Bosco Caldaia 2007 Solopaca doc | Voto 90/100

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Bosco Caldaia 2007 Solopaca doc
Bosco Caldaia 2007 Solopaca doc

ANTICA MASSERIA VENDITTI

Uva: aglianico, piedirosso, montepulciano
Fascia di prezzo: da 5 a 10 euro
Fermentazione e maturazione: acciaio

Refole fresche carezzano la mia memoria e mi consentono di essere contento. Di aver bevuto questo vino sempre con le persone giuste, sulle cose giuste, nel posto giusto. Sui cibi di un Sannio silente, accogliente, un vero e proprio cerchio magico in cui rifugiarsi dai casini della città e dalle asperità di territori troppo arrabbiati per affrontarli senza pazienza e con una clessidra del tempo che chiaramente indica che non c’è più molto tempo da perdere, che è necessario rallentare per camminare bene e godersi questo rosso semplice, senza acciaio, fruttato perché ciliegioso, fresco, da irrorare abbondante nella gola secca e insaporita da cibi opulenti pensati per difendersi dai fantasmi di una fame che non c’è più.
Passano altri anni, ma questo Solopaca di Nicola Venditti resta uno dei miei vini del cuore. Riscaldati da un viticoltore e dalla sua famiglia che ha sempre aperto le porte di casa, anche quando non c’era la nuova cantina.
Quanto mi dispiace per coloro che hanno perso la gioia delle cose semplici e immediate. Hanno perso l’essenza della vita. Per loro non resta che Facebook.

Scheda del 24 giugno 2012. E’ sempre un atto di presunzione non usare il legno per fare vino, un po’ come rinunciare alle pinne quando si nuota, o al trucco durante la giornata. Si deve essere sicuri della potenza della frutta perché  è qui poi che si gioca la partita, sulla capacità dell’uva di esprimersi al massimo e in maniera interessante e seduttiva.
In Campania non si è mai fatto grande uso di legno, i bianchi si contano quasi sulle punta delle dita. Dopo la crisi del metanolo la barrique e il legno grande hanno iniziato il loro lavoro soprattutto con il rosso. A volte in modo eccessivo, spudorato, altre volte bene, alcune inutilmente.
Tutte queste ansia, alla testa e al portafoglio, non hanno mai attraversato le coronorarie di Nicola Venditti perché lui, anche nei barricati anni ’90 ha sempre avuto vini in acciaio.
Non sempre, ma in alcune annate ha avuto ragione. Per esempio questa spettacolare 2007, Solopaca che di primo assaggio neanché ci colpì in modo particolare, favorito sicuramente dall’equilibrio di un blend che consente di attraversare le cascate su un filo usando il bilanciere per restare in equilibrio. Più di qui o più di là. Chissà.
Questo vino ha sviluppato buona complessità, non è solo beverino e piacevole, perché la frutta è ben evoluta in questi cinque anni, lanciando guizzi di carruba e di conserva di ciliegia. In bocca entra morbido ma non flaccido, non è dolce, la beva prosegue tranquilla grazie alla freschezza molto bene integrata al corpo, l’alcol non è eccessivo.

Un vino che profuma al naso e riempe di gioia il palato grazie alla sua essenzialità. Sul piano mentale, funziona molto il fatto che tutto quello che si sente è espressione della frutta vinificata e dunque del terreno. Niente altro.

In questo momento il Solopaca di Venditti è al nadir della potenza gustativa. Non sappiamo sino a quando proseguirà il suo cammino. Lo abbiamo bevuto sul magnifico piccione imbottito dell’Antica Osteria Frangiosa e si siamo deliziati.
Buona domenica a voi, picchiatelli da spiaggia.

Io starò all’ombra di una quercia a bere questo vino fino ad inebriarmi d’estate e di sole. Aspetterò il fresco prima di passare a un bianco.

Sede aCastelvenere. Via Sannitica 120/122. Tel. 0824.940306. www.venditti.it
Ettari di proprietà: 11. Bottiglie prodotte: 75.000.

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