Slow Food a Flumeri. La sfida sul soffritto delle comunità del cibo dell’Alta Irpinia

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Per i napoletani il soffritto è fatto con le interiora. In Alta Irpinia, invece, si intendono i pezzi di carne del maiale rimasti dalla lavorazione che, finito il lavoro di taglio della bestia, vengono buttati nelle padelle che sfricoleano insieme alle papaccelle (peperoni sott’aceto), foglie di alloro, cipolle e patate. Un piatto della festa contadina, all’orgine di una sfida organizzata dalla Condotta Slow Food Baronia a Vico.

Si è trattato di una grande festa di popolo, autentica e bellissima in cui l’autenticità della partecipazione è coniugata alla sapienza organizzativa di Slow. Per questo non ho voluto mancare all’invito di fare parte della giuria tecnica.

Il soffritto vincitore, preparato dalla comunità del cibo di Ariano Irpino

Alla fine per la giuria popolare ha vinto Flumeri mentre per quella tecnica Ariano Irpino. Ma si è trattato di una sfida molto bella con ben quattordici paesi: Flumeri, Grottaminarda, Ariano, Vallata, Vallesaccarda, Casalbore, Carife, Bonito, Ascoli Satriano (Foggia), Taurasi, Teora, Montecalvo, Foggia e Morcone (Sannio).

Una occasione per provare quanto sia buono ed efficace l’Aglianico con questi piatti tradizionali.
Aglianico 2004 Irpinia Igt Gmc Vinicola Taurasi
Austero, fresco, sottile sin quasi elegante.
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Pitatza 2006 Aglianico Fuori commercio di Enoprogetto Arajani
Moderno, fresco, di corpo
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Nero Latino Aglianico Irpinia 2006 doc Mier Vini
Elegante, potente, cangiante
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Taurasi 2005 Rocca dell’Angelo

Tradizionale, lungo, fresco.
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Terra del varo 2007 Aglianico Irpinia doc
Fruttato, abbastanza morbido
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Il sindaco di Flumeri premia la cuoca di Ariano Irpino

Insomma una bellissima esperienza, la dimostrazione di quanto straordinario e profonda possa essere il lavoro ben fatto da una condotta Slow Food.

4 commenti

  • Simona de Pisapia

    (28 febbraio 2010 - 22:01)

    Davvero una bellissima giornata e molto buoni i piatti preparati…era da molto tempo che non mangiavo cibo così “vero”! E non solo i soffritti…e poi il tocco di classe del finocchio fresco alla fine ci stava proprio bene!

  • pasquale

    (1 marzo 2010 - 01:33)

    chi ha vist lup e se mis paura nun ha vist o ver lup che è o padron ra comunicazion , nun vulimm canta pa scupett ma a terra è a nosta e nun s’ addà tuccà ………..viva chi ha i piedi nella terra come noi e dice queste preghiere di libertà.

  • giulia canada bartoli

    (1 marzo 2010 - 08:45)

    ” sime brigante e facimmo paura e ca scuppetta vuilmme canta'” . la cantavo da bambina insegnata dai mie genitori e ancora la ricordo a memoria. peccato non esserci stata. queste sono le grandi giornate che danno forza alla Terra.Bravo Luciano avanti così “omme se nasce e brigante se more ma fin all ultimo amma spara’ e na preghiera pe sta libertà:) pensiamoci tutti.

  • cocozza

    (1 marzo 2010 - 19:35)

    Che giornata genuina c’ero anche io per la terza volta e la trovo sempre più una bella esperienza gastronomica di quelle semplici.
    per chi volesse dare un’occhiata al post del mio blog ilsaporedellaterra.blogspot.com può dare un’occhiata andando indietro si trovano anche le altre due edizioni questo il links http://ilsaporedellaterra.blogspot.com/2010/03/3disfida-del-soffritto-di-maiale-slow.html
    a presto cocozza

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