Sparkle-Day i migliori spumanti italiani

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di Marina Betto

Esplodono le bollicine italiane all’Hotel Westin Excelsior di Roma per festeggiare le cinque sfere assegnate dalla guida di Cucina & Vini Sparkle 2016 che premia i migliori spumanti secchi d’Italia. Non si tratta di champagne ma lo spumante italiano sta avendo sempre maggiore successo sia all’estero che in Italia grazie agli elevati standard qualitativi raggiunti dalle aziende e alla versatilità del prodotto che può essere bevuto come aperitivo, durante tutto il pasto o accompagnare il dessert. Gli spumanti fanno da traino a tutta l’esportazione di vino italiano con un export registrato agli inizi del 2015 del 24% verso Inghilterra e Stati Uniti per la maggior parte. Ma quali sono le bollicine più apprezzate? Sul podio troviamo secondo la guida Sparkle la Franciacorta seguita dal Prosecco Superiore di Conegliano Valdobbiadene e il Trento; seguono il Piemonte, L’alto Adige, la Puglia e l’Abruzzo.

Ahimé nessun premio viene assegnato alla Campania o alla Sicilia o ad altre regioni italiane. I detrattori del Prosecco dicono che sono tutti uguali visto l’inflazionarsi di questo prodotto che nasce da una Doc interregionale Veneto- Friuli Venezia Giulia di ben sedicimilacinquecento ettari e di una Docg di seimila ettari; ma i colli di Conegliano hanno visto da sempre maturare l’uva Glera e fare questo vino conosciuto già in epoca romana. Le bollicine morbide e pastose del Prosecco, dovute al residuo zuccherino, ne fanno un vino di immediata piacevolezza dal profumo delicato che assomiglia ad un respiro primaverile, ne sono un bell’esempio il Valdobbiadene Prosecco Superiore Rive di Colbertaldo Vigneto Giardino Dry 2014 di Adami, Il Valdobbiadene Cartizze Superiore Dry 2014 Col Vetoraz e il Valdobbiadene Superiore di Cartizze Dry 2014 di Zardetto. Sebbene la tradizione non conosca vini spumante brut da uva Glera le richieste del mercato hanno voluto anche questa tipologia e il Conegliano Valdobbiadene Rive di Ogliano Contrada Granda Brut 2014 Masottina ne è un esempio; ampio nei profumi floreali e di agrumi con ricordi di nocciola e erbe aromatiche rivela in bocca una vena acido sapida molto ben bilanciata.

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La tendenza evidenziata dalla Franciacorta è che il vino spumante non è più solo il vino per le feste ma un vino quotidiano di cui godere sempre. Il forte incremento dei pas dosé, seguiti dai rosé e dagli extra-brut ci svelano che si tratta ormai di una vero e proprio trend che vuole queste tipologie di vino spumante sulle nostre tavole sintomo dell’evolversi dei gusti. Se aziende come Bellavista o Ca’ del Bosco fanno meritatamente bottino di allori e premi seguiti dai Fratelli Berlucchi, Il Mosnel, Uberti, Villa ed altri, per il Satèn, prodotto da quasi tutte le aziende, i risultati sono piuttosto magri per una tipologia famosa e apprezzata per il suo gusto più cremoso. Il più convincente degli assaggi risulta il Franciacorta Aligi Sassu Pas Dosé 2007 Majolini ricco e setoso ha un naso caldo di frutta e miele con sospiri balsamici, una bocca equilibrata e lungamente sapida.

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Il segreto del Trentino sta nella sua continua ricerca di miglioramento sostenuta dalle nuove generazioni. La Doc Trento è la più forte della regione e la più conosciuta in Italia. La guida Sparkle assegna a 15 aziende le cinque sfere a cominciare dalla Cantina Rotaliana, poi Abate Nero, Cavit con il Trento Riserva Altemasi Graal Brut 2008 ( 70%chardonnay e 30% pinot nero) dai sentori minerali e agrumati e frutta secca percepibili anche al palato. Ferrari, Moser, Letrari sono fiori all’occhiello di questa regione come Maso Martis e Metius. La Puglia rappresentata dall’azienda d’Araprì convince e conquista con il pas Dosè e il Trentacinquesimo Anniversario Brut Sauvage 2009 mentre il Piemonte con La Scolca e in particolare Soldati La Scolca d’Antan Blanc de Blanc Brut 2004 da vitigno Cortese sfodera note fresche e dolci di pompelmo e brioches con ricordi boschivi e scuri di grande eleganza ed equilibrio. Rien ne va plus.