Slow Wine 2011 inaugura il nuovo anno del vino a Taurasi. Presentata la guida nel castello gremito di produttori e appassionati

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il Castello Marchionale di Taurasi

C’èra il pubblico delle grandi occasioni  al Castello Marchionale di Taurasi,  la curiosità e l’attesa erano nell’aria da settimane. Il carattere più formale della presentazione regionale dello scorso 5 dicembre, presso la Banca della Campania di Avellino, ha ulteriormente accresciuto la voglia dei produttori irpini di scendere nel dettaglio. La sezione dedicata al cuore delle docg campane occupa infatti, la metà dello spazio in guida. Di fatto l’Irpinia è la punta di diamante della viticoltura regionale. La sede scelta per la presentazione  in provincia di Avellino è naturalmente Taurasi, presso il maestoso Castello Marchionale che domina il paese.

Gaetano Pascale Governatore Regionale Slow Food

La folla è quella delle grandi occasioni, tutti i produttori presenti all’appello, molti gli appassionati e i soci Slow Food, grazie all’ottimo lavoro svolto dalla Condotta Irpinia, Taurasi, Valle dell’Ufita, guidata da Franco Archidiacono. La Sala Torquato Tasso ha ospitato la presentazione moderata dal giornalista del Mattino Annibale Discepolo. Presenti oltre al Responsabile della Guida per Campania, Calabria e Basilicata, Luciano Pignataro, il governatore regionale Slow Food, Nino Pascale con Franco Archidiacono, il neo eletto delegato nazionale Ais Marco Starace con la delegata di Avellino Carmela Cerrone. Per le istituzioni, Luigi Caggiano, Assessore all’Enologia e ai Grandi Eventi del Comune di Taurasi e il Presidente della Pro Loco, Antonio Tranfaglia. E’ stata una chiacchierata molto concreta e senza fronzoli, scandita da puntuali domande del moderatore Annibale Discepolo. Nino Pascale ha rimarcato la forte differenza della nuova guida Slow Wine, ponendo l’accento sulla complessità dei criteri che hanno ispirato il nuovo progetto – vino, in conformità alle linee guida storiche di Slow Food: la tutela dell’ambiente, la protezione dell’agricoltura sostenibile e delle comunità del cibo, l’analisi della coerenza degli stili di vita e di produzione adottati dai viticoltori, andando oltre la semplice degustazione dei caratteri organolettici. La stessa coerenza che i curatori della Guida, Giancarlo Gariglio e Fabio Giavedoni, hanno adottato nell’escludere qualsiasi dirigente Slow Food dalle squadre regionali di degustatori.

uno dei tavoli pronto per la degustazione

Il team campano, guidato da Luciano Pignataro, ha percorso l’Irpinia in lungo e in largo, “camminando le vigne”, come diceva il Maestro Gino Veronelli, verificando le realtà produttive delle cantine e le filosofie di produzione. Nino Pascale ha concluso il suo intervento all’insegna dell’ottimismo e dell’esaltazione dell’associazionismo e del valore del fare squadra: “Chi fa vero associazionismo non può e non deve essere pessimista”.

gruppo misto slow food e slow wine: da sx Sandro Tacinelli, Franco Archidiacono, Alberto Capasso e Marina Alaimo

La chiusura, con la sala gremita e tanta gente in piedi, è toccata naturalmente a Luciano Pignataro che è andato dritto ai punti e ai contenuti della guida: “ siamo andati volutamente contro tendenza, proprio perché siamo partiti dall’anno zero della nuova guida, abbiamo voluto resettare la fotografia del territorio che è molto diversa da quello degli anni ’90, quando in Irpinia c’erano solo dodici aziende e non erano ancora arrivate le docg per il fiano e per il greco.

Antonio Caggiano pionere d'Irpinia degli anni '90

Oggi le aziende in Irpinia sono circa 150, molti giovani sono tornati nelle vigne, anche se è importante distinguere le aziende per le quali la produzione costituisce unico reddito, da quelle che producono vino come attività secondaria. Terminata la presentazione, la folla si è sparsa tra le sale del primo piano del castello allestite per la degustazione, un bellissimo momento di scambio tra produttori e consumatori, i veri fruitori della guida – racconto Slow Wine.

affollati fino a tarda sera i tavoli di degustazione

Le aziende presenti

Antonio Caggiano, Salvatore Molettieri, Luigi Tecce, I Capitani, Antico Borgo, Cantina Giardino, Boccella, Michele Perillo, Pasqualino Di Prisco, Rocca del Principe, Colli di Lapio, Quintodecimo, Il Cancelliere, Donna Chiara, Mier Vini, La Molara, Tenuta Cavalier Pepe, Antico Castello, Contrade di Taurasi, Terredora, Feudi di San Gregorio, Mastroberardino.

La degustazione al primo piano è andata avanti fino a tarda sera, accompagnata dai formaggi della Comunità del Cibo del Pecorino Bagnolese. Intanto al secondo piano, si è svolta una degustazione eccezionale: guidata da Monica Piscitelli, Oto Tortorella, Antonio Caggiano e Salvatore Molettieri, a cura di Luciano Pignataro.

Un momento della degustazione al castello con Antonio Caggiano e Salvatore Molettieri

“Riflessioni sul Taurasi di vigna,
a confronto le annate 2004,2005, 2006

Vigna Cinque Querce di Salvatore Molettieri

Vigna Macchia dei Goti di Antonio Caggiano

in abbinamento: le particolari carni di Mario Carrabs e gli assaggi del soffritto di maiale tradizionale preparato dalle comunità del cibo partecipanti alla “Disfida del Soffritto 2011” in programma ad Ariano Irpino il 5 e 6 marzo 2011. Appuntamento da non perdere.

Il tour di Slow Wine continua: sabato 22 si fa tappa alla Reggia di Caserta.

vi aspettiamo il 22 gennaio a Caserta:)

Di Giulia Cannada Bartoli