Terraccia 2005 Valle del Crati igt

Letture: 33

SERRACAVALLO
Uva: magliocco
Fascia di prezzo: da 5 a 10 euro
Fermentazione e maturazione: acciaio e legno

Siamo nel comune di Bisignano, in collina, dove Demetrio Stancati, presidente del Consorzio Calabria Citra, ha avviato la propria azienda nel 1995: 65 ettari ben appollaiati e tenuti come un giardino, ulivi, che qui in Calabria accompagnano quasi tutte le proprietà vitivinicole e oltre venti ettari di uva. Nonostante la stragrande maggioranza dei produtori si sbizzarrisca con diversi vitigni, nazionali come il sangiovese e internazionali, credo che il futuro commerciale della provincia di Cosenza sia indissolubilmente legato alla capacità di realizzare grandi vini a base di magliocco, il cugino del gaglioppo divenuto uva simbolo della Calabria grazie alla zona di Cirò. Un vitigno identitario perché non si trova in forma così diffusa altrove e su cui sono al lavoro diverse intelligenze enologiche che, come sempre succede, esprimono interpretazioni territoriali opposte. Succede sempre così quando un territorio è molto giovane dal punto di vista del mercato anche se antico, antichissimo, nella cultura della vite. Ma, come ha ben spiegato il professore Denis Dubourdier nel corso del convegno su Gaia e Bacco all’Orto Botanico di Napoli, l’enologia come disciplina di studio nasce grazie alle scoperte di Pasteur e allo sviluppo commerciale dei vini nella seconda metà dell’800, è sostanzialmente la lotta alle <malattie> dell’uva fermentata e trasformata. Il Terraccia è pensato da Mario Ercolino, la cui visione porta soprattutto alla esposizione della ricchezza degli aromi fruttati contenuti nell’uva rendendo la beva immediatamente piacevole e coinvolgente. Poi sostenuta in bocca da struttura e alcol. Così è stato in questo caso dove il Magliocco sfodera grande eleganza, ci riporta in qualche modo al modello aperto da Librandi con il Magno Megonio ma con una marcia in più costituita, come sempre succede, dalla vite ad alta quota su terre fredde, come queste colline quasi ai 500 metri su cui soffia instancabile il vento delle gole del massiccio del Pollino, che accentua dunque i toni eleganti e fini del vini oltre a garantire frutta sana e sempre pulita quando arriva in cantina. Dunque sentori di frutta rossa matura, poi speziato, note balsamiche rinfrescanti, leggera tostatura di caffé: il legno è usato in maniera molto intelligente, mantiene naso e palato continuamente in bilico fra campagna e cantina. La proprietà di Demetrio è molto bella, una affacciata spettacolare sulla Valle del Crati, e consiglio a tutti di farci un salto quando siete diretti verso il Sud: una vecchia masseria è stata ristrutturata con il progetto agrituristico, c’è una sala degustazione con un patio per le bevute estive, la nuova cantina, ampia e funzionale, è su terreni che scapolano la collina da entrambi i lati, verso  Nord e verso Sud ma, a queste latitudine l’esposizione è un problema relativo perché la luce certo non manca nel corso dell’anno. Non so dirvi molto sulle possibilità di invecchiamento, anche perché la vinificazione del magliocco in purezza è iniziata da pochi anni, i presupposti sulla carta ci sono grazie all’alcol e al nerbo acido molto sostenuto. Vedremo. Intanto questo campione lo potrete godere su particolari preparazioni di carni come il maiale e il cinghiale: il rapporto fra qualità e prezzo è imbattibile, in questo mi ricorda i rossi del Vulture, come loro ha molta personalità e resta franco cantina sotto i dieci euro.

Sede a Bisignano, Contrada Serracavallo. Tel e fax 0984.21144. www.viniserracavallo.it demetriostancati@virgilio.it Enologo: Mario Ercolino. Ettari: 65 di cui 23 vitati. Bottiglie prodotte 50.000. Vitigni: magliocco, cabernet sauvignon, merlot, greco, pecorello, riesling, chardonnay.