Taurasi 2007 docg DonnaChiara |Voto 82/100

Letture: 254
Umberto e Ilaria Petitto

Uva: aglianico
Fascia di prezzo: da 10 a 15 euro
Fermentazione e maturazione: acciaio e legno

Vista 5/5. Naso  25/30. Palato 26/30. Non omologazione 26/35

Sono ormai passati quattro anni da quando Umberto Petitto si rivolse ad Angelo Valentino a cui conferiva le sue uve di Pietradefusi per chiedergli: ne vuoi fare vino per me?
Nasce così l’azienda DonnaChiara a Montefalcione, ormai completata e funzionale, con bei pezzi di design, la cui anima ha il nome della figlia Ilaria, sommelier e girovaga tra Stati Uniti e resto d’Europa.


Di questa azienda buona partenza sono stati sempre i bianchi, in genere il Greco di Tufo più del Fiano. Ora è il momento della verità per il primo Taurasi, uscito in annata a me non favorevole, il cui problema è stato risolto da Angelo Valentino alla maniera di un judoka, cercando cioé di sfruttare a proprio vantaggio le caratteristiche del millesimo senza pensare di opporre la minima resistenza. In tal modo la forza del tuo avversario diventa la tua forza.
La 2007 piace a molti, soprattutto enologici e sommelier, e si capisce anche il perché: fondamentalmente è già pronta e non promette sospiri, patemi d’animo ed emozioni da innamorati abbandonati. E sul tempo sarà infedele come un marinaio.
Angelo Valentino ha così lavorato sulla frutta che è la protagonista principe sul piano olfattivo nonostante l’uso della barrique di primo passaggio. C’è comunque un tono elegante e speziato che fa di questo vino un rosso piacione e di facile lettura.
Anche in bocca prevale la frutta, il dolce iniziale è bilanciato, per fortuna, da una nota amara finale, punta anche di sapidità, che ne riequilibria la beva a favore dell’abbinamento. Inoltre la freschezza, pur essendo totalmente ormai già integrata pur essendo il vino un rubino dai riflessi violacei, risolve ogni intoppo e riafferma la caratteristica dell’Aglianico.

L’abbiamo provata sul coscio di agnello al forno dell’Antica Trattoria Martella e dobbiamo dire che ha fatto il suo dovere alla grande. Sicuramente questa cantina è destinata a ricoprire un ruolo importante sul territorio grazie alla determinazione e alla velocità, qualità di cui l’Irpinia abbonda nel primo caso, soffre nel secondo.
E, per la mia gioia, avremo presto anche una Coda di Volpe.
Amen

Sede a Montefalcione, via Stazione
Tel. 0825.977135, fax 0825.977784
www.donnachiara.it
Enologo: Angelo Valentino
Bottiglie prodotte: 150.000
Ettari di proprietà: 13
Vitigni: aglianico, fiano, greco

3 commenti

  • Lello Tornatore

    (13 febbraio 2011 - 09:28)

    La conclusione della scheda mette a nudo la forte influenza della componente catto-malgiana di questo blog…Enrico, batti un colpo…anche due, di questi tempi… ;-))

  • enrico malgi

    (13 febbraio 2011 - 17:47)

    Lello,a parte il fatto che Luciano nei suoi precisi interventi mette sempre in risalto, con cognizione di causa, la bontà della materia prima e di chi la produce, io onestamente non vedo questa “componente catto-malgiana” . A meno che tu non voglia riferirti alla parola finale, che suggella analogamente e diversificatamente spesso i miei risibili post. Semmai, bisogna elogiare la capacità di sintesi dell’autore (cosa che a me sicuramente manca) che in poche parole riesce a farci capire tutto il dovuto. E, comunque, avanzo un caffé pagato;-))))))))))))))))))))))))). Abbracci stretti.

    • Lello Tornatore

      (13 febbraio 2011 - 18:07)

      Infatti, mi riferivo esclusivamente al suggello finale…Abbracci voluttuosi

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