Sicignano degli Alburni, agriturismo Sicinius

Letture: 90

Contrada Piedi La Serra, frazione Scorzo
Tel. 0828. 973044, 330 869287
Fax 0828. 973763
E-mail: sicinius@email.it
Sito internet: www.sicinius.com
Apertura: tutto l’anno, soltanto su prenotazione
Carte di credito: nessuna
Lingue parlate: inglese e, su richiesta, tedesco
Posti letto: 23 in sette camere
Tv in camera: no

Porte e infissi in legno del ‘700, elegante sala da pranzo con hotellerie personalizzata, accogliente salotto, salone convegni per 200 posti arricchito da una monumentale focagna circolare e punto bar: la vecchia casa mezzadrie e le stalle sono stati ristrutturati rispettando la tipica architettura del posto da Felice Colliani che si definisce vecchio ingegnere e giovane imprenditore utilizzando materiali e manodopera locale. Nei dodici ettari dell’azienda, alle porte del Parco, si pratica esclusivamente agricoltura biologica. Dalla terrazza e dalle stanze il panorama massiccio degli Alburni e delle frazioni di Sicignano, al piano terra un laboratorio per la trasformazione della materia prima. Sicinius, il nome è quello di un gregario di Caio Gracco, è adatto a chi vuole fare una full immersion non solo ambientale, ma anche salutistica. L’illuminazione esterna è affidata ai pannelli solari. Nell’azienda, in conversione biologica, sono coltivati ortaggi e piante officinali, noci, olive, ceci, lenticchie e fagioli. Non si allevano animali, comprati solo dal pastore di fiducia. Centro benessere Naturalia (massaggi, aromaterapia, gite e visite organizzate, corsi di educazione alimentare, biologica e ambientale). C’è inoltre un mercatino dei prodotti biologici.

Ristorante
Aperto tutto l’anno, soltanto su prenotazione. Coperti: 40
Cucina tradizionale e di ricerca storica. Dall’antipasto di fiorilli ripieni, salumi locali e formaggi forniti dal pastore di fiducia ai dolci (coviglie di caffè e cioccolata, torta di noci e tante altre) la creatività della signora Felicia, membro dell’Accademia della Cucina, rielabora le antiche ricette attraverso la fantasia e la ricerca filologica del passato. Ecco allora pranzi a tema (Medioevo in tavola, Sua maestà il maiale, Gli Alburni tra ‘700 e ‘800, Cena con Federico di Svevia, La zucca, La castagna, Le tradizioni natalizie) e una rotazione del menù basata su criteri di stagionalità e territorialità: pasta fatta in casa (cavatielli, fusilli, ravioli, tagliatelle e bicoli) con funghi e ragù o con legumi, maiale al latte o alle prugne, agnello tradizionale e polli ruspanti, cotolette di peperoni, melanzane imbottite. Il vino servito è il Solopaca della Cantina Sociale, l’olio è quello Dop dell’azienda.