Susumaniello Igt Salento 2012 | Voto 86/100

Letture: 171
Susumaniello Itg Salento 2012 Poderi Angelini

Poderi Angelini

Uva: susumaniello
Fascia di prezzo: 15,00 euro in enoteca
Fermentazione e maturazione: acciaio

Vista 5/5 – Naso 25/30 – Palato 25/30 – Non omologazione 31/35

Il susamaniello, un vitigno autoctono pugliese a bacca rossa, che posto occupa nella scala gerarchica della viticoltura regionale? Non è certamente un primogenito e nemmeno un secondogenito, perché ampelograficamente è posizionato dietro specie varietali più famose e produttive come il primitvo, il negroamaro, il nero di Troia, la malvasia nera, il bombino nero e l’aleatico.

Ma ciò non toglie che ultimamente questa uva, coltivata prevalentemente nel Brindisino, stia fornendo a tutti gli appassionati ottimi vini, soprattutto se vinificati in purezza, come quello che producono i Poderi Angelini di Manduria (Ta). Un’azienda questa molto giovane che ha visto la luce nel 1998, quando Antonio Angelini ripristina un’antica tradizione di famiglia realizzando l’attuale struttura societaria che produce vino e olio di ottima qualità, potendo disporre di 105 ettari di proprietà su un terreno che lambisce il mare ionio.

E’ il Susumaniello appunto, riscoperto e valorizzato vitigno apuliano, che ho preso in considerazione per la mia degustazione. Nella fattispecie, trattasi di un’etichetta denominata Susumaniello Igt Salento 2012. Il vino ha fatto soltanto acciaio per pochi mesi e la gradazione alcolica è arrivata a toccare i 14° C.

Il cromatismo che traspare nel bicchiere, nonostante la giovane età del vino, è già colorato di un rubino scuro, con riflessi violacei ai bordi. L’impatto aromatico al naso è immediato e propositivo, con prorompente vinosità e sensitivi frammenti fruttati, odorosi di amarene, di prugne, di ribes e di lamponi, a cui vanno ad aggiungersi, come una catena di anelli infiniti, valenze reminiscenti floreali e vegetali. La sorsata che entra nel cavo orale è ampia e seducente e va a stendersi comodamente sulla lingua, come sul lettino dello psicanalista, per essere scansionata. L’elevata alcolicità fa sentire subito tutto il suo calore, per fortuna subito smorzato da una boccata fresca come un venticello primaverile, per via dell’ottima acidità.

Qui, poi, entra in gioco anche la trama tannica che è presente sì, ma non eccessivamente ruvida. Si percepisce anche una componente ruspante, che sollecita piacevolmente il palato. E’ un vino secco, morbido, strutturato ed equilibrato, già segnato da un ampio futuro e connotato da un finale lungo e persistente. Da spendere su pappardelle al ragù, carni rosse alla brace e caciocavallo podolico.

Questa scheda è di Enrico Malgi

 

Sede legale a Martina Franca (Ta) – Via Monti del Duca 60

Tel. 080 4808564 – Fax 080 4808564

info@poderiangelini.comwww.poderiangelini.com

Enologo: Domenico Colucci

Ettari di proprietà: 105, di cui 85 vitati

Bottiglie prodotte: 120.000

Vitigni: primitivo, negroamaro, susumaniello, fiano e chardonnay.

 

2 commenti

  • Mondelli Francesco

    (10 dicembre 2013 - 14:43)

    È durato solo un attimo il piacere di apostrofarti con una battuta”Enrico è tornato alle origini”perchè subito ho realizzato la differenza tra poderi e tenimenti Angelini.Ma veniamo al vino in questione.Personalmente ho assaggiato diversi campioni e,purtroppo,fino ad ora nessuno entusiasmante.Sono però convinto che se vi si dedicheranno con intelligenza e costanza con il tempo darà buone soddisfazioni.PS.Siccome sento forte l’esigenza giocosa della battuta ti saluto con un grazie”al nostro inviato speciale in Apulia”.A presto.FM.

  • Enrico Malgi

    (11 dicembre 2013 - 09:34)

    Caro Francesco, in effetti le due quasi omonime aziende non hanno nulla da spartire. L’azienda Angelini, come sai, è un colosso mondiale del settore farmaceutico e che poi nel corso degli anni ha diversificato ed ampliato le sue attività in altri settori, compresa la viticoltura con il marchio Tenimenti Angelini. Infatti, possiede proprietà in Toscana, Marche e Friuli. Per quanto riguarda il susumaniello, c’è da dire che in Puglia si sta cercando di valorizzare questo vitigno autoctono con buoni risultati. Per adesso non è certamente all’altezza del primitivo o del negroamaro. Però bisogna lodare gli sforzi che i viticoltori pugliesi stanno compiendo negli ultimi anni per promuovere tutte le loro varietà locali in parte dimenticate, come il minutolo e lo stesso susumaniello. Mi sta bene l’etichetta di “inviato speciale in Apulia”.

I commenti sono chiusi.