Tenuta Giardini Arimei e il suo Pietra Brox 2011

Letture: 226
Francesco Iacono, enologo aziendale e Serena Gusmeri, responsabile tecnico (foto di Sara Marte)

di Sara Marte

Uve: biancolella, forastera, uva rilla, san lunardo, coglionara.
Fascia di prezzo: 13 euro circa
Fermentazione e affinamento: acciaio, palmenti e legno di rovere

Francesco Iacono, vitienologo, è questo il termine che predilige, l’ho incontrato dopo qualche mese dalla visita Slow Wine, nel cuore storico di Napoli, mentre il suo passito secco coronava l’incontro con la pastiera napoletana di Ugo Mignone. Ritrovare i profumi d’Ischia riporta alla mente calde giornate trascorse a Forio proprio in visita alla splendida Tenuta Giardini Arimei. Non ho mai fatto mistero della mia smodata e viscerale passione per questo spicchio di terra e venire con Francesco Iacono in una delle sue “isole vinicole” dell’Arcipelago Muratori è sempre un piacere; basta esser pronti a farsi travolgere da un turbinio d’idee, progetti e sperimentazione. La vigna resta, sopra ogni cosa, la parte più emozionante.

Dalla Tenuta Giardini Arimei , la vista spettacolare di cui si gode (foto di Sara Marte)

Qui si parla di terreni micorrizati e quindi di una viticoltura eco simbiotica. Non è utilizzato alcun agente chimico o concime e si fa solo sovescio. Su una parte del vigneto poi, circa un ettaro e mezzo, le micorrize sono anche sulle foglie: eliminati qui anche i trattamenti con rame e zolfo. Il lavoro molto articolato che si svolge in azienda, come spiega Francesco Iacono, assieme a Serena Gusmeri, responsabile tecnico, è inoltre atto a ottenere un’agricoltura sostenibile che coniughi la scienza alle conoscenze biodinamiche seguendone le fasi. L’obiettivo è di avere il minor impatto possibile e riportare “l’umanesimo in vigna” con l’uomo come protagonista cosciente. Distratti dalla bellezza del paesaggio incombe alle nostre spalle il monte Epomeo. Alzando gli occhi verso le imponenti rocce notiamo sbuffi bianchi che lenti si dissolvono nel cielo: sono le fumarole, tant’è che proprio Francesco Iacono ci tiene a parlare di “viticoltura Termale”.

Parracine, viti, terreno vulcanino ed il monte Epomeo con i suoi sbuffi bianchi (foto di Sara Marte)

In giro atraverso la meravigliosa azienda c’è da perdersi: I conigli da fossa, presidio Slow Food, le parracine, oltre tre chilometri di quei muretti a secco che richiedono cura costante, gli antichi palmenti, recuperati e rinnovati, ancora oggi utilizzati per i due vini aziendali. Oltre al passito secco Giardini Arimei, c’è il Pietra Brox, “il vino dell’estate” con la sua vendemmia a settembre. Il nome deriva da quelle antiche strutture rupestri tipiche d’Ischia che vengono chiamate “case di pietra” e Pietra Brox è una di queste. Grossi massi, staccatisi dal monte Epomeo, vennero scavati e si ricavarono dapprima rifugi dalle continue incursioni dei pirati Saraceni, poi divennero veri e propri cellai e cantine, case e depositi per gli attrezzi agricoli.

Francesco Iacono durante la degustazione (foto di Sara Marte)

Il Pietra Brox 2011 nasce dalle uve tipiche d’Ischia: Biancolella per il 50%, forastera per il 20% e via a seguire i classici san lunardo, uva rilla e coglionara.  Verticalità è il filo conduttore che dal naso vi porterà alla bocca. Dritto sale riconoscibile con le sue note di terra vulcanica e mineralità iodata che raggiungono subito il primo naso. Le erbette aromatiche e la macchia mediterranea fanno capolino. Sentori floreali, come la ginestra e ancora percezioni agrumate solleticano l’olfatto assieme alla più classica frutta come l’albicocca. La bocca è in linea con il naso per un palato riconoscibile, sapido, lungo e caldo. Terra, uomini e storia in un lembo d’Ischia, così ricco e concentrato, che fanno parlare i propri vini nell’antica riscoperta di profumi, viti e mediterraneo.

La Tenuta Giardini Arimei è in via Pietra Brox, 51 bis, Forio.Sito: www.arcipelagomuratori.it  email: giardini.arimei@arcipelagomuratori.it . Vitigni: Biancolella, forastera, uva rilla, coglionara, san lunardo.Enologo: Francesco Iacono. Ettari Vitati: 4,5 di proprietà.

15 commenti

  • Vittorio

    (27 ottobre 2012 - 07:48)

    Ischia ha qualcosa di più. Certi paesaggi si trovano solo a Forio. L’Epomeo che domina imponente, la vigne arroccate su piccoli terrazzamenti, le fumarole e il mare. Solo da una terra così peculiare possono nascere progetti così ambiziosi come quello di Giardini Arimei. Azienda fuori dagli schemi così come il suo vino Giaridni Arimei. Ottimo il Pietra Brox , più classico e territoriale.

    • Sara Marte

      (27 ottobre 2012 - 11:20)

      Ischia e Forio hanno davvero qualcosa di più! Quoto!

  • Mimmo Gagliardi

    (27 ottobre 2012 - 08:34)

    Che spettacolo. Da vedere!!! Ciao Sara

    • Sara Marte

      (27 ottobre 2012 - 11:17)

      Buongiorno Mimmo! Davvero da vedere e da vivere. Belle emozioni in vigna sul serio. Ti abbraccio disgraziato!

  • Mario

    (27 ottobre 2012 - 08:56)

    Ammetto che il mio rapporto con quest’azienda è controverso. Splendido il lavoro che fanno in vigna, bellissima l’opera di recupero della Tenuta degli inizi dove ora ha sede l’azienda, grande l’impegno. Parlando in termini personalissimi di “mi piace non mi piace” quindi senza voler dare alcuna verità assoluta, non ho mai capito il Giardini Arimei, ha un’aria snob e modaiola che non amo (magari ce la vedo solo io, per carità). Nel Pietra Brox invece ritrovo i sapori d’Ischia, eleganza, esuberanza di giovanile vendemmia. Ha più fascino. Molto bello lo spunto sulle case di pietra, lo appunto come promemoria per le prossime incursioni Ischitane, intensa la descrizione del vino in cui, io che parlo con “mi piace non piace” mi ci ritrovo tutto.
    Buona giornata!

    • Sara Marte

      (27 ottobre 2012 - 11:15)

      Buongiorno Mario! rimanendo nel campo personalissimo del “mi piace-non mi piace”… MI PIACE chi sa esprimere con serenità e garbo il proprio pensiero…E’ una forma d’ intelligenza un po’ “demodè” che apprezzo molto.

  • Francesco

    (27 ottobre 2012 - 10:39)

    A volte da grandi progetti con idee “non tradizionali” e difficile aspettarsi dei risultati “tradizionali” invece, Giardini Arimei con il suo Pietra Brox riesce sia a cogliere l’essenza del territorio sia ad ottenere un prodotto più che soddisfacente.

  • iris

    (27 ottobre 2012 - 12:36)

    il lavoro svolto da francesco con l’aiuto di serena ad Ischia è per me strordinario. Il termine ,poi viticoltura termale è meraviglioso perchè fa capire a chi sente parlare per la prima volta dei loro vini esattamente dove ci troviamo e che territorio meraviglioso e poliedrico abbiamo!

  • Iacovni

    (27 ottobre 2012 - 21:30)

    Sara, hai trasmesso quello che intendo quando parlo di Ischia e di Giardini Arimei. Sai che con Forio, in particolare, ho un rapporto molto personale, origine e affezione, e che in questi casi lavorare a prescindere non è facile. Viticoltura termale, neoumanesimo, bassa impronta ecologica, vino PER invece che DI territorio possono diventare mezzi di comunicazione importanti solo se non restano slogan: noi ci tentiamo e ci speriamo. grazie di cuore.

    • Luciano Pignataro

      (28 ottobre 2012 - 00:25)

      Sai Francesco, fermo restando che ognuno è padrone in casa propria, forte dell’affetto che mi lega alla tua famiglia e della stima per chi investe al Sud, penso che una comunicazione meno fighettina e più centrata sui temi del cuore farebbe molto bene al lavoro che state facendo.
      Avete creato una madonna di azienda a Ischia dove quelle croci ci parlano di secoli, lavorate bene nel Sannio, ma mi sembra siate troppo e solo concentrati sul prodotto finale. Vini buoni ce ne sono migliaia di migliaia, ma con questa storia pochi al mondo. Perché non la tirate fuori? Può essere un mio limite, chiaro. O, forse, essendo un consiglio gratuito, non sarà ascoltato:-)
      Bacioni e a presto

      • Angelo Di Costanzo

        (28 ottobre 2012 - 08:16)

        Quoto. Al cubo!

      • giancarlo

        (28 ottobre 2012 - 17:03)

        anche un ottimo franciacorta!!!!

      • Iacovini

        (29 ottobre 2012 - 09:51)

        Luciano, quanto detto e trasmesso con sincero coinvolgimento non può non essere ascoltato. Mi faccio carico dei tuoi e non solo tuoi consigli per migliorare sempre più quello che tu stesso dici essere un fiore forse ancora da sbocciare. Grazie!

  • angelo m.

    (28 ottobre 2012 - 12:32)

    Ho conosciuto Francesco, Serena e Michela (Muratori) e apprezzo gli sforzi notevoli che stanno facendo per radicarsi ai territori dove producono, a partire dalle ricerche storiche che hanno fatto per dare nomi evocativi ai loro vini. Sono dei professionisti che hanno due grandi doti: l’ educazione e l’ umiltà che li porta a far sentire importanti anche il più sprovveduto degli interlocutori, magari astemio.
    Il loro marketing è molto originale, intelligente e comporta sforzi organizzativi ed economici notevoli ma darà loro, sicuramente, nel tempo un grande ritorno.
    Buon lavoro!

  • Michela Muratori

    (29 ottobre 2012 - 10:52)

    Grazie a tutti gli Amici campani che hanno voluto lasciare un commento a questo bellissimo racconto di Sara! E scusate se arrivo solo ora, le emozioni del Congresso qui a Torino mi hanno abbastanza “travolto”…
    Essere viticoltori lombardi in Campania non è certo facile ma devo dire che ormai “campana” per metà mi sento davvero grazie ai fantastici amici ischitani, beneventani e napoletani: mariagrazia, silvia, iris, tommaso, pasquale, fosca, franco, marco e tutti gli altri.
    Continueremo a mettercela tutta per raccontare la storia di questo bellissimo luogo che si chiama Giardini Arimei! un abbraccio a tutti Michela

I commenti sono chiusi.