Striano, Napoli. Masseria Rivolta

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Via Rivolta
Tel. 334.3147926 e 338.8167778

Qui c’è il mio piatto dell’anno!

Il territorio Vesuviano sicuramente è uno dei più difficili a causa del degrado urbanistico e ambientale, ma qui, come tanti miracoli, avvengono le più folgoranti illuminazioni gastronomiche quando c’è qualcuno che si rimbocca le maniche e ripesca le antiche ricette. Questa era la dispensa agricola della città, questo era, ed è, il centro commerciale di tutto quello che si produce e si vende vicino Napoli. Nello Lombardi ha acquistato una piccola proprietà in riva al fiume Sarno, nel tratto che precede la tragica immissione del torrente Solofrana, denominata Rivolta perché, come in tutto il Mezzogiorno, è contrapposta alla Difesa. Qui ha costruito con molto gusto e sobrietà qualche stanza, una sala da pranzo, creato una stalla dove sono conservate vecchie carrozze e un po’ di animali dai quali si ricavano insaccati: asini, bufalotti, vitelli, capre. Siamo, lo dico per gli amici non napoletani, a dieci chilometri da Pompei. Qui, lo confesso, ho mangiato il mio piatto dell’anno, cioé le linguine di Vicedomini con la ventresca dello stocco e il pomodorino, esplosione di profumi e sapori dell’era pre-omogenizzata, un gusto forte, marcato, equilibrato, di territorio. Stranezze della vita, affascinato a Capodanno alla Taverna del Capitano con le linguine al fegato di polipo di Alfonso Caputo e alla fine da questo piatto di tradizione pura in un posto fuori dalle guide conosciuto solo dai gourmet appassionati. Due emozioni apparentemente contrapposte entrate nella mia memoria nonostante la trafila usata non sia mai stata tra le mie preferite! Un piatto preceduto dalla milza imbottita, l’insalata di trippa, una sorta di paté di coglioni di asino, bruschette con i funghi, prosciutto e formaggio di capra, i biscotti con la sugna tipici di Striano, il pane di Sarno con le olive e tutto il repertorio orticolo classico come i peperoni imbottiti, le melanzane spaccate, eccetera, eccetera, eccetera. E poi ancora galletto e coniglio arrostiti sulla brace, frutta del territorio. Un repertorio spettacolare di un pranzo tra carissimi colleghi dell’Agro che ho scelto di innaffiare con il Krasi 2004, un Primitivo fatto dal contadino Alessandro Carrozzo nel Salento conosciuto durante una scorribanda estiva. Un abbinamento perfetto di un vino del Sud alla cucina calda del Vesuvio, quella senza compromessi alla quale è anche difficile accedere per chi è cresciuto delicatino delicatino. Chi ha voglia di capire davvero le papille del popolino partenopeo, dei contadini e dei guappi dell’Agro, chi ama la biodiversità papillosa, chi si muove fuori dalle piste battute da tutti gli altri, deve dunque fermarsi in questo agriturismo, dove il gusto del pomodoro e delle verdure è assolutamente unico, come il caffé a Napoli e il pesto in Liguria. Spero proprio che Nello e Gianni Vastola proseguano in questo lavoro di recupero filologico dei piatti creati vicino al fiume Sarno, mitica zona della prima industrializzazione italiana scelta dagli svizzeri all’inizio dell’Ottocento per costruire le filande. Chi è nato prima degli omogeneizzati ricorderà il passato, chi è nato dopo ha la possibilità di fare un viaggio nel tempo senza precedenti e, soprattutto, senza fronzoli. Un viaggio vero, quello dell’anima.

Dove si trova. A due chilometri dall’uscita autostradale di Sarno