Sipicciano di Galluccio, a Masseria Starnali i vini del vulcano

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Luigi al Piedirosso

di Franco D’Amico

Tra il dire e il fare c’è di mezzo il vulcano spento di Roccamonfina, storie antiche e leggendarie gesta dei briganti  enunciate in  un territorio incontaminato, altamente vocato per la viticoltura di qualità e dell’olio di oliva, in un contesto ambientale unico nel suo genere, che lascia sospeso lo sguardo in mezzo ai monti e al mare del golfo di Gaeta, tra due province ai confini dell’Alta Terra di Lavoro.

Masseria Starnali, il vigneto

TERRITORIO E STORIA TRA IL VULCANO DI ROCCAMONFINA

Luoghi affascinanti in un contesto ambientale,  panoramico e del passato di grande attenzione,  da queste parti nasce infatti l’Unità d’Italia, con lo storico incontro di Teano, tra lotte contadine e di briganti avviate per sostenere queste terre, ma bisogna salire ancora e giungere alle falde del vulcano spento di Roccamonfina proseguendo verso il bel borgo di Sipicciano, già dominio dei saraceni, alle porte del centro di Galluccio in un’area vitivinicola fortemente radicata, qui c’è Masseria Starnali. Questi luoghi si possono raggiungere anche da Sessa Aurunca per chi proviene dall’agro domitio, oppure costeggiando la valle del Garigliano e risalire verso i monti.

Siamo chiaramente nell’Alto Casertano dalla parte che guarda il confine con il territorio del Lazio, alle spalle il monte Caruso del gruppo vulcanico del Parco di Roccamonfina, in lontananza l’abbazia di Montecassino, giusto per concretizzare il luogo, Masseria Starnali fa da confine  alla tenuta vinicola Fontana Galardi in un’area ben disposta dal punto di vista territoriale e climatico per accogliere colture vinicole importanti e storiche dei  grandi vitigni autoctoni della Campania come Aglianico, Piedirosso e Falanghina,   coltivati a favorevoli latitudini.

Territorio prettamente di derivazione vulcanico, escursioni termiche notturne, ventilazione adeguata, clima salubre e temperato tutto l’anno, con  la pregevole esposizione dei vigneti che guardano il mare, fanno si che il prodotto finale raggiunga una qualità eccellente.

Masseria Starnali e le rocce vulcaniche del suolo

CANTINA E AGRITURISMO INSIEME

L’azienda agricola Masseria Starnali sorge in una posizione incantevole  ad oltre 400 metri s.l.m., ha un’estensione pari a quaranta ettari, terreni vulcanici tra lapilli rocce e tefriti, destinati alla coltivazione di vino, olio,  castagne. Comprende anche una struttura  agrituristica con camere e sala da pranzo, dove poter degustare i piatti tipici del territorio preparati con dedizione dalla padrona di casa, la signora Maria Teresa, la cui famiglia è attenta promotrice del territorio sin dall’anteguerra nel 1940, su una proprietà rilevata da  una nobile “Contessa” del luogo. Nel pieno rispetto dell’habitat  e autentica passione di famiglia rivolta alla natura, con l’instancabile e certosino lavoro svolto dalla signora Maria Teresa e dal figlio Luigi in cantina e nella vigna, con la competenza del giovane enologo Gennaro Reale, poi collaborati dalla moglie Mariella  anche nell’agriturismo, che propone i prodotti della loro tenuta  ed esclusivi del territorio.

L’azienda, a conduzione famigliare, ha scelto fin dall’inizio di coltivare tutti i propri terreni secondo i sani principi dell’agricoltura biologica, rifiuto assoluto quindi di qualsiasi concime o elemento di sintesi chimica, in modo da produrre sano, genuino e nel rispetto dell’ambiente e del consumatore.

VINI NATURALI  IN VIAGGIO  VERSO  “VIN NATUR”

I vini di Masseria Starnali quest’anno partecipano all’evento unico nel suo genere organizzato da VinNatur, Villa Favorita 2014, 5-7 aprile, a Gambellara (VI) l’associazione veneta che promuove la ricerca e la conoscenza dei vini con metodi naturali e prevede la partecipazione di quei produttori che propongono le loro etichette con metodi di lavorazione nel vigneto e in cantina vicino a criteri naturali, liberi da pesticidi tra i filari e sostenibili per la biodiversità, attraverso l’equilibrio del suolo con il recupero di tecniche antiche di lavorazione e la consociazione di più colture come la semina di cereali e o leguminose nei filari per mantenere l’humus naturale e favorire la naturale ossigenazione del suolo, così aumentando la biodiversità di microorganismi utili all’ecosistema e al riequilibrio del fabbisogno idrico e nutrizionale della pianta.  L’obiettivo è di ottenere suoli sempre più esplorati in profondità, ricchi di materia organica e minerali facilmente assimilabili dalla vite, per avere così una pianta più resistente alle malattie e con produzioni commisurate alle proprie capacità.

Masseria Starnali, i magnifici tre

Le tre etichette dell’azienda sono coltivate nel rispetto della natura, fortemente in linea con i predetti metodi di lavorazione, e  derivate per i rossi da vitigni di Aglianico e Piedirosso, mentre l’unico bianco proviene da  uvaggio Falanghina:

SANTO SANO – Roccamonfina Rosso I.G.P.

Un rosso di ingresso, uve Aglianico e Piedirosso 80/20 %, coltivato su terreno argilloso/sabbioso con affioramenti vulcanici, certificazione Biologica, affinamento 12 mesi in acciaio e 6 mesi in bottiglia, da considerare come un vino da tutto pasto, lavorato  in acciaio per esprimere al meglio la sua semplice eleganza, con impiego di lieviti indigeni.

Masseria Starnali, il vigneto

CONTE DI GALLUCCIO – Galluccio Rosso D.O.P.

Prodotto di punta dell’azienda, fatto dalla migliore selezione di uve Aglianico 100%, coltivato su suolo unicamente vulcanico, certificazione Biologica, con fermentazione in acciaio e affinamento per almeno 12 mesi in tonneaux di rovere francese, con impiego di lieviti indigeni. È un vino concepito per esprimere tutta la forza del nostro territorio, un vino ampio, fragante e terragno adatto ad accompagnare piatti a base di carne, selvaggina in particolare.

MARESA – Roccamonfina Bianco  I.G.P.

Maresa, la dedica alla padrona di casa Maria Teresa appare più che opportuna, un bianco fatto da uve Falanghina  in purezza, vinificato in acciaio senza controllo delle temperature e affinato sempre in acciaio per circa 6 mesi sulle proprie fecce fini prima di andare in bottiglia, con impiego di lieviti indigeni. Vuole essere un bianco semplice che possa accompagnare bene anche primi piatti non molto elaborati ma allo stesso tempo un vino che esprime al meglio i caratteri e i profumi unici della Falanghina coltivata in questa zona. Fruttato e morbido al palato e con chiare note sapidi e minerali.

A TAVOLA CON I SAPORI DEL VULCANO

Masseria Starnali: antipasti, fettuccine porcini e asparagi, i cavatelli di casa al ragù di maiale, l’agnello con le patate locali, il caso peruto classico e sott’olio e il maiale nel piatto

Nel territorio dell’areale di Roccamonfina i prodotti principali immemori da tempo sono l’olio e il vino,  componenti importanti  che ritroviamo nel menu proposto dall’agriturismo  Masseria Starnali, insieme alle tipicità  stagionali come gli antipasti con papaccelle ripiene di olive sessane, melanzane e zucca scottate e condite con l’olio proprio, di derivazione cultivar “Sessana” e “Itrana”, eccellente, un olio di categoria superiore, con bassa acidità e tanti profumi, lavorazione che avviene a freddo, in un frantoio che rispetta i parametri del disciplinare del biologico, insieme ai classici salumi con soppressata e pancetta tesa di suino.

Poi i primi con i cavati artigianali al ragù di maiale o di agnello, le fettuccine ai funghi porcini, saporiti e profumati quelli provenienti dai boschi e castagneti locali, con gli asparagi che fanno da cornice agli odori primaverili, anticipando  quelli delle altre essenze dei prati e delle ginestre in fiore.

Le carni  derivano dal maiale e animali di bassa corte cresciuti liberi in azienda, nonché  presso allevatori  e pastori vicini alla famiglia Di Blasio. Tra i secondi, infatti, si può degustare l’agnello che vive tra questi monti, mentre dal latte caprino la signora Mariateresa ne produce un eccellente formaggio con caglio naturale ricavato dal cardo selvatico, delicato e mai sovrastante al gusto, direi strabiliante  il suo “Caso Peruto”, in duplice declinazione classica con le erbe spontanee del posto, timo serpillo (pepenella) e aceto di vino bianco, e sott’olio.

Un formaggio che si perde nei tempi tra queste colline, e nell’Alto Casertano, che ci riporta indietro all’antica attività agropastorale dei nostri avi, tuttora conservato grazie alla sapienza di queste persone speciali che ne custodiscono le ricette antiche.

Lavoro manuale, saggezza contadina, attenzione verso lo sviluppo tecnico e soprattutto sul rispetto e la cura dell’ambiente, ecco la filosofia nature della Masseria Starnali, un’impresa contadina che ha fatto la storia della nostra terra con numerosi riconoscimenti, come la guida Slow Wine ed. 2011 e le pubblicazioni “Guida alle piccole Cantine della Campania e Guida completa ai vini della provincia di Caserta” di Luciano Pignataro.

Azienda Agricola Masseria Starnali è in Via Sessa – Mignano, Galluccio (CE) tel. 3339830957

 

Un commento

  • angelo

    (28 marzo 2014 - 10:36)

    Sicuramente una delle realtà più autentiche della nostra provincia…ottima cucina, ottimo vino, eccellente ospitalità.

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