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Stefano Cinelli Colombini lancia il primo mensile dedicato al Brunello

17 gennaio 2007

E’ IN EDICOLA IL PRIMO MENSILE
DEDICATO AL BRUNELLO E A MONTALCINOr
Da un’idea di Stefano Cinelli Colombini, nasce “Gazzettino e storie del Brunello e di Montalcino”, il primo periodico mensile di attualità, cultura, storia e curiosità interamente dedicato a Montalcino e alla sua comunità.
Da gennaio le edicole di Montalcino, Pienza, Buonconvento, Siena e provincia arricchiscono la loro offerta con un nuovo progetto editoriale, giovane e attento alla tradizione, dalla grafica semplice ed elegante, con contributi di importanti penne toscane. Tra le diverse rubriche particolare attenzione viene dedicata al Brunello e alle principali cantine ilcinesi, al Museo della Comunità di Montalcino e del Brunello, seguono pagine dedicate alla storia e archeologia di Montalcino: “Correva l’anno” e “I Tesori nascosti” e alcune note di colore dedicate agli antichi sapori ilcinesi, a spettacoli ed eventi locali e al “piccolo lessico montalcinese”.
Il primo editoriale è a firma di Stefano Cinelli Colombini, titolare di Fattoria dei Barbi, discendente di una delle più antiche famiglie toscane con origini risalenti al XII secolo, vero mecenate moderno che dopo aver regalato alla comunità di Montalcino un Museo interamente dedicato alla città, crea un giornale focalizzato sulla ricchezza storica, culturale e territoriale di Montalcino e dei suoi prodotti.
Le ragioni di questa iniziativa le racconta lo stesso Stefano Cinelli Colombini: “Cos’è Montalcino? Cosa è il Brunello? Una comunità con cosi tanti nuovi venuti come la nostra ha un bisogno enorme di storia, perchè una storia conosciu­ta e condivisa è l’unico legame che le può dare un futuro. Per questo è nato il Museo di Montalcino e del Brunello e per questo ora nasce il giornale; per far sentire questa terra ai Montalcinesi nuovi e vecchi e ai tanti che la amano”. Il suo editoriale continua con una breve narrazione su Montalcino e i suoi abitanti: “E non dovrebbe essere difficile condividere la nostra storia con questi ilcinesi dall’accento strano, perché in fondo anche noi siamo emigranti; mille anni fa questo era un colle deserto, poi sarebbero arrivati i profughi di Roselle inseguiti dai saraceni e nata Montalcino. Da allora siamo vissuti sulla Francigena, la strada più trafficata della cristianità, che ha penato mille in­flussi, mille contaminazioni e chissà quanti figli della strada. Nella nostra storia ci sono state tante parrocchie, chiese protestanti e chissà, forse arriverà anche qualche moschea. Montalcino è famosa ma nasconde molto più di quanto mostra, perché questa è terra di paradossi e di cam­biamenti rapidi. È una piccola comunità che fu per anni capitale di uno stato sovrano ed oggi dicono, del vino italiano. Un secolo fa era benestante, poi poverissima e ora è la comunità agricola più ricca del mondo. Pare una cittadina sonnolen­ta che legge poco ma ha cinque gior­nali e cento anni fa ne aveva sette. Eppure c’è chi scrive che fino a ieri c’erano solo villani ignoranti e polli, a caccia di vermi nelle botti tenute vuote tra una vendemmia e l’altra”. Infine conclude con ironia: “Bah! Montalcino è tutto e il contrario di tutto, E difficile capire Montalcino senza conoscerne il pas­sato. Cosi abbiamo scelto di partire da quello che era per spiegare quello che è, quel che vi accade e chi ci vive. Per conoscersi di più, noi che viviamo lo stesso luogo senza incro­ciarsi mai”r

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