Spaghetti alle zucchine della Taverna del Capitano e le donne che restano per sempre

Letture: 262
Spaghetti con le zucchine di Alfonso Caputo (Foto Marina Alaimo)
Spaghetti con le zucchine di Alfonso Caputo (Foto Marina Alaimo)

di Giancarlo Maffi

La contraddizione e’ evidente: negli Spaghetti alle Zucchine o Spaghetti alla Nerano, il piatto simbolo della Taverna del Capitano, magnifico luogo letteralmente spiaggiato sulla Marina del Cantone di Massa Lubrense, non c’è niente che ricordi il mare e il pescatore…Alfonso Caputo si arrabatta tutti i giorni per far dimenticare quel piatto. E questo è uno  degli stimoli che gli tiene alta l’attenzione: cercare di spostare l’asticella fino al punto in cui quelle zucchine intrigheranno meno di altre meraviglie del suo locale.

Qui si combatte sull’equilibrismo, dare contemporaneità a pesci e crostacei senza intaccarne l’anima è felicemente impresa enorme e talvolta perfino inutile. Tutti pensieri che corrono una notte, al secondo piano di una camera, luminosa e essenziale nella sua proposta, che lascia spazio a tutto quello che vi è fuori. soprattutto a una splendida luna.

In fondo cosa deve avere una camera? un letto, un pezzo d’armadio, un bagno civile. Il frigobar? serve; la televisione? inutile. In televisione ci sei tu che guardi la luna riflessa nell’ acqua del mare, a quindici passi quindici dai tuoi occhi. Hai la risacca nelle orecchie. Il Nerano se ne sta pacioso nel tuo stomaco e ti interroga. Chi vorresti accanto a te? Perché ti senti solo, maledizione! Sei in giro per lavoro, ti monta una botta di malinconia. Ripensi a tutte le storie della tua vita, almeno a quelle lunghe, importanti o che hai pensato fossero tali. Lo spaghetto autoprodotto da Alfonso si innalza fino in gola e sembra chiederti di non farti male da solo, Maffi. Ma non resisti: dai, dillo, con chi vorresti essere qui?

T., quella lunga lunga di tanti anni fa, per la quale rischiavi l’arresto nei bagni di mezza Europa? A lei piacevano molto i formaggi, anche quelli che Alfonso usa per il suo piatto: caciotta, caciocavallo, pezzuttella, fiaschella… vado in confusione. Oppure C. , l’unica con cui hai vissuto anni? Gemelli, anniversario il tuo  stesso giorno, forse converrà mandarle un messaggio, dopo tanto tempo. A lei sarebbe piaciuta la risacca e sarebbe piaciuta Mariella, con la sua bellezza semplice e interiore. Cazzo! qui mi sento a casa mia , ecco perché sto male questa notte.

La tristezza mi prende dove mi sento compreso. Il mio involucro dice altro, mi sussurra di dire cose cattive ma io dentro mi sento come la gente di questa casa.

Oppure vorresti stare qui con J.?  Beh, forse si, lo spaghetto alla Nerano è morbido, goloso, piacionissimo, forse avrei bisogno delle sue unghie graffianti.

E le ultime? Certo, con A. qui sarebbe un problema: tacchi a spillo sulla spiaggia di sassi, forse a Mariella piacerebbe meno, certo a Claudio e Alfonso di più, con il suo tripolarismo d’effetto. Pantera di abiti e pantera di testa. L’aria persa, la voce rauca, il piatto sarebbe diventato affumicato e lei avrebbe svuotato la cantina. Bella intelligenza, però usata malissimo. Non può mangiare risotti, pensa te in che buco ero finito, anche se mi manca il suo dimostrare una zoccolaggine dedicata solo a te. Almeno per una notte…

Poi ci sarebbero un paio di situazioni recentissime.

Ancora una A., una storia scandalosa, perfino troppo anche per uno che ha superato certi confini. Ma in fondo quello splendido piatto dove qui dovresti, potresti mangiare solo pesce, non è altrettanto scandaloso? Eppure so che potrei amarla, A.,  ma dovremmo fuggire e venire a vivere quaggiù: Mariella, mi sopporteresti? E poi, ancora,  incredibilmente, ancora una C. Questa è in itinere, non è ancora una storia e forse non lo sarà mai. Ci diciamo brutte cose ma per me sono da considerare preliminari. So già che mi farà male, l’istinto mi dice che mi ucciderà, ma quando la vedo mi intrigano i suoi occhi da gatta cerbiatta. Mah.. sono le 2, guardo il mare, sento la risacca. C’è un gatto in spiaggia e mi guarda. Sembra dirmi: dai, vieni giù, scassiniamo la cucina, facciamoci uno spaghetto alla Nerano, Maffi. E poi mi ricordo che le zucchine sono di queste colline! Certo che sanno di mare, prendono aria e anche acqua di mare!

Chissà se Alfonso me lo farebbe a quest’ora un altro spaghetto o mi getterebbe in acqua… Mi rassegno, tento di dormire, e poi cedo alla stanchezza pensando che vorrei essere qui insieme con tutte le lettere dell’alfabeto la prossima volta…. o almeno con una di loro in questo incantevole e magico luogo della costiera più bella del mondo…

5 commenti

  • Marco Contursi

    (6 giugno 2015 - 13:48)

    “Bella intelligenza, però usata malissimo. Non può mangiare risotti, pensa te in che buco ero finito, anche se mi manca il suo dimostrare una zoccolaggine dedicata solo a te. Almeno per una notte…”….MAFFI SEI UN GRANDE!!!!

  • BlackAngus

    (6 giugno 2015 - 14:01)

    Bel pezzo.

  • Tommaso Esposito

    (6 giugno 2015 - 19:09)

    Uhm, un bell’esempio di #softcorefoodtales . D’altra parte la zucchina qui a Napoli è declinata al maschile: ‘o cocozziello. E comme sij ommo, Maffi!

  • giancarlo maffi

    (6 giugno 2015 - 19:11)

    1) 2) e tre : :))

  • Patrizii

    (23 giugno 2015 - 21:08)

    Basta con tutte queste malinconie…..
    Ora bisogna darsi una mossa …..
    Inzuppiamo il biscotto nello zabaione .

I commenti sono chiusi.