Taurasi Poliphemo Luigi Tecce, la verticale 2012-2006 in cantina

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Luigi Tecce
Luigi Tecce

Luigi Tecce e Poliphemo: era un bel po’ che non si organizzava una verticale e in attesa di quella in programma per il Salone del Gusto siamo tornati nella contrada Trinità per  il suo Taurasi. L’ultima verticale di Poliphemo 2008-2003 , prima in assoluto, la si era organizzata alla fine del dicembre 2011.
Luigi Tecce è soprattutto un grande solista grazie alla sensibilità intuitiva che nel rapporto con le sue uve, un po’ come succedeva ad Antoine Gaita al quale lo abbiamo spesso paragonato. Nei vini di entrambi si ritrovano potenza ed eleganza, bicchieri di carattere assoluto. Due solisti, due anarchici, due testoni. Luigi non segna protocolli perchè, dice, ogni annata è diversa, e la bottiglia deve cercare di interpretarla.

Broccoli aprilatici
Broccoli aprilatici

Ma basta dare uno sguardo a questo piatto di broccoli per capire il suo segreto intimo: la pignoleria. Gli ortaggi, buonissimi, sono stati sbollentati a uno ad uno e poi messi in perfetto ordine nel vassoio. Non male per una semplice mangiata in cantina.
Ora è allo stesso modo che Luigi procede nella vendemmia, poco alla volta, non sempre nello stesso punto, a seconda di quello lui ritiene essere il miglior grado di maturazione. E facilmente arriva anche alla seconda metà di novembre.

Taurasi Tecce Poliphemo
Taurasi Poliphemo di Tecce

Il segreto di questi vini, non è retorica scriverlo, è proprio nel rapporto maniacale con la frutta che è poi il filo conduttore di tutte le annate, con diverse sfumature ma certo.
Come spesso diciamo, non saranno i vini migliori del mondo, ma sono unici. E l’unicità, oltre al tempo, sono i due valori più importanti nella epoca della velocità e della omologazione. Un piccolo artigiano questo deve fare, non rincorrere perché la modernità in questo caso è andare lento pede.
E adesso la degustazione nelle note di Adele che le ha raccolte durante la discussione. Per quanto mi riguarda, 2006 e 2011 con un buona notizia: l’anno prossimo Luigi metterà in commercio un centinaio di magnum 2006. Spero che non se le faccia pagare meno di 300 euro:-)

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Note di degustazione
a cura di Adele Elisabetta Granieri

Luigi Tecce Taurasi Poliphemo
Luigi Tecce Poliphemo

Luigi Tecce Taurasi Poliphemo 2012-2006

2012: Rivela la giovinezza per il colore estremamente vivido, al naso si apre con sentori di frutti rossi, seguiti da note di bacche di ginepro e humus e accenni balsamici in chiusura. Il sorso è verticale, con una forte spalla acida a sostenerne la struttura, i tannini sono ancora un po’ ruvidi ma ben equilibrati. Promettente.

 

2011: Il naso inizialmente sembra esprimersi su note cupe, ma pian piano si evolve fino a mostrare una complessità estremamente intrigante: sottobosco, note terrose, bacche scure, poi mirto e alloro e, ancora, tabacco. In bocca è di grande struttura, molto fresco, dal sorso pieno, lungo e persistente e dai tannini perfettamente integrati. Sorprendente.

 

2010: Il colore è leggermente più evoluto di quello delle annate precedenti. Il naso si apre su note di cenere e affumicatura, seguite da sentori speziato di cardamomo e finocchietto. Il sorso è verticale, in equilibrio perfetto, con una struttura tale da renderlo potente ma fine, sostenuta da una bella spalla acida e tannini levigati. Elegante.

 

2009: Anche qui il colore è un po’ più evoluto. Il naso in questo caso è più difficile da interpretare, complice, anche, la continua evoluzione nel bicchiere: per primi i sentori fruttati, seguiti da sbuffi balsamici ed una bella e distinguibile nota di corteccia, poi, in chiusura, il cardamomo. In bocca ha grande materia ed una piacevole freschezza, è lungo e persistente. Complicato.

Poliphemo Luigi Tecce
Luigi Tecce, la degustazione

 

2008: Qui il naso è estremamente intenso e l’impronta di frutto maturo, riconducibile alla prugna e all’amarena, è immediata. Seguono sentori di cacao, seguiti da una nota di caffè tostato. In bocca è più rotondo, ha molta materia, ma giusta freschezza e tannini presenti, è molto lungo. Seducente.

 

2007: Nonostante l’annata molto calda, il naso non presenta nessuna nota riconducibile a surmaturazione. Si apre con sentori di pietra focaia, seguiti da note di bacche di ginepro e foglie d’alloro. In bocca è molto fresco, con un bel sorso verticale e pieno. Spiazzante.

 

2006: Il naso inizia ad esprimersi con una bella nota mentolata, seguita da di pietra focaia, per poi lasciare spazio alle erbe aromatiche (su tutte, il finocchietto) e al cardamomo, in chiusura. In bocca è elegantissimo: materia e freschezza perfettamente dosate e tannini dalla trama eccezionale. Fine.

Luigi Tecce Taurasi Poliphemo 2012-2006

2 commenti

  • claudioT

    (26 aprile 2016 - 09:09)

    Genio e sregolatezza, anarchia e pignoleria, questo è lui e i suoi vini, per me!

  • Luca Miraglia

    (27 aprile 2016 - 20:21)

    L’unicità dei Taurasi di Luigi Tecce risiede, tra l’altro, nella fruibilità quasi immediata rispetto al momento della messa in commercio, come del resto si rileva dalle note di degustazione che evidenziano, già per il 2010 ed il 2011, un’evoluzione abbastanza definita, e solo per il 2012 una certa immaturità.
    Purtroppo la difficile beva nei primi anni di vita rappresenta uno dei limiti maggiori del Taurasi, ma tale problema è stato brillantemente risolto dal sapiente lavoro di Luigi in vigna ed in cantina, consentendoci sin da quasi subito una bevuta appagante e, spesso, entusiasmante!

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