ristorante Le Macine. Fiorduva

Ripoli, fenile e ginestra. E che sono? Di cosa stiamo parlando? Ma delle uve esclusive dell’areale furorese naturalmente, strappate alla vigna leggermente surmature e che vanno a comporre il blend di questo bianco supersonico. Colore sintomatico di un giallo paglierino e camomilloso già assestato. Naso intrigante e birichino che respira eterogenei ed inebrianti profumi. Frutta preziosa, con nuances di agrumi, di albicocca, di mandorla e di uva passa, impreziosite poi da aromi tropicali. Fittezze floreali di gelsomino e di tiglio. Sussurri odorosi di cappero selvatico di rosmarino, di mirto e di salvia. Pregnanze sapide, minerali ed idrocarburiche. L’ingresso in bocca è avvolgente, fresco, leggiadro, elegante, voluttuoso e speziato. Appeal seducente e quasi corposo come un vino rosso. Estratti succosi e reattivi. Slancio finale tonico, tensitivo, opulente, ammaliante e persistente. Un vino da favola! Beckett ha trovato finalmente il suo Godot!

Ristorante Le Macine, cannolicchi
Ristorante Le Macine, cannolicchi
Ristorante Le Macine, alici
Ristorante Le Macine, alici
Ristorante Le Macine, antipasto di mare
Ristorante Le Macine, antipasto di mare
Ristorante Le Macine, risotto alla pescatora
Ristorante Le Macine, risotto alla pescatora
Ristorante Le Macine, piatto di formaggi
Ristorante Le Macine, piatto di formaggi
Ristorante Le Macine, tiramisu'
Ristorante Le Macine, tiramisu’

 

Foto di Toni Isabella

Cantine Marisa Cuomo
Furore (Sa) – Via G.B. Lama 16/18
Tel 089 830348 – Fax 089 834014
info@marisacuomo.comwww.marisacuomo.com
Enologo: Andrea Ferraioli con i consigli di Luigi Moio
Ettari vitati: 30 – Bottiglie prodotte: 110.000
Vitigni: aglianico, piedirosso, falanghina, biancolella, ripoli, fenile e ginestra

Ristorante Le Macine
Ascea Marina (Sa) – Via Grisi, 14
Tel 0974 972142 – Cell 338 7732156
lferolla@tiscalinet.itwww.ristorantelemacine.eu
Sempre aperto a pranzo e cena
Pasto completo sui 30,00 euro escluse le bevande

4 commenti

    Marco Galetti

    (7 marzo 2017 - 09:13)

    “Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora» quindi oltre a tutto quel ben di Dio, è il caso di dirlo, mi sono perso anche un poeta e le vergini con le lampade ad olio ;-)

    Francesco Mondelli

    (7 marzo 2017 - 14:31)

    Quanto vere le parole di Veronelli quando diceva che il vino era il canto della terra (in questo caso dei terresti)verso il cielo.Ricordiamoci però di chi ha contribuito in modo determinante a ciò.Mi riferisco a Luigi Moio che con i suoi studi è riuscito a tirar fuori il meglio da questi vitigni.A tal proposito invito tutti quelli che vogliono approfondire l’argomento a leggere il suo libro “Il respiro del vino.”FM.

    Enrico Malgi

    (7 marzo 2017 - 16:10)

    Marco vedo che conosci bene il Vangelo. Mi congratulo con te. Francesco ho discusso con l’interessato proprio ieri.

    Carlo Alberto de Feo

    (7 marzo 2017 - 17:40)

    Proprio una bella serata, bella la presentazione dell’azienda Marisa Cuomo non solo con le parole del dr. Ferraioli ma con il meraviglioso video sulla coltura della vite in queste condizioni sulla Costiera Amalfitana; la cucina di Luciano la vedete in questi bei piatti…..ma una panoramica sulla sala e i partecipanti completava questo bel ricordo…..

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