Sireo bianco 2014 Abbazia di Crapolla, la vigna che tocca il cielo

Letture: 599
Sireo 2013 Abbazia di Crapolla
Sireo 2013 Abbazia di Crapolla

Uva: fiano e falanghina
Fascia di prezzo: da 10 a 15 euro
fermentazione ematurazione: acciaio

Non sempre sono le motivazioni economiche a spingere gli uomini nelle loro azioni. Anzi, possiamo dire che le cose che restano, dalle Piramidi agli obelischi, dalle moschee alle chiese, non hanno alcun tornaconto economico. Con il vino questo appare ancora più vero perché a nessuno verrebbe in mente di produrre a San Salvatore di Vico Equense in una Abbazia che tale non è, bensì grancia, piccola comunità sparita a valle come tutto quello che un tempo si faceva qui.
Eppure il medico Fulvio Alifano e l’imprenditore Giuseppe Cutini ci hanno creduto e tra indicibili difficoltà, monumentali divieti paesaggistici e architettonici, ritardi omerici della burocrazia, hanno avviato questa impresa sostenuti in un primo momento da Luigi Moio e poi da un suo allievo, Arturo Erbaggio che si sta segnalando per laboriosità, umiltà, modestia e simpatia.
Qui sono state piantate falanghina, fiano e nei rossi ci si è scatenati con vitigni internazionali, merlot e pinot nero. Che noi abbiamo assaggiato con la stessa predisposizione d’animo di chi mangia una frittata di cavallette rimanendo però colpiti dalla leggerezza e dalla fragranza del risultato nel bicchiere. Ah l’ideologia, quanti monumenti fa abbattere.
Ma al di là di queste pippe mentali tipici del mondo esoterico del vino, a voi, picchiatelli che ci seguite con affetto da oltre 20 anni, vi segnaliamo un Sireo bianco 2013 da uve falanghina e fiano, diciamo 70 e 30 per gli amanti delle percentuali, che davvero ci è piaciuto per i sentori agrumati e di frutta bianca, la vibrante acidità, la lunghezza e la sapidità al palato. Un bianco da spendere sulla valanga di crudi di mare abbattuti a meno quaranta che abbiamo inziato a mangiare per peccare e per salvarci la pelle allo stesso tempo. Un bianco che va bevuto, come del resto viene proposto, almeno un anno dopo la vendemmia a un prezzo follemente basso perché in Francia, ma anche negli Usa, un vini prodotto quassù, dove si domina tutta la Terra delle Sirene sorvegliati dal Vesuvio e dal Faito, non avrebbe tetto di cifra.

sede a Vico equense, via san Filippo, 2. Frazione San salvatore. tel. 338.3527280. Ettari 5 di cui due vitati.  Bottiglie prodotte: 10.000. Fa il vino: Arturo Erbaggio. Uve: fiano, falanghina, moscato, merlot e pinot nero.