Sorbo Serpico, Irpinia. 'E Curti

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CASA SERPICO HA CHIUSO, LASCIAMO QUESTA SCHEDA COME ARCHIVIO PER GLI APPASSIONATI

Contrada Cerza Grossa
Te. 0825.986120
Sempre aperto. Chiuso domenica sera e lunedì
www.e-curti.it

O Rey: Enzo D'Alessandro (foto Michela Guadagno)

Questa nuova avventura campana nasce dall’incontro della tradizione vesuviana dei Curti a Santa Anastasia e Enzo Ercolino, fondatore dei Feudi e adesso impegnato con la cantina A Casa, principale attore della conoscenza della regione fuori la regione. Da oltre vent’anni si occupa di vino ma la sua vera passione è la cucina, molto aggiornata e attenta alle nuove tendenze del pubblico. Per questo motivo non deve sembrare una contraddizione se ai Feudi creò il ristorante gourmet Marennà mentre dieci anni dopo a quattrocento metri ha pensato di coinvolgere gli alfieri della classicità, Carmine D’Alessandro, la moglie Angelina, la zia Assunta, sorella dei I Curti, al secolo Antonio e Luigi Ceriello che nel 1952 rilevarono la trattoria ‘O Monaco nel cuore di Santa Anastasia.

Parete che separa la cucina dalla sala (foto di Michela Guadagno)

Devo confessarvi che mentre incontrare il <luminoso> Enzo D’Alessandro in ogni dove della Campania è cosa a cui siamo abituati da almeno quindici anni, sempre in giro a promuovere il suo liquore di noci, incrociare Carmine, Angelina e Assunta tra i castagni e le vigne irpine è stato uno choc. Ma anche, e soprattutto, il segno della vivacità e della voglia di investire nel futuro della filiera gastronomica campana, la voglia di attraversare nuove frontiere, sperimentare. Se per un americano spostarsi di 25 chilometri è insignificante, per un italiano significa invece viaggiare nei secoli, vivere 25 profondi strati culturali diversi, impresa tanto più lodevole perché spinta dalla necessità culturale e non da quella materiale.

L'insegna (foto di Michela Guadagno)
Il pranzo della domenica (FotoPigna)

Se il colore dei Feudi era il nero, stavolta Ercolino sceglie il bianco. A partire dall’edificio, con sauna, vinoterapia e 11 stanze. Un piccolo resort che deve ancora entrare in pieno regime. Così il salotto e la sala, semplice ma pensata e con pezzi di design all’ultimo grido come le sedie Philippe Starck firmate Louis Ghost. Sicché avrete gli autentici sapori della cucina vesuviana in un ambiente moderno e leggibile da chiunque venga da lontano.

Angelina e, sullo sfondo, Assunta: al lavoro nella piccola ma funzionale cucina a vista (FotoPigna)

Inaugurata il 9 settembre, la scommessa è stata subito confortata dai risultati: la clientela tradizionale, sparsa in tutta la regione perché I Curti sono molto conosciuti da sempre e presenti su tutte le guide, di buon grado accetta di fare questi 25 chilometri che li porta dal Vesuvio antropizzato e caotico ai grandi spazi verdi dell’Irpinia. In più c’è il vantaggio del bacino di utenza salernitano a un tiro di schioppo e in genere restìo a spostarsi nel Napoletano ma che qui si sente di casa. La sala è piacevole, il servizio appassionato e antico, con Carmine che coltiva i clienti con cura certosina.
La gestione del locale è della famiglia D’Alessandro, mentre quella del resort è in comune.
I vini sono quelli di A Casa, ma, volendo, c’è anche qualche piccola disponibilità di altre etichette.

La zuppa di soffritto con i crostini di pane. In alternativa quella di fagioli (FotoPigna)
Spaghetti con pinoli, noci, olive, origano, pomodorino. Gli avanzi della Vigilia, chiamato 'O sicchio da munnezza

Come procedere? L’antipasto è di per se un pranzo. Ci sono gli splendidi latticini dell’Antico Casaro, le fritture di baccalà o all’italiana, la trippa al limone, il prosciutto di Pietraroja, salumi irpini, stoccafisso, seppole di pasta cresciuta, la montanara, il crocché, lingua in salsa verde.
Sicché poi potrete passare al dolce.
La seconda volta potrete provare i primi: oltre al <secchio della spazzatura>, ovviamente gli ziti al ragù classico oppure al ragù di agnello, o, ancora, i bucatini con il soffritto.

L'agnello con i piselli (FotoPigna)

Come secondo c’è il classico agnello (Laticauda) con piselli, il piatto che ha fatto la storia dei Curti, in passato per la verità si usava il capretto, Sant’Anastasia era rinomata proprio per il mercato di questa carne, così come la vicina Somma Vesuviana lo è per lo stocco e il baccalà.
Sulle carni potrete provare allora quelle usate per il ragù (salsicce, braciole, tracchiolelle), il fegato con la sua retina e l’alloro, il tianello con i friarielli, oppure proseguire con la linea del pesce che qui vuol dire solo, appunto, baccalà e stocco (a zuppa o all’insalata).

Biscottini alle noci, cioccolatini e il liquore alle noci di Enzo, tiramisù con ricotta e gallette

Il finale prevede i dolci del giorno o un piatto di formaggi del territorio.
Per la storia dettagliata della famiglia, potrete cliccare qui e leggere tutto con calma
Potrei dirvi che troverete fissi e nitidi e sapori di un tempo. Già. Ma alla fine quali sono? Il palato degli italiani è diviso in due grandi categorie: ante e post omogeneizzati per cui il mio, a livello istintivo, è sicuramente più vicino ad una persona con trent’anni di più che a una che ne ha magari cinque, anche tre, di meno.
Ad ogni modo mi sono fatto accompagnare da una persona, napoletana doc, che ha quasi la stessa età della trattoria di Sant’Anastasia e di cui mi fido: mia madre.

Chiamata al gioco della sua memoria, ha trovato tutto molto buono. Soprattutto l’agnello
Per i nostalgici niente paura: i vecchi Curti riapriranno a gennaio in modo più soft: salumi, formaggi, un paio di piatti caldi e tanti vini.
Pagherete al massimo 40 euro.

Ah, come arrivare
La strada più semplice è imboccare la superstrada che dalla tangenziale di Avellino arriva a Montella. Dopo qualche chilometro troverete l’uscita Sorbo Serpico. Poi cominciate a seguire le indicazioni dei Feudi. Arrivati davanti all’azienda, proseguite in direzione di Atripalda. Appena 400 metri e, sulla sinistra, c’è Casa Serpico.