TERZA PAGINA di Fabrizio Scarpato
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Serralunga d’Alba, ristorante La Rei. Il senso dell’identità

22 aprile 2011

Serralunga dal cancello d'ingresso

di Fabrizio Scarpato

A volte è utile mettere i puntini sulle “i”, per provare a capire, riflettere, osare una sintesi, magari guardando dall’alto, per cogliere un tutto.

Tulipani

I come impressione: ecco proprio guardare dall’alto, nel caso del Boscareto Resort, consentirebbe di capire quanto in realtà il suo contestato disegno sia parte di un paesaggio più grande, non solo geografico. Guardarlo poi dall’interno è una sorta di privilegio, punto di vista straordinario sul mare verde delle colline di Langa, ma anche sintesi di idee e intraprese, di partecipazione e conoscenza. Così a contare non sarà la prima impressione, e nemmeno la seconda: solamente dopo un minimo di curiosità, di pazienza, forse si potrà cogliere un senso compiuto, un filo rosso rivelatore di quell’esperienza. Un po’ di fatica restituisce bellezza, quasi un tesoro da scoprire.

L'ingresso

Ombre del giardino interno

I come incredibile: viviamo tempi di ghigni volgari, pazzoidi, di risate crasse, di ostentazione gridata. Viviamo tempi in cui sarebbe bello recuperare la capacità di sorridere, di riprendersi la possibilità di un sorriso aperto e sincero, esito istintivo dello stare insieme. Non ti aspetteresti di ritrovare quel sorriso dimenticato attorno ai tavoli di un ristorante in cui tutto gira alla perfezione, in cui ogni gesto è millimetrico, ogni movimento monitorato. Un piacevole ossimoro, fatto di attenzioni puntuali e puntuale discrezione: presenzassenza. Illuminata da quella capacità di sorridere. Che ti fa stare bene, senza affettazione, senza rossori, senza domande, senza risposte. Classe e partecipazione, all’idea, alla promessa. Davide Ostorero e Matteo Toso, maitre e sommelier.

Le chaise longue in giardino

La SPA

La tavola

Il pane

I come incantamento: sembra che nella cultura cinese riprodurre sia un valore, una sorta di omaggio nei confronti della forma originale: vale per l’arte, per la tecnologia, forse anche per la cucina. Solo rispetto ed equilibrio, forse anche senso di immedesimazione, possono consentire ad un giovane cuoco cinese, cresciuto professionalmente nelle Langhe, di tessere un risotto allo zafferano di così luminosa e suadente delicatezza.

Risotto carnaroli allo zafferano, midollo e animella dorata

La “recherche” del risotto perfetto potrebbe durare una vita, e poi qual è il risotto perfetto? Forse, se assaporandolo, riesci a contare, come uno ad uno, i chicchi di carnaroli acquerellati, se ti meravigli di una mantecatura lucida e millimetrica, se la lattescente animella che lo accompagna si bea degli sbuffi di pistilli e della salsa amidacea che la bagna: ecco forse siamo vicinissimi, forse non c’è più da cercare, forse dopo questo, sarà più bello cercarne altri che possano competere, che possano esser paragonati. Chen Shiqin, il cuoco.

La ventresca di tonno

I come inatteso: bagliori, lampi, attimi da ricordare disseminati nei piatti. L’argento plumbeo del caviale Asetra, bellissimo ed elegante tra avorio e rosso di gnocchi e gamberi liguri, il rosa e l’oro di piccole, dolci, costolette di capretto impanate e fritte, l’amaranto inopinato del piccione cotto in casseruola con le sue ossa, il nocciola della crosta di sale e caffè da cui emerge un integro trancio di rombo, bianco, il nero del tartufo, il viola e il giallo di una nostalgica girella alla vaniglia, l’arancio intenso degli agrumi di Sicilia.

Gnocchi di patate novelle, scampi di Portofino e caviale Asetra

Il rombo

Capretto di Roccaverano allo spiedo, la sua costoletta, carciofi alla romana e cipolla ripiena

Il piccione

I come identità: gioia e colori, materie prime in carta che rappresentano diversità di territorio, simboli di specificità e tramite di assoluta eleganza. Marcare le differenze per accomunare: promessa in cui credere, casa a cui ritornare. Terre da vivere, usi da conoscere, fino a scoprire un tesoro che emerge prezioso da quel sentimento di appartenenza che compone le diversità, unisce i linguaggi, fonde sapori e saperi, dal Garda al Mar Ligure, da Albenga a Noto, da Tropea alla Valle Gesso, attraverso Cherasco, Roccaverano, Norcia, Portofino. Identità, appunto.

Acqua e limone

Le posate

I come Italia: sono giorni di bandiere a festa, in sulla cima della collina il grande cancello rosso incornicia ordinati filari di vigneti e terre verdeggianti, delimitati dalle righe bianche delle strade sterrate che disegnano, come sopra pensiero, i bricchi di Langa, tra campanili e castelli, amori e Risorgimento. Un invito a non dimenticare.

Tartara di frutta e gelato

Freschezza agli agrumi, cioccolato bianco e cocco

Girella alla vaniglia e violetta, coulis di yogurt profumato al limone, gelato al riso basmati

Piccola pasticceria

I come inchino: non resta che ricambiare il saluto, con un leggero cenno del capo. La Rei, ristorante.

Il Boscareto Resort La rei
Strada Roddino, 21
Sempre aperto
www.ilboscaretoresort.it

Ferie tra gennaio e gennaio

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2 Commenti a “Serralunga d’Alba, ristorante La Rei. Il senso dell’identità”

  1. giancarlo maffi scrive:

    fantastica descrizione di un risotto perfetto. dire I come incantesimo :-)

  2. fabrizio scarpato scrive:

    Adesso non mi dire che lo vedi dalla foto, che quel risotto era di altissimo livello. Lo dicevo col maitre Ostorero che stavo imparando a “leggere” i risotti e che quello in effetti, opponeva la giusta resistenza, i chicchi si potevano contare senza inciampi, veramente luccicava e, bada bene, contrariamente al solito, lo fanno per singole porzioni, tutto per te. L’animella è cotta nel latte e la crosticina era uno spettacolo. Beh, via, sto cominciando a capirci qualcosa, allora…