Slow Wine 2014: i migliori Metodo Classico italiani li trovate solo qui

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Slowine 2014

Iniziamo – come correttamente si farebbe in vista di un lungo e sontuoso banchetto – dai vini prodotti con Metodo Classico, provenienti da varie regioni d’Italia, che sono stati degustati tutti assieme qualche settimana fa.

 

VINI SLOW

Franciacorta Brut – Clarabella

Lessini Durello Extra Brut Riserva 2008 – Casa Cecchin

Riserva Nobile Brut 2009 – d’Araprì

Il Brut di Clarabella – azienda virtuosa che non solo opera in regime di agricoltura biologica ma aggiunge valori sociali alla propria attività, con l’inserimento al lavoro di persone disabili e la promozione di attività di valorizzazione del territorio – è di impeccabile fattura, teso e fragrante: doti ancora più apprezzate in un economico vino “base”, non millesimato. Il Lessini Durello Extra Brut Riserva 2008 di Roberto Cecchin – da tutti chiamato “l’Ingegnere” – esprime in modo esemplare la rustica eleganza di questo tipico vitigno veneto, con un sorso avvolgente e minerale, ricco di note agrumate e speziate: un ottimo biglietto da visita per questa zona. Felice conferma infine dal territorio pugliese di San Severo: la cantina d’Araprì ci propone quest’anno una Riserva Nobile 2009 in eccellente forma, dal carattere profondo e ben definito, che conferma le grandi potenzialità del bombino bianco nella vinificazione con Metodo Classico.

 

GRANDI VINI

Brut 2009 – Monsupello


Franciacorta Brut Vintage Collection 2008 – Ca’ del Bosco


Franciacorta Extra Brut Vittorio Moretti Riserva 2006 – Bellavista


Franciacorta Pas Dosé Girolamo Bosio 2006 – Bosio

Franciacorta Pas Dosé Riserva 33 2006 – Ferghettina

Trento Extra Brut Riserva Lunelli 2006 – Ferrari

Monsupello si riconferma la migliore realtà dell’Oltrepò Pavese e un punto di riferimenti per tutta la produzione italiana di Metodo Classico: ci ha presentato un Brut millesimato perfetto, scorrevole e profondo, che rende onore alle potenzialità del territorio. Dalla Franciacorta quattro prodotti di grandissima stoffa: Ca’ del Bosco propone un ottimo e gustosissimo Brut 2008 (con un restyling dell’etichetta, che ricorda quella di un tempo); Bellavista da spolvero a un Extra Brut 2006 ficcante e incisivo, dedicato al fondatore dell’azienda; misura, tensione e profondità contraddistinguono il Pas Dosé Riserva 33 2006 di Ferghettina, qualità che ritroviamo anche nel più voluminoso e persistente Pas Dosé Girolamo Bosio 2006. Dall’altra grande zona spumantistica italiana – il territorio del Trentodoc – arriva, puntuale e convincente come al solito, un vino delle cantine Ferrari: rinviata l’uscita del Giulio Ferrari Riserva del Fondatore, il blasone è tenuto alto da questa raffinatissima, complessa, tagliente e profonda Riserva 2006 che porta il nome di famiglia. Quattro Grandi Vini su sei sono dell’annata 2006, che si conferma come una delle migliori tra le ultime in commercio, quanto meno per i Metodo Classico (in genere viene invece considerata un’annata mediocre, fredda e piovosa).

 

 

Segnaliamo inoltre due VINI QUOTIDIANI che, sebbene siano stati prodotti con il metodo della rifermentazione in autoclave (e non con Metodo Classico), rientrano nella tipologia dei vini spumanti.

Cuvée Brut Riserva – Cesarini Sforza

Bardolino Chiaretto Brut 2012 – Costadoro
In Franciacorta – oltre ai vini già segnalati con un riconoscimento – sono emerse altre etichette di grande pregio, che sostanziano l’evidente crescita qualitativa di questo territorio. Ci sono particolarmente piaciuti il Franciacorta Pas Dosé Dom 2004 di Mirabella, il Franciacorta Pas Dosé Nature 2009 di Barone Pizzini, il Franciacorta Satén 2009 di Gatti, il Franciacorta Brut di Faccoli, il Franciacorta Brut Milledì 2009 di Ferghettina, il Franciacorta Brut Cabochon 2008 di Monte Rossa e infine le due etichette di Ca’ del Bosco dedicate alla fondatrice Annamaria Clementi, ovvero il Franciacorta Brut 2005 e il Franciacorta Extra Brut Rosé 2005, che solo per qualche sfumatura ci sono sembrati inferiori al grandissimo Brut 2008.

Trento segnaliamo, oltre alla Riserva Lunelli, il Trento Brut Aquila Reale Riserva 2006 di Cesarini Sforza, il Trento Brut di Balter, il Trento Brut di Maso Martis e il Blanc de Blancs di Castel Noarna. Nell’Oltrepò Pavese ancora Monsupello, che propone grande qualità sia con il Brut sia con il Nature; e poi qualche convincente Cruasé, tipologia che ha visto in genere sensibili miglioramenti qualitativi: in particolare i Cruasé di I Gessi, di Torti e di Bruno Verdi. In Piemonte si segnalano due ottime etichette: il Brut Blanc de Blancs Francesco Galliano 2010 di Borgo Maragliano e il Pas Dosé Blanc de Noirs 2009 della storica azienda Contratto. In Alto Adige l’A.A. Brut Comitissa Gold 2002 di Lorenz Martini e l’A.A. Brut Riserva 2008 di Arunda. In Friuli il Brut 2009 di Piè di Mont e il Brut Etichetta Argento di Vigneti Pittaro. In Veneto il Durello Dosaggio Zero Leon di Masari, il Lessini Durello Brut Etichetta Nera 2007 di Fongaro, il Lessini Durello Brut Riserva 60 2007 di Corte Moschina e il Piave Raboso Brut Rosato Sui Lieviti Redentor 2009 di Tessère. Nelle Marcheinfine il Verdicchio dei Castelli di Jesi Brut Ubaldo Rosi Ris. 2007 di Colonnara e il Brut Delis 2010 di Garofoli.

a cura della redazione di slowine.it